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F1 | Pirelli: 1350 km con Ferrari per definire le mescole 2025

Dopo la tappa di Monte Carlo, Ferrari e Pirelli si sono fermate sul tracciato del Paul Ricard per due giorni di test utili ad avvicinarsi alla definizione le mescole e la costruzione delle gomme per la stagione 2025. Il primo giorno con Sainz è stato dedicato alle prove sull'asciutto, il secondo con Leclerc allo sviluppo delle coperture da bagnato.

Carlos Sainz, Ferrari

Dopo il GP di Monaco che si è concluso con la vittoria di Charles Leclerc la scorsa domenica, Ferrari e Pirelli si sono trasferiti in Francia a circa 200 chilometri da Principato per una sessione di test privati per dare modo al costruttore milanese ha proseguito lo sviluppo delle gomme in ottica 2025.

Nel corso dell’anno, infatti, Pirelli ha a disposizione un totale di 40 giorni di test organizzati insieme alla FIA e alla varie squadre che prendono parte al campionato, grazie a cui può lavorare e valutare i propri prototipi direttamente in pista. Dopo i test di Barcellona, svolti sempre con Ferrari prima dell’inizio del mondiale, di Jerez e di Suzuka, con quest’ultimo subito dopo il Gran Premio del Giappone con Sauber e Racing Bulls, il costruttore italiano si è fermato al Paul Ricard per due giornate di prove.

Martedì è sceso in pista Carlos Sainz, a cui è spettato il compito di effettuare prove comparative di differenti mescole e costruzioni in vista del 2025. Già a Suzuka Pirelli aveva valutato differenti prototipi e si era detta vicina all’individuazione della costruzione da approvare in vista della prossima stagione, ma il test di questa settimana è servito a raccogliere ulteriori dettagli prima di arrivare a una decisione definitiva.

Carlos Sainz, Ferrari

Carlos Sainz, Ferrari

Foto di: Pirelli

Bisogna tenere a mente, infatti, che Pirelli deve rispettare delle scadenze per l’approvazione da parte della FIA dei suoi prodotti: lo scorso anno, la deadline per la costruzione fu attorno a metà settembre, mentre per le mescole ci fu maggior flessibilità, potendo arrivare fino all’inizio di dicembre.

Considerate le caratteristiche del tracciato del Paul Ricard, al primo giorno sfruttato nella versione utilizzata nelle ultime edizioni del Gran Premio di Francia dal 2018 al 2022, il lavoro sulle mescole è stato orientato principalmente verso i compound più teneri, con l’obiettivo di ridurre il riscaldamento della gomma, uno dei temi richiesti dai piloti. Alla fine del primo giorno, Sainz ha completato 138 giri (17 sulla versione corta del tracciato) per un totale di 768 chilometri percorsi.

Se il martedì è stato dedicato interamente alle prove degli pneumatici da asciutto, il secondo giorno si è invece rivelato fondamentale per testare nuove soluzioni per gli pneumatici da bagnato. La scelta del tracciato francese non è stata casuale, dato che può essere bagnato artificialmente, aumentando o diminuendo la quantità d’acqua per valutare più caratteristiche degli pneumatici.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Ferrari

Al mercoledì al volante della SF-24 è sceso in pista Charles Leclerc, fresco vincitore del Gran Premio di Monaco, il quale ha girato su una versione del tracciato lunga 3,523 chilometri bagnata artificialmente proprio grazie al sistema d’irrigazione del circuito. Ciò ha consentito di provare sia gli pneumatici full wet, la grande priorità di Pirelli, che quelli intermedi. Negli ultimi anni i piloti si sono lamentati del fatto che la mescola da bagnato pesante non garantisce ottime prestazioni a confronto dell’intermedia, per cui Pirelli, nonostante il suo scarso utilizzo, ha deciso di proseguire lo sviluppo.

Anche grazie a questo test, l’obiettivo è quello di trovare un prototipo che fornisca migliori performance, evidenziando allo stesso tempo un surriscaldamento minore e, di conseguenza, un degrado meno marcato rispetto a ora. In totale, il monegasco ha completato 160 passaggi sulle 2 mescole da bagnato, percorrendo 585 chilometri.

“Sono stati due giorni di test molto utili, durante i quali abbiamo potuto portare avanti non soltanto il programma di sviluppo delle mescole e delle costruzioni per le slick ma, finalmente, provare anche delle soluzioni sulle gomme da bagnato estremo e intermedie che non avevamo potuto testare lo scorso inverno” ha detto Mario Isola, Direttore Motorsport di Pirelli. Organizzare i test sul bagnato, infatti, non è così semplice, perché il costruttore deve organizzare un test apposito su un tracciato su cui è possibile irrigare la pista, oppure sperare nella pioggia.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Ferrari

Anche in quel caso, però, è difficile avere dei confronti diretti dai differenti prototipi, perché alle volte il livello dell’acqua sul tracciato non è costante. Vi sono circuiti che presentano un sistema di irrigazione artificiale, come Fiorano, il quale però ha poche curve ad alta velocità impegnative per gli pneumatici. Il Paul Ricard, per quanto non sia particolarmente severo sulle gomme, può fornire comunque indicazioni utili: “Il sistema di irrigazione del circuito consente di mantenere costante il livello dell’acqua sull’asfalto per poter confrontare i diversi prototipi".

"Certo, vanno tenuti presenti tanti fattori che nei test è impossibile riprodurre, come ad esempio le condizioni meteorologiche, perché oggi al Paul Ricard c’era un bel sole. Inoltre, il tracciato non è uno di quelli particolarmente severi per le gomme ma abbiamo comunque raccolto tanti dati che saranno ora analizzati per vedere in quale direzione proseguire lo sviluppo”, ha aggiunto Isola.

“Più avanti è il programma di prove delle gomme da asciutto, per le quali siamo ormai vicini alla definizione della costruzione e delle mescole per il 2025. Sono stati 1350 chilometri di test molto proficui e ci tengo a ringraziare la Ferrari e i suoi piloti per il supporto che ci hanno dato”.

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