F1 | Red Bull soffre i cordoli: "Non capiamo perché, serve tempo"
Secondo Max Verstappen, Red Bull non ha ancora capito i motivi di fondo per le sue difficoltà a Monaco, considerando anche che queste difficoltà erano emerse già nelle due stagioni precedenti. Se nel 2023 il vantaggio era ampio e mascherava in parte i problemi, ora i rivali sono avvicinati. Per l'olandese ci vorrà tempo per risolvere i problemi.
La doppia tappa di Imola e Monaco ha messo in evidenza alcuni punti critici della Red Bull, una vettura estremamente rapida quando sensibile agli avvallamenti dell’asfalto e al passaggio sui cordoli. Questi aspetti erano emersi già nella scorsa stagione, ma in quel caso il vantaggio sugli avversari, in particolare nella prima parte di campionato, faceva sì che la RB19 fosse in grado di nascondere parzialmente le sue criticità.
Grazie a un ultimo giro di qualifica con un settore finale da cardiopalma, dodici mesi fa Max Verstappen fu in grado di conquistare la pole position, il che lo mise nella posizione di portare a casa la vittoria la domenica. Un anno più tardi, invece, l’olandese non è riuscito ad andare oltre il sesto posto finale, per quanto sia stato penalizzato dall’errore commesso nell’ultimo tentativo che lo ha privato della chance di sfruttare il miglioramento della pista, tanto che la stessa Red Bull dalle sue previsioni si attendeva di poter piazzare la RB20 almeno nelle prime due file.
Ciò non toglie, però, che l’avvicinamento degli avversari abbia portato a far emergere in maniera ancora più marcata i limiti della monoposto 2024 su determinati aspetti che, in realtà, lo stesso team di Milton Keynes sperava di aver risolto. Singapore fu l’esempio principe, non solo a livello sospensivo ma anche aerodinamico, data l’impossibilità di tenere bassa la vettura come sperato, ma quei segnali si erano già evidenziati, seppur in maniera minore, proprio in Canada e a Monaco.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20
Foto di: Red Bull Content Pool
I punti deboli emersi a Monaco e Imola
I due tracciati del back-to-back presentano numerose differenze, ma anche tanti punti in comune, in particolare i vari avvallamenti del terreno e la necessità di sfruttare al meglio i cordoli. Il circuito italiano presenta però una maggior quantità di curve a media-alta velocità, per cui gli ingegneri e i piloti al simulatore sono stati in grado di trovare un compromesso, ma la pista del Principato è ancor più impegnativa, dovendo optare per un assetto ancora più morbido.
Per quanto Verstappen non abbia completato il suo secondo tentativo, in realtà le telemetrie del sabato mostrano comunque dati interessanti, non tanto per avere dei riferimenti precisi in termini di velocità di percorrenza, perché presentano dei temi comuni per tutto il fine settimana di gara.
I punti di forza della RB20 sono emersi nei tratti più rapidi, come alla Massenet, al Casino e al Tabaccaio, dove l’assetto più rigido e le qualità aerodinamiche della monoposto hanno aiutato a recuperare terreno sugli avversari, esattamente come si era visto a Imola. Tuttavia, in quei tratti dove è importante assorbire le asperità dell’asfalto e attaccare i cordoli, come il secondo settore e nelle frenate della Sainte Devote e della chicane dopo il tunnel, sia Verstappen che Perez hanno incontrato numerose difficoltà.
Confronto delle traiettorie tra Verstappen e Leclerc a Monaco 2024
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Ciò lo si può apprezzare anche dalle differenze adottate in termini di traiettorie nel confronto tra il pilota della Red Bull e il poleman, Charles Leclerc. Mentre il portacolori della Ferrari riesce ad essere incisivo nel passaggio sui cordoli del tornantino del Gran Hotel e in curva sette, potendo così percorrere meno strada, dall’altra parte Verstappen deve seguire linee differenti. Sia in curva sei che in quella successiva, il tre volte iridato è costretto a seguire una traiettoria lontana dal cordolo dato il rischio di scomporre la monoposto, dovendo quindi percorrere più strada con una conseguente perdita di preziosi centesimi sul cronometro.
Questo assetto più rigido dei rivali ha anche creato problemi nella fase di accensione degli pneumatici al venerdì, soprattutto con l’asse anteriore, tanto che entrambi i piloti si sono lamentati del sottosterzo e della poca precisione dell’avantreno. Il lavoro in nottata ha permesso di compiere dei passi in avanti per il sabato, ma non sufficienti per andare oltre dei limiti “elementari” della vettura.
Al contrario, grazie alle modifiche alla sospensione di quest’anno, soprattutto al posteriore, Ferrari può disporre di maggior libertà dal punto di vista del setup, avendo così maggior margine non solo nella gestione della rigidità dell'assetto, ma anche delle altezze da terra. Questi progressi hanno avuto un riflesso anche sulla Haas, che condivide il medesimo reparto sospensivo della SF-24: lo scorso anno la scuderia americana fu suo malgrado protagonista di una qualifica particolarmente, conclusa con la penultima fila, davanti solo a Zhou Guanyu e a Sergio Perez, protagonista di un incidente in Q1.
Quest’anno, invece, la VF-24 è riuscita a portarsi in dodicesima posizione con Nico Hulkenberg, non distante dalla top ten: “Lo scorso anno la macchina aveva dei limiti nell'assetto delle sospensioni, visto che eravamo molto rigidi, non riuscivamo ad avere un assetto più morbido e su un circuito sconnesso come Monaco ha un grosso impatto, penalizzando le performance”, ha spiegato il tedesco. Chiaramente vi sono anche delle differenze a livello aerodinamico, ma in Haas hanno voluto sottolineare i progressi in termini di assetto meccanico.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Servirà tempo per risolvere
Il fatto che la Red Bull non sia ancora riuscita a risolvere i problemi ha fatto suonare qualche campanello d'allarme perché, secondo Verstappen, questo dimostra che gli ingegneri non hanno ancora capito come decifrare la situazione. Inoltre, Helmut Marko ha spiegato che non c'è correlazione tra pista e simulatore in questo ambito specifico.
"Si tratta di un problema fondamentale, di base, quindi non è qualcosa che si può risolvere in poche settimane", ha detto Verstappen, rimarcando come in realtà questi problemi ci siano ormai dal 2022, ma il fatto che i rivali si siano avvicinati quest’anno li ha fatti emergere in maniera ancora più netta. Per questo, memore del fatto che si tratta di un problema ormai noto internamente da un po’ di tempo, il tre volte campione del mondo non si è sbilanciato sulle possibilità che queste difficoltà possano essere
"Dobbiamo capire di cosa si tratta, perché è chiaro che non lo capiamo. Ma lavoreremo sodo per trovare il problema e cercare di eliminarlo. Non so se riusciremo a farlo quest'anno, ma spero per la prossima stagione".
Ci saranno altri circuiti su cui queste difficoltà sui tratti sconnessi avranno un impatto. Singapore è il più ovvio, come mostrato lo scorso anno, ma anche in Canada, in programma nel prossimo fine settimana, sarà importante avere una vettura che sappia gestire le asperità, anche presenta caratteristiche diverse da Monaco, grazie alle tante zone di trazione e ai lunghi rettilinei. Nel 2023, pur mantenendo un piccolo margine, Red Bull non dominò con il solito vantaggio. Per quest’anno, alcuni tratti della pista sono stati riasfaltati, come suggerito da Christian Horner, per cui sarà interessante capire se ciò aiuterà la RB20.
Dettaglio Red Bull Racing RB20
Foto di: Giorgio Piola
"Ci sono sicuramente alcune piste in calendario che non sono ideali per noi. Qualsiasi pista che sia sconnessa o su cui si debbano superare molti cordoli, quindi i circuiti stradali, sarà probabilmente un po' complicata, ma speriamo che per allora avremo capito un po' meglio cosa sta succedendo", ha avvertito Verstappen, prima di menzionare come, allo stesso modo, ci saranno piste più favorevoli alle caratteristiche della monoposto di Milton Keynes, come Barcellona.
Queste scelte di assetto con cui è stata pensata la vettura aiutano a mantenere stabile la piattaforma aerodinamica: un compromesso che, come mostrato lo scorso anno, aiutano a essere competitivi su una gamma più ampia di tracciati, ma per cui si pagano le conseguenze sacrificando in determinati tracciati altri aspetti. Tuttavia, lo stesso Verstappen crede che serva uno step nella giusta direzione.
"Ci sono anche alcune gare che si adattano maggiormente alla nostra vettura. Ma sappiamo dove dobbiamo lavorare. C'è una direzione chiara su cui lavorare perché ci manca della perforamnce. Se riusciamo a risolvere questo problema, la nostra vettura sarà migliore in generale su ogni singola pista".
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