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F1 | Albon nono: “È un indizio di cosa può fare la Williams”

La stagione 2024 della Williams è iniziata con una vettura sovrappeso, ma su una pista dove la questione peso conta meno che su altri tracciati, sono emerse le qualità della FW46 e, soprattutto, i punti su cui hanno lavorato gli ingegneri in inverno per migliorare l'efficacia nelle curve lente e tortuose. Il nono posto di Albon dà fiducia al team.

Alex Albon, Williams FW46

Per quanto la gara di Monaco non abbia regalato particolari emozioni sul piano dell’azione in pista alla domenica, ciò non significa che non sia stata significativa per diversi piloti. Charles Leclerc ha spezzato finalmente l’incantesimo del Principato, Oscar Piastri ha conquistato il suo primo podio nel corso della stagione, mentre Alex Albon ha regalato alla Williams i primi punti del campionato 2024.

Fino alla tappa monegasca, infatti, la squadra di Grove era l’unica assieme alla Sauber ancora a quota zero in classifica, ma un appuntamento così particolare, che ha parzialmente nascosto i limiti dell’auto di Grove, ha permesso di ribaltare la situazione, centrando così la prima top ten dell’anno.

Qualche settimana fa, la Williams ha ammesso che la FW46 è ancora sovrappeso non solo rispetto al peso minimo imposto dalla FIA, ma anche nei confronti della monoposto dell’anno scorso, aspetto che fino ad ora è costato al team fino a quattro decimi di secondo. Tuttavia, sulla pista monegasca il fattore peso ha una rilevanza meno marcata rispetto ad altri appuntamenti, per cui sono emerse in maniera più chiara alcune qualità della vettura, in particolare gli aspetti su cui gli ingegneri hanno lavorato durante l’inverno.

Alex Albon, Williams FW46

Alex Albon, Williams FW46

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Nella passata stagione, la Williams si era fatta notare soprattutto per le sue ottime peculiarità sul piano delle velocità di punta, ma anche per una certa efficacia in quelle curve ad alta velocità dove si poteva mantenere spalancato l’acceleratore. Silverstone fu un ottimo esempio di quello che poteva essere il potenziale di una monoposto concreta alla alte velocità, non solo sui rettilinei, tanto che arrivò un’altra buona performance con un piazzamento in top ten.

Il lavoro nello scorso inverno è andato nella direzione opposta, ovvero rendere la FW46 più efficace nei tratti lenti, così come migliorarne il comportamento e la prevedibilità modificando la dinamica di guida, un tema su cui lo stesso James Vowles aveva posto particolare attenzione nel corso della presentazione della vettura. L’obiettivo era quello di rendere la nuova monoposto “globale”, trovando prestazioni più consistenti su un’ampia varietà di tracciati e non solo su quelli più rapidi.

Il ritardo accumulato in inverno, così come la questione peso, che si stima essere superiore ai dieci chili in base a quanto accennato dallo stesso Team Principal, hanno però nascosto i progressi. La Williams ha già iniziato a Imola il percorso per avvicinarsi alla massa minima imposta dalla FIA, ma Monaco ha offerto qualche segnale su quale potrebbe essere il potenziale della vettura: “Monaco è la pista meno penalizzante dell'anno in termini di peso, quindi rende il gioco più equo anche per noi”, ha raccontato Alex Albon.

Alex Albon, Williams FW46

Alex Albon, Williams FW46

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

“Anche il DNA della vettura di base è cambiato molto rispetto all'anno scorso e se si pensa alle aree su cui abbiamo cercato di concentrarci, si trattava di curve strette e a bassa velocità, sono esattamente quelle di questo tracciato. Se questo è la performance che possiamo mettere in pista tolto l’aspetto del peso, allora è  incoraggiante. È una sorta di indizio di ciò che può accadere nel resto della stagione”.

“Abbiamo un po' di lavoro da fare per cercare di eliminare questo aspetto del peso, ma sappiamo quanto ci costa e ogni volta confrontiamo dove siamo con dove avremmo potuto essere. Ma si tratta solo di un risultato che avremmo potuto ottenere, per cui dobbiamo sistemare alcune parti e cercare di non essere sovrappeso, perché credo che potremmo fare prestazioni come questa un po' più spesso.”

Tuttavia, ciò non vuol dire che tutti i problemi siano risolti. Al di là del programma per ridurre il peso, al venerdì sono emersi ancora alcuni limiti progettuali in termini di precisione dell’anteriore nei tratti più lenti, non solo a causa del sottosterzo, ma anche perché nelle curve con molto camber, come la cinque, la vettura tendeva ad alzare una delle due gomme a causa di un assetto fin troppo rigido. Nel corso del resto del fine settimana, i tecnici sono riusciti a fare dei passi in avanti che, anche se non gli hanno permesso di risolvere totalmente la questione, hanno permesso al pilota anglo-tailandese di aggirare i problemi.

Alex Albon, Williams FW46

Alex Albon, Williams FW46

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Inoltre, la Williams si è presentata anche con una nuova ala posteriore che ha permesso di migliorare ulteriormente le performance, anche se solo Albon ha potuto sfruttarla a causa della mancanza di pezzi di scorta, tanto che Logan Sargeant ha continuato a sfruttare elementi vecchi.

Seppur sia stata una gara priva di grandi emozioni, dato quanto avvenuto nel primo giro che di fatto ha congelato la gara sul piano delle posizioni permettendo a tutti di effettuare il cambio gomma obbligatorio, l’importante è stato concretizzare questo potenziale e centrare un ottimo nono posto: “Sarebbe stato meglio fare una gara più emozionante per centrare i nostri primi punti, ma va bene così. Per la squadra sono punti importanti, significa molto per noi, non ti piace mai rimanere a zero punti, aiuta anche il morale della squadra. Quindi ora che abbiamo fatto questo risultato, possiamo usarlo come trampolino di lancio per il resto della stagione”.

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