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F1 | Piastri: "Netto passo avanti sulla gestione gomma, devo solo perfezionarla"

Nonostante sia stata una stagione molto altalenante, Piastri è certo dei miglioramenti fatti rispetto al primo anno in F1, in particolare sulla gestione delle gomme. Riuscire a padroneggiare al meglio questo tema richiede tanta esperienza e, non a caso, la curva di apprendimento è piuttosto ripida: l'australiano ha spiegato anche il perché.

Oscar Piastri, McLaren MCL38

Dopo aver impressionato nel 2023, sua anno di debutto in F1, le aspettative nei confronti di Oscar Piastri per questa stagione erano importanti e ci si aspettava una crescita che potesse portarlo a fare un altro step in una crescita che lo avrebbe portato a lottare con costanza per le posizioni di vertice.

Tuttavia, il 2024 dell’australiano ha unito sia grandi sprazzi di talento anche a gare più anonime, specie nei confronti di un Lando Norris che, al di là degli errori, ha dimostrato una maggior solidità e costanza in termini di performance pure. Non a caso, uno degli elementi chiave su cui serve un passo in avanti in ottica futura è quello delle prestazioni in qualifica, dove quest’anno spesso si è complicato la vita non trovando quel guizzo sul finale o commettendo qualche errore di troppo.

Curiosamente, infatti, nei Gran Premi in cui è partito davanti è riuscito ad essere competitivo per tutto il weekend, andando anche a vincere delle gare, mentre in altre occasioni una posizione di partenza più arretrata sulla griglia ha compromesso il risultato della gara. Questo è sicuramente il tema dove serve davvero concentrarsi, anche perché Lando Norris è uno degli specialisti del giro secco, specie quando riesce a limitare gli errori nei momenti critici.

Oscar Piastri, McLaren MCL38

Oscar Piastri, McLaren MCL38

Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Tuttavia, ciò non vuol dire che l’australiano non sia cresciuto rispetto allo scorso anno, dove il suo vero problema più che la prestazione in qualifica era quello della gestione gomma in gara. Spesso Piastri era autore di qualifiche esplosive, come il bellissimo secondo posto nel suo primo weekend a Suzuka, ma la poca esperienza sulla gestione gomma spesso lo faceva scivolare alle spalle del compagno di team. Questo è un aspetto su cui tutti i piloti hanno dovuto affrontare un percorso di crescita, in particolare al debutto in categoria, perché per imparare i segreti in merito a come sfruttare questi pneumatici ci vuole del tempo.

Sebbene Piastri non sia ancora il pilota più esperto della griglia su questo fronte, sia lui che il team sono convinti che ci sia stato un grosso salto in avanti rispetto alla passata stagione. Anche in questo caso, come in qualifica, la tendenza è stata quella di vedere un Norris più concreto sul fronte della gestione gomma, anche se non sono mancati i weekend in cui Piastri si è dimostrato più efficace del compagno di squadra.

"Non so se 'padroneggiare' sia la parola giusta. La mia gestione gomma è migliorata molto rispetto al primo anno, ma non è ancora stata perfezionata", ha spiegato Piastri a Motorsport.com.

"Credo che quest'anno ci siano state due o tre gare in cui abbia dimostrato di dover fare dei passi in avanti, anche se non nella stessa misura dell'anno scorso, ma è stato comunque impegnativo su quel fronte. Tuttavia, penso che sia stato un miglioramento in tutto il resto, come da notte a giorno”.

Oscar Piastri, McLaren MCL38

Oscar Piastri, McLaren MCL38

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Non si tratta solo di gestire la gomma, ma anche capire come e quando spingere o tenere un ritmo più lento in modo da non sforzare gli pneumatici, in un percorso dove vi è sempre da imparare. "Sento di sapere in modo molto più proattivo cosa devo fare per gestire gli pneumatici, cosa che si deve imparare nel modo più difficile, attraverso l'esperienza. Quindi sento di aver fatto dei passi in avanti davvero notevoli".

Il modo migliore per imparare è farlo tramite l’esperienza e, a dire il vero, la gara è proprio la sessione più utile per provare qualcosa di differente. Infatti, sebbene durante le prove libere ci sia l’opportunità di modificare il setup e diversificare il lavoro, dato che la durata degli stint è piuttosto breve per questioni di tempo, è difficile imparare davvero qualcosa e i long run vengono sfruttati più per raccogliere qualche dato e dare modo ai piloti di comprendere le sensazioni al volante con tanto carburante a bordo.

"È molto difficile lavorare su questo aspetto perché si può fare solo in gara. Si può provare a farlo nelle libere e a mettere le basi, ma durante le libere non si può mai sapere se funzionerà o meno, perché ovviamente i giri che facciamo non sono neanche lontanamente vicini alla distanza di una gara.

"Quindi alcune delle tecniche che si possono usare e alcune delle cose che si vogliono provare, hai modo di provarle nelle libere, ma non sempre avrai le risposte che stai cercando. Quello puoi farlo solo in gara, il che è molto difficile e ovviamente molto doloroso a volte perché, se si sbaglia, non si può semplicemente ripartire e riprovare. L'anno scorso è stato un po' frustrante, ma credo che, anche in questo caso, sia stato un buon miglioramento".

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