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Russell: "Non mi aspettavo una F1 così politica, serve trasparenza"

Da quando è diventato direttore della GPDA, George Russell ha dovuto confrontarsi con una F1 che ha delle trame anche a livello politico. Tuttavia, gli ultimi mesi hanno sorpreso il pilota inglese, soprattutto per il confronto con la Federazione, che ha portato anche i piloti a scrivere una lettera per far sentire la propria voce, spesso ignorata.

George Russell, Mercedes-AMG F1 Team

Gli ultimi mesi si sono rivelati piuttosto impegnativi per i piloti, non solo in pista, con un calendario ricco di eventi, ma anche fuori dal tracciato, specie per la GPDA. Più che mai, l’associazione dei piloti ha fatto sentire la propria voce, rispondendo anche al presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem.

L’associazione ora rappresenta tutti e venti i piloti, con George Russell come portavoce, il quale ha preso il comando della GPDA dal 2021 sostituendo Romain Grosjean quando il francese abbandonò la F1 nel 2020. L’inglese ha condiviso quel ruolo con Sebastian Vettel per due anni, ma nel momento in cui anche il tedesco ha annunciato il suo ritiro a fine 2022, Russell è rimasto solo al vertice, seppur al suo fianco ci sia ancora Alex Wurz, una figura importante.

Nel periodo al vertice della GPDA, per Russell non sono mancati i momenti di tensione, come il quasi sciopero dei piloti in seguito all'attacco missilistico al Gran Premio dell'Arabia Saudita del 2022, ma è negli ultimi mesi che alcuni temi si sono accesi riversando maggior attenzione sull’associazione e sulle sue richieste.

George Russell, Mercedes, Andreas Seidl, Team Principal, McLaren

George Russell, Mercedes, Andreas Seidl, Team Principal, McLaren

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

A novembre, la GPDA ha pubblicato una lettera in cui i piloti richiedevano alla FIA di essere trattati come "adulti", dopo che Ben Sulayem aveva scatenato una polemica sanzionando l’uso di un linguaggio scurrile durante le conferenze stampa. Una posizione che i piloti non hanno accolto particolarmente bene nonostante abbia ricevuto il supporto da alcune figure, come Toto Wolff, il quale in realtà darebbe penalità anche più severe. Inoltre, in quella stessa lettera, gli stessi piloti avevano chiesto all’organo di governo maggior trasparenza nel modo in cui venissero gestiti i soldi ricavati dalle multe.

Russell si è poi detto scioccato di non aver ricevuto alcuna risposta da parte della FIA, mentre Ben Sulayem ha commentato alle dichiarazioni dei piloti attraverso un’intervista rilasciata proprio a Motorsport.com, in cui indicava come "non sono affari loro" le modalità di gestione della Federazione.

A Russell è stato chiesto di esprimere una sua opinione su come la FIA ha gestito gli ultimi avvenimenti, specie considerando che lo stesso organo di governo ha pianificato di affidare le questione di etica e conformità direttamente a Ben Sulayem e al senato. Ciò che il pilota Mercedes ha voluto sottolineare è che, nel momento in cui ha assunto il ruolo di direttore della GPDA, non si sarebbe mai aspettato di dover affrontare così tante questioni politiche.

George Russell, Mercedes-AMG F1 Team

George Russell, Mercedes-AMG F1 Team

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Un conto, infatti, sarebbe quanto succede in pista, come la gestione con il rapporto con il direttore di gara e la ricerca di una soluzione di alcuni problemi, mentre sarebbe materia totalmente differente quella che riguarda la gestione dei rapporto con la Federazione per questioni che vanno oltre lo sport in sé. "Quando ho assunto il ruolo di direttore della GPDA, non mi sarei mai aspettato di avere così tanto a che fare con la politica", ha dichiarato Russell ad alcuni media, tra cui Motorsport.com.

"Non capisco nulla di questo aspetto dello sport. Era più da una prospettiva sportiva e di sicurezza che volevo essere coinvolto. Mentre ora sembra che si parli solo della politica di questo sport. Non voglio commentare troppo [le modifiche al sistema di conformità della FIA] perché non ne so abbastanza per fare qualche ipotesi”.

"Ma penso che ciò che è emerso è che vogliamo solo il meglio per lo sport. Vogliamo trasparenza. Vogliamo aiutare la FIA e questo è molto semplice".

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