Intervista

Formula 1 GP del Giappone

F1 | Norris: "Vicini a Ferrari, ma devo fare di più in qualifica"

Lando Norris crede che la McLaren possa avere una chance di giocarsela con la Ferrari a Suzuka, tracciato più adatto alle caratteristiche della MCL38 data la presenza di numerose curve ad alta velocità. Tuttavia, per riuscirsi sarà fondamentale anche ben figurare in qualifica, aspetto su cui il britannico continua a faticare facendo autocritica.

Gianluca D'Alessandro

Gianluca D'Alessandro

Pubblicato: 4 apr 2024, 15:33

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Lando Norris, McLaren MCL38

McLaren arriva a Suzuka con la consapevolezza che quello giapponese potrebbe essere un tracciato favorevole alle caratteristiche della MCL38, che nel corso di questo avvio di stagione ha mostrato buone qualità nelle curve a media e ad alta velocità.

Una caratteristica che già sua progenitrice aveva mostrato nello scorso campionato, tanto che qualche mese fa proprio a Suzuka centrò un bel doppio podio alle spalle del dominatore Max Verstappen. Proprio per questo, la squadra di Woking è consapevole che il quarto appuntamento del mondiale 2024 sarà tra quelli da concretizzare, a partire dalla qualifica.

Nella prima parte di stagione non sempre McLaren è riuscita a estrarre il massimo in qualifica, in parte per i limiti della vettura, in parte per gli errori dei piloti. Alle volte il carattere della monoposto britannica non ha permesso di esprimere il massimo potenziale in qualifica, ritrovandosi così costretti a dover poi recuperare quelle posizioni in gara. In Bahrain, Norris è partito settimo davanti al compagno di squadra, in Arabia Saudita è scattato dalla sesta casella dietro Piastri, mentre in Australia è riuscito a conquistare una bella seconda fila, seppur agevolato dagli errori di Charles Leclerc e la penalità di Sergio Perez.

Lando Norris, McLaren F1 Team

Lando Norris, McLaren F1 Team

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Fino a questo punto del campionato, in due occasioni su tre, il britannico è scattato dietro una delle due Aston Martin, la quale però ha mostrato una maggior competitività in qualifica sul giro secco contro un passo gara leggermente più deludente. Per quanto vi siano anche delle ragioni tecniche, dall’altra parte lo stesso Norris crede che non è stato in grado di concretizzare al meglio la sua vettura sul giro secco e che ciò sia in parte dovuto al suo stile di guida.

Un aspetto centrale su una pista come quella di Suzuka, dove riuscire a portare a termine un sorpasso è qualcosa tutt’altro che semplice: con una McLaren che, nei suoi pronostici, sarà in lotta ravvicinata con Ferrari, su una pista che esalta le qualità dei piloti e punisce le sbavature sarà fondamentale non commettere errori e posizionarsi quanto più in alto possibile sullo schieramento.

“Penso che questo fine settimana i valori in campo siano più chiaro, con Max che sarà davanti. Poi ci sono le Ferrari e noi siamo lì con loro, perché a Suzuka ci sono più curve ad alta velocità. Alle volte siamo un po’ indietro in qualifica, anche rispetto alle Aston. In qualifica facciamo più fatica ad estrarre tutto il potenziale della macchina, anche da parte mia. Nel tentativo di tirare fuori tutto dall’auto, faccio un po' fatica, sia da parte mia che per le caratteristiche della monoposto”.

"In qualifica, ho sempre voluto spingere un po' di più in certe aree e voglio andare all'attacco. Invece devo fare l'esatto contrario. È difficile da capire, perché vorrei fare meglio in qualifica, ma non è possibile farlo con questi pneumatici e con la nostra macchina. Devi quasi guidarla al contrario di come si pensa di doverla guidare”, ha spiegato Norris, sottolineando come con questa generazione di vetture sia molto più difficile la ricerca del tempo.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

"C'è qualcosa che mi sta punendo in termini di prestazioni in qualifica perché non riesco ad adattarmi abbastanza velocemente a come bisogna guidare le vetture di questa generazione sul giro secco. Ma è una cosa che dipende da me. È compito mio adattarmi e fare un lavoro migliore, ma anche per come è fatta la nostra auto, per come devi gestirla, continua ad essere una vettura piuttosto difficile da guidare. È difficile portarla al limite ed essere sempre perfetti in qualifica, ma ci stiamo lavorando".

Non è la prima volta che Norris critica le sue performance sul giro secco, dato che anche lo scorso anno aveva fatto autocritica per non essere riuscito in più occasioni a concretizzare il potenziale sul giro secco. L’esempio principe è senza dubbio il Qatar, dove Piastri conquistò una vittoria nella sprint race dopo la pole, mentre Norris commise errori in entrambe le qualifiche del weekend.

Ma i problemi che ha ora sono più legati alla sensazione di dover estrarre di più dalla macchina e capire meglio dove si trova il limite più che gli errori in sé: “Se mi chiedete ora come faccio a guidare una curva a bassa velocità, non ne ho idea. Un giorno la faccio in un modo, il giorno dopo in un altro e faccio fatica a capire esattamente come migliorare".

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images

"Ci sono dei momenti in cui tutto si allinea e riesco a fare una buona qualifica, ma negli ultimi due anni ho perso un po' di quella sensazione sul giro secco, non riesco ad attaccare e fare i giri che vorrei fare. È difficile non spingere e non attaccare al 100% quando sei competitivo e vuoi fare un giro migliore". In parte questo discorso ricorda anche quello dei Ferraristi nella passata stagione quando, a causa di una vettura imprevedibile, alle volte faticavano a trovare il limite e commettevano degli errori in qualifica, penalizzando la posizione in griglia di partenza.

L'anno scorso, il team principal della McLaren, Andrea Stella, aveva suggerito che molti dei problemi di Norris in qualifica potevano essere risolti cambiando mentalità e non attaccando sempre al 100%, bensì gestendo meglio il giro. Ma Norris pensa che le cose non siano così semplici, perché circostanze diverse richiedono approcci diversi.

"È come se non riuscissi a guidare al 100%. Andare al 100% funziona un giro su dieci. Quindi, quando vuoi entrare in Q3 e fare il tuo giro migliore, potrebbe essere che all'improvviso tu debba guidare al 98%. È una cosa complicata e difficile da gestire. Ad esempio, il vento fa una grande differenza, ma anche avere le gomme più calde o fredde, questi aspetti modificano quanto puoi andare forte in curva”.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images

"Sono cose su cui sto lavorando e che credo di aver fatto dei progressi nelle ultime due settimane, capendo meglio il limite della macchina. Penso che lo scorso fine settimana [in Australia] abbiamo visto qualche indicazione di come, quando tutto si allinea, le prestazioni ci sono”.

Norris ha dedicato un po' di tempo alle recenti sessioni al simulatore per risolvere i problemi sperimentati in qualifiche, ma la realtà virtuale non è l’ambiente migliore, perché manca quella tensione e quella pressione che si avverte invece in pista nei momenti clou del weekend.

"È difficile, perché non sempre è il miglior modo di sperimentare. Ci sono alcune tecniche e abilità per cercare di guidare in modo rilassato. Sono cose che si possono fare al simulatore. Ma ricreare l'esatta tensione di quando sei in macchina e stai facendo un giro di qualifica, non è facile da replicare su un simulatore".

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