F1 | Madrid è una sfida e sorpassare non sarà facile: la qualifica diventa cruciale
Mercedes e Ferrari iniziano con il piede giusto al Madring, con Antonelli che conferma il momento di forma dopo Monza. Più difficile il venerdì della McLaren, anche per il problema al cambio di Norris. La bandiera rossa di Lindblad ha limitato i long run lasciando aperti i dubbi su degrado e strategie. Russell avverte: “Sorpassare sarà molto dura”.
Il primo esame è stato superato. Con ancora parecchi aspetti da verificare, a cominciare da ciò che emergerà quando il gruppo inizierà davvero a spingere al limite in qualifica, il Madring ha concluso la sua prima giornata da circuito di Formula 1 con un bilancio positivo. Alla vigilia non mancavano interrogativi legati ad una pista completamente nuova, molto impegnativa e con alcuni passaggi destinati a mettere alla prova piloti e monoposto, ma il venerdì è scivolato via senza particolari criticità.
L’unica bandiera rossa (esposta nella seconda sessione) è stata provocata dall’incidente di Arvid Lindblad, un episodio che ha impattato sul programma di lavoro delle squadre. La lunga interruzione ha infatti cancellato buona parte della finestra normalmente destinata ai long run, lasciando molti punti interrogativi in vista della gara. Ma, considerando le incognite che accompagnavano il debutto di Madrid, sul fronte della pista il primo riscontro può essere considerato positivo.
È un tracciato che richiede molto ai piloti. Ci sono sezioni nelle quali serve precisione, altre in cui bisogna avere fiducia nella monoposto e inevitabilmente, trattandosi di una pista nuova, nel corso della giornata si è assistito ad una continua evoluzione dei riferimenti. Giro dopo giro sono cambiate traiettorie, punti di frenata e soprattutto la fiducia con cui i piloti hanno affrontato i passaggi più impegnativi.
Arvid Lindblad, Racing Bulls
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Un processo che, secondo George Russell, non è ancora arrivato al limite. “Senza dubbio è un circuito ad alto rischio e credo che probabilmente tutti i piloti oggi abbiano lasciato quel minimo margine di sicurezza”. Un margine destinato inevitabilmente a ridursi sabato, quando arriverà il momento di cercare la prestazione assoluta.
In questo scenario la Mercedes ha iniziato il weekend con un buon passo. Non si può certo considerare una sorpresa assoluta, ma è comunque una conferma importante, soprattutto perché arriva pochi giorni dopo Monza. Il dato più interessante riguarda ancora una volta Kimi Antonelli. Dopo il successo nel Gran Premio d’Italia c’era curiosità nel verificare come il giovane italiano avrebbe iniziato un weekend completamente diverso, su una pista sconosciuta e dal layout molto diverso rispetto a quello dello scorso fine settimana. La risposta è stata positiva.
Antonelli ha confermato il momento di grande fiducia emerso a Monza e, insieme a Russell, ha permesso alla Mercedes di chiudere il venerdì con indicazioni incoraggianti. Su un circuito inedito la capacità di arrivare rapidamente ad un buon livello di confidenza è un valore importante, perché il tempo a disposizione per trovare la direzione corretta è lo stesso di un weekend tradizionale, ma il volume di lavoro da svolgere è decisamente maggiore.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Alex Bierens de Haan / LAT Images via Getty Images
Anche la Ferrari può archiviare la prima giornata madrilena con diversi segnali positivi. La SF-26 ha mostrato un ottimo ritmo con la mescola media, confermando di trovarsi a proprio agio quando può lavorare in una finestra più stabile. Al momento, invece, sembra esserci ancora qualcosa da estrarre dalla gomma soft. Non necessariamente un limite della monoposto: su un asfalto nuovo e in continua evoluzione l’importante è trovare la finestra corretta nel momento in cui conterà, ovvero nelle qualifiche di domani pomeriggio.
È probabilmente uno dei fronti sui quali a Maranello si concentrerà maggiormente il lavoro, perché una delle prime indicazioni emerse dal Madring riguarda proprio l’importanza che avrà la qualifica. Sulla carta un circuito cittadino può suggerire immediatamente la possibilità di vedere errori, Safety Car e occasioni per rimescolare le carte, ma affidarsi agli imprevisti non è ovviamente una strategia. E da quanto visto nelle prime prove i punti nei quali poter tentare un sorpasso non sono né numerosi né particolarmente semplici.
Una sensazione condivisa anche da Russell. “Credo che sarà molto dura”, ha ammesso parlando delle possibilità di sorpasso. Un elemento che aumenta ulteriormente il peso della qualifica: la posizione in griglia potrebbe avere un’importanza superiore rispetto a quanto si poteva immaginare alla vigilia. Ecco perché riuscire a sfruttare al massimo la gomma soft diventerà uno degli aspetti centrali del sabato Ferrari. Il potenziale sembra esserci, ma in qualifica servirà estrarlo tutto e nel momento giusto.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Chi invece ha iniziato il weekend con qualche difficoltà in più è la McLaren. Alla vigilia era indicata da molti come la favorita, ma il venerdì non ha ancora mostrato il ritmo atteso. Il confronto con Mercedes e Ferrari, almeno sulla base di ciò che è stato possibile vedere, non ha restituito una McLaren nella posizione di riferimento che molti si aspettavano.
A complicare ulteriormente il programma è arrivato il problema al cambio sulla monoposto di Lando Norris, che gli ha impedito di prendere parte alla seconda sessione. Su una pista conosciuta perdere una FP2 rappresenta già un contrattempo importante, su un circuito completamente nuovo il prezzo può essere ancora più alto. Norris dovrà recuperare sabato mattina una quantità di informazioni che gli avversari hanno potuto raccogliere oggi, anche se la bandiera rossa provocata da Lindblad ha in parte limitato il danno impedendo agli altri di completare il programma previsto.
Ed è proprio questo l’elemento che rende ancora incompleta la fotografia del venerdì. La classifica e le simulazioni di qualifica hanno fornito le prime indicazioni, ma manca una parte fondamentale del lavoro: quella relativa al passo gara. I long run sono stati troppo brevi o frammentati per consentire una lettura affidabile e, di conseguenza, restano aperti anche gli interrogativi sulla strategia.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
Tra questi c’è soprattutto il degrado degli pneumatici. Nelle FP1 il fenomeno è stato molto marcato, al punto che Russell ha utilizzato un’immagine efficace per descrivere quanto emerso dalle simulazioni Mercedes: “Con il degrado riscontrato nelle FP1, una gara con sei soste sarebbe stata la strategia più veloce”. La situazione è migliorata sensibilmente nel pomeriggio e il pilota Mercedes si aspetta un’ulteriore evoluzione da qui a domenica, ma ha indicato proprio la gestione delle gomme come “il punto interrogativo principale”.
Non è quindi ancora chiaro quali saranno le mescole più efficaci sulla distanza, quanto peserà il degrado e soprattutto se il Gran Premio si indirizzerà verso una o più soste. Sono risposte che normalmente iniziano ad emergere con una certa chiarezza già il venerdì sera, mentre a Madrid squadre e piloti dovranno affidarsi maggiormente alle simulazioni e ai pochi dati raccolti. La prima giornata ha quindi fornito una fotografia parziale, ma con un’indicazione abbastanza netta: al Madring partire davanti potrebbe valere parecchio.
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