F1 | Hamilton: "Senza gli errori di ieri, sarebbe stato un gioco da ragazzi"
Dopo aver rimontato fino al 2° posto, Il 7 volte iridato non ha nascosto il suo rimpianto per gli errori commessi in qualifica, che lo hanno relegato al 10° posto sulla griglia del GP di Las Vegas, perché oggi era indubbiamente il più veloce in pista ed avrebbe avuto almeno l'occasione per provare a battere la Mercedes gemella di George Russell.
Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1 Team
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
La Mercedes ha vissuto una domenica da sogno a Las Vegas, con una clamorosa doppietta, ma nel box della squadra di Brackley c'è anche qualcuno che può rosicare. Quando uno è sette volte campione del mondo come Lewis Hamilton, è inevitabile ed è anche giusto che sia così.
Il britannico ha sfoderato un rimonta pazzesca, riuscendo a risalire dal decimo posto in griglia fino al secondo finale, alle spalle della W15 gemella di George Russell, che dopo aver conquistato la pole position ha comandato la gara del Nevada dall'inizio alla fine. Il ritmo mostrato da Lewis in gara, però, ha giustamente creato qualche rimpianto per gli errori in qualifica che lo hanno relegato in quinta fila. Partendo davanti e battagliando da subito con il compagno di squadra, infatti, il finale avrebbe potuto essere molto diverso. O almeno questa è la sua convinzione.
"Per prima cosa, voglio fare le mie congratulazione a Max per la vittoria del campionato, arrivata anche se mancano ancora due gare. Se avessi fatto il mio lavoro ieri, oggi sarebbe stato un gioco da ragazzi, ma va bene così", ha detto a caldo Hamilton, rispondendo alle domande dell'ex compagno di squadra Jenson Button e dell'attore Terry Crews.
Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
"Mi sono divertito a partire dalle retrovie, dalla decima posizione e la squadra ha fatto un lavoro fantastico. Non sappiamo perché siamo stati così veloci questo fine settimana, ma la nostra macchina non è mai stata così veloce. Sono grato di aver contribuito a farla arrivare a questo livello", ha aggiunto.
Quando poi gli è stato chiesto se sia stato il clima del deserto del Nevada a rendere così competitiva la Mercedes, ha proseguito: "Non è il clima. E' solo che la gara è molto tardi. Si va a letto alle 5 del mattino, ci si sveglia molto tardi e si inizia quando omai non c'è più il sole. Questo incide molto sul ritmo e rende tutto piuttosto difficile. Ma per il resto è vero che fa freddo. Forse il motivo per cui siamo andati così bene è proprio il freddo, perché quando andiamo nei climi caldi facciamo sempre più fatica".
"In ogni caso, se la macchina si comporterà così anche nelle prossime due gare, credo che saremo in grado di sfidare i primi. Il campionato ora è finito, quindi si tratta solo di lottare per le posizioni migliori possibili", ha concluso, mostrandosi comunque ottimista in vista dei Gran Premio del Qatar e di Abu Dhabi, che chiuderanno la stagione nelle prossime due settimane.
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