F1: Hamilton festeggia l'80esima pole in Giappone, disastro Ferrari

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F1: Hamilton festeggia l'80esima pole in Giappone, disastro Ferrari
Di: Franco Nugnes
06 ott 2018, 07:34

La Mercedes coglie una doppietta con Hamilton davanti a Bottas. Dietro alle W09 c'è Verstappen che precede Raikkonen. La Ferrari ha sbagliato la scelta delle gomme nel primo run (intermedie) per cui Vettel non è riuscito a fare un giro pulito prima che piovesse.

La Mercedes non sbaglia nulla, la Ferrari non ne azzecca una! Lewis Hamilton conquista l'80esima pole position della sua carriera nelle qualifiche del GP del Giappone. L'inglese con le gomme Supersoft ha ottenuto un 1'27"670 con un asfalto umido, prima che venisse uno scroscio d'acqua che ha fatto abortire il secondo stint. La Mercedes è stata perfetta perché ha preso il rischio di mandare i due piloti in pista con le gomme da asciutto, per cercare un tempo prima della pioggia. Una scelta condivisa da tutti, tranne dalla Ferrari che ha mandato in pista Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen con le gomme intermedie.

Dietro all'eccellente Hamilton si è rivisto un pimpante Valtteri Bottas che pare essersi scrollato di dosso le scorie di Sochi: il finlandese, più veloce nel primo intermedio (T2 e T3 sono di Hamilton), con 1'28"059. Se è vero che il record della pista non è stato battuto (Hamilton in 1'27"319 nel 2017), è altrettanto vero che la Mercedes ha fatto letteralmente il vuoto capitalizzando il migior lavoro svolto, perché le due W09 in gara potranno partire anche con le gomme Soft che permetteranno alle frecce d'argento di effettuare un primo stint più lungo di tutti gli altri, dettando la strategia agli avversari.

Non solo ma Max Verstappen è terzo con 1'29"057. L'olandese della Red Bull che ha pagato 1"2 dalla pole non si aspettava di essere terzo, ma Max quando le condizioni si fanno difficili emerge subito perché è riuscito a rifilare mezzo secondo a Kimi Raikkonen, il primo ferrarista appena quarto.

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La squadra del Cavallino ha fatto la scelta folle di far uscire i due piloti con le intermedie quando la pista era ancora asciutta. Un azzardo fallito che è stato pagato con un prezzo altissimo perché la tensione che si è creata nel team del Cavallino ha portato i due piloti a commettere degli sbagli. Kimi non è andato oltre il quarto posto, mentre Vettel è finito addirittura nono per un lungo alla Spoon nell'unico giro asciutto. Sebastian ha difeso la squadra, ma la sua faccia scura lasciava trasparire la grande delusione. La tempistica delle scelte del Cavallino è stata completamente sbagliata. Il team sembra finito in una sorta di... buco nero.

E così a beneficiare degli errori degli altri e delle capacità proprie è stata la Haas con Romain Grosjean che ha portato la VF-18 al quinto posto. Il francese è stato perfetto perché avrà anche l'opportunità di scattare al via con le Soft usate tanto in Q2 che in Q3: bravissimo il team di Steiner che ha saputo sfruttare tutta la potenzialità della macchina.

La sorpresa del weekend è la Toro Rosso con Brendon Hartley, sesto, e Pierre Gasly, settimo. Un capolavoro per il team di Faenza che ha potuto contare sull'ultima evoluzione del motore Honda: i giapponesi davanti al pubblico di casa e nella loro pista volevano dimostrare che hanno fatto un grosso salto di qualità, tale da superare in prestazione pura la potenza del motore Renault. Chissà cosa avranno pensato gli uomini McLaren dopo questo risultato, visto che un anno fa sbeffeggiavano la Casa nipponica, vantandosi di disporre del miglior telaio e della peggiore power unit. Un anno dopo è emersa una verità diversa...

Non hanno brillato le due Force India con Esteban Ocon, ottavo, e Sergio Perez, decimo, che si sono messi in mezzo Sebastian Vettel. Il francese si deve presentare dal collegio dei commissari sportivi per non aver rispettato la bandiera rossa durante la Q1 e potrebbe essere punito con un provvedimento sulla griglia di partenza della gara.

E' rimasto fuori dalla Q1 Charles Leclerc con la Sauber: il monegasco che ambiva a entrare nella top ten si è lamentato con il muretto per essere andato in pista quando aveva ricominciato a piovere, evidenziando che c'era stato un errore di strategia che non gli ha impedito di fare un testacoda nel giro di rientro.

Cla # Pilota Chassis Motore Tempo Gap km/h
1 44 United Kingdom Lewis Hamilton  Mercedes Mercedes 1'27.760   238.208
2 77 Finland Valtteri Bottas  Mercedes Mercedes 1'28.059 0.299 237.399
3 33 Netherlands Max Verstappen  Red Bull TAG 1'29.057 1.297 234.739
4 7 Finland Kimi Raikkonen  Ferrari Ferrari 1'29.521 1.761 233.522
5 8 France Romain Grosjean  Haas Ferrari 1'29.761 2.001 232.898
6 28 New Zealand Brendon Hartley  Toro Rosso Honda 1'30.023 2.263 232.220
7 10 France Pierre Gasly  Toro Rosso Honda 1'30.093 2.333 232.040
8 31 France Esteban Ocon  Force India Mercedes 1'30.126 2.366 231.955
9 5 Germany Sebastian Vettel  Ferrari Ferrari 1'32.192 4.432 226.757
10 11 Mexico Sergio Perez  Force India Mercedes 1'37.229 9.469 215.009
11 16 Monaco Charles Leclerc  Sauber Ferrari 1'29.864 2.104 232.631
12 20 Denmark Kevin Magnussen  Haas Ferrari 1'30.226 2.466 231.698
13 55 Spain Carlos Sainz Jr.  Renault Renault 1'30.490 2.730 231.022
14 18 Canada Lance Stroll  Williams Mercedes 1'30.714 2.954 230.451
15 3 Australia Daniel Ricciardo  Red Bull TAG      
16 27 Germany Nico Hulkenberg  Renault Renault 1'30.361 2.601 231.352
17 35 Russian Federation Sergey Sirotkin  Williams Mercedes 1'30.372 2.612 231.323
18 14 Spain Fernando Alonso  McLaren Renault 1'30.573 2.813 230.810
19 2 Belgium Stoffel Vandoorne  McLaren Renault 1'31.041 3.281 229.624
20 9 Sweden Marcus Ericsson  Sauber Ferrari 1'31.213 3.453 229.191

Ha stupito anche la 12esima posizione di Kevin Magnussen che ha iniziato la Q2 con gomme Soft, per poi passare alle Supersoft quando ha cominciato a piovere, senza riuscire a migliore la prestazione. Male la Renault solo 13esima con Carlos Sainz che ha preceduto Lance Stroll con la Williams: il canadese si è tolto il gusto di entrare nella seconda sessione e con la FW41 vale quanto un miracolo...

Prosegue il momento difficile di Daniel Ricciardo che non è riuscito a girare nella Q2 per cui si è dovuto accontentare del 15esimo posto per un problema al turbo del motore Renault Spec C: l'australiano è parso particolarmente demoralizzato per non aver potuto giocare le sue chance.

Nico Hulkenberg, 16esimo, è il primo escluso dalla Q1: il tedesco ha deluso con la Renault, ma il tedesco ha risentito del crash della mattinata, quando aveva picchiato la R.S.18 alle Esse rovinando il posteriore (senza danneggiare il cambio). Nico ha perso convinzione quando ha cominciato a piovviginare dopo l'interruzione per il botto di Ericsson.

Sergey Sirotkin con la seconda Williams ha concluso 17esimo togliendosi il gusto di lasciare alle spalle le due McLaren che sono in caduta libera: Fernando Alonso è 18esimo con la MCL33, lo spagnolo ha lasciato Stoffel Vandoorne a mezzo secondo. Il belga è stato demolito da un anno disastroso.

Grave l'errore di Marcus Ericsson, ultimo con la Sauber, che ha determinato l'esposizione della bandiera rossa a causa dell'uscita alla curva 7: lo svedese non è riuscito a riprendere il controllo della monoposto quando è finito nella via di fuga. Una volta finito l'asfalto è scivolato nell'erba e poi nella ghiaia prima di urtare le barriere con il lato destro della C37, strappando la sospensione anteriore e danneggiando quella destra. Il pilota è uscito incolume dal botto e via radio si è scusato con la squadra per l'errore.

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