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F1 | Hamilton in rimonta "strattonando il volante" dopo l'errore di setup

Lewis Hamilton non è andato oltre il nono posto dopo essere partito dalla pit lane a seguito della sostituzione della PU. L'aspetto interessante, però, è che sulla sua gara hanno pesato anche gli errori di setup che lo hanno portato ad avere il "peggior bilanciamento mai riscontrato": ecco come ha reagito cambiando in corsa lo stile di guida.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Il weekend del Gran Premio di Baku è probabilmente uno di quelli da dimenticare il più in fretta possibile per Lewis Hamilton, soprattutto per la sua evoluzione. Il britannico era riuscito a centrare solamente il settimo posto sulla griglia di partenza dopo una qualifica difficile, complici le difficoltà nel riuscire a far funzionare gli pneumatici nel modo corretto, un aspetto che spesso ha impattato a lungo sulla costanza della W15.

Tuttavia, a peggiorare ulteriormente la situazione è stata la decisione del team di sostituire la Power Unit prima della gara. Dopo aver perso un motore in Australia, la Stella era consapevole che avrebbe dovuto scontare una penalità nel resto della stagione: per questo si è deciso di sostituirlo in Azerbaijan, avendo così un motore fresco per Austin, dove Mercedes crede di poter far bene.

"Abbiamo deciso di fare il cambio di motore qui e sapevamo che sarebbe stata una gara di sofferenza, perché è difficile sorpassare a Baku. Nel momento in cui ci si avvicina, si surriscaldano le gomme e si va in sofferenza”, ha detto Wolff spiegando la scelta.

Sir Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Sir Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Andrew Ferraro

"C'erano due filosofie diverse e ne abbiamo discusso a lungo. O si ingoia la pillola qui, perché partendo dalla settima posizione non sapevamo come sarebbe andata a finire, o lo si fa ad Austin. Ma riteniamo che Austin sia un'opportunità, quindi la decisione è stata questa”, ha aggiunto il Team Principal.

Partendo dal fondo dello schieramento, dato che si è scelto di sostituire tutti i componenti con cui era possibile andare in penalità, sia Hamilton che Mercedes sapevano che sarebbe stato difficile rimontare ma, ad aggiungere un altro livello di difficoltà, è stata la scelta del setup. Infatti, dopo la corsa l’inglese ha spiegato come i tecnici si siano accorti di un difetto di fabbricazione su uno dei componenti montato sulla vettura, di cui, però, si sono accorti solo al termine della giornata.

Nonostante alcune modifiche poi apportate tra sabato e domenica decidendo di partire dalla pit lane, la situazione non ha visto grossi miglioramenti e Hamilton ha faticato con il bilanciamento per tutta la durata della gara. Infatti, nonostante la rimonta che gli ha permesso di raggiungere il nono posto, seppur solamente grazie alla confusione finale per l’incidente di Sainz e Perez, il sette volte iridato ha vissuto un pomeriggio frustrante, in cui ha lottato con la W15 nelle curve a 90 gradi del circuito cittadino di Baku.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images

Alla radio del team Hamilton ha parlato del suo stile di guida poco ortodosso, dicendo al team: "Vedete come sto guidando questa cosa?". Via radio, la squadra gli ha risposto che, comunque, quello stile era efficace in quel momento. Andando ad osservare gli onboard, si nota come l’inglese abbia optato per uno stile molto aggressivo in fase di rotazione della vettura in curva, andando a dare quasi dei colpi “secchi” al volante. Indicazioni che trovano conferma anche nelle parole dello stesso pilota della Mercedes a fine gara, il quale ha spiegato come avvertisse un ottimo feeling sull’avantreno, contrapposto a un posteriore instabile.

"Probabilmente è stato il peggior bilanciamento che abbia mai avuto. Avevo tanto avantreno e nessun supporto al posteriore. Ho dovuto strattonare lo sterzo per rompere la trazione sull'anteriore e far scivolare la vettura in ogni curva. Era il modo più strano di guidare”, ha spiegato il sette volte iridato. Ciò, chiaramente, ha avuto diversi effetti, non solo nel modo di girare il volante, ma anche nell’applicazione dell’acceleratore, perché con un posteriore poco reattivo è necessario prestare grande attenzione allo scivolamento delle coperture al retrotreno, quelle più sollecitate su un tracciato come quello di Baku, dove la trazione gioca un ruolo fondamentale.

Partendo dal fondo, Hamilton era consapevole che sarebbe stato difficile superare: "Sapevo che oggi non saremmo riusciti a sorpassare. È uno di quei circuiti. Non so perché il nostro ritmo sia stato così negativo rispetto al sabato". Nel corso della gara, il britannico è rimasto a lungo bloccato dietro le auto degli avversari, come nel caso di Oliver Bearman, il quale è stato a lungo protagonista di un duello con il connazionale. Il sette volte iridato ha però fatto grande fatica nel complesso a completare le manovre di attacco, soprattutto perché, sia per i problemi di setup che di aria sporca, le sue gomme tendevano a surriscaldarsi.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Dom Romney / Motorsport Images

Ciò ha impattato negativamente sulla sua corsa, nonostante Mercedes avesse predetto verso metà gara come, secondo i loro calcoli, vi sarebbe stata la chance di chiudere attorno al nono posto, come si è poi verificato. Tuttavia, ciò è avvenuto principalmente per la confusione generata dall’incidente tra Sainz e Perez, che non solo ha permesso di guadagnare due posizioni, ma ha anche consentito di riavvicinarsi e sorprendere Hulkenberg, il quale aveva colpito dei detriti lasciati in pista, venendo poi sorpreso dallo stesso britannico poco prima della VSC.

Dopo un weekend da dimenticare, quantomeno con Hamilton, dato che invece Russell ha approfittato della situazione per centrare un altro podio, Mercedes guarda avanti. A Baku si è scelto di correre con il vecchio fondo, dati i dubbi generati da quello introdotto a Spa: per il Gran Premi ad Austin dovrebbero arrivare delle novità.

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