F1 | Haas VF-26: tornano le pance con lo scavo superiore e c'è qualche sorpresa
La squadra americana ha lanciato i primi rendering della monoposto con power unit Ferrari che farà il suo debutto in pista nei test collettivi di Barcellona. Per essere una vettura cliente, sulla VF-26 curata da De Zordo ci sono alcune soluzioni interessanti allo stato embrionale che potranno essere sviluppate nel corso della stagione.
La Haas ha diffuso i primi rendering della VF-26, la monoposto che introduce la squadra americana all’undicesima stagione di F1. La prima impressione è curiosa: il “vestito” mostra un maggiore coinvolgimento di Toyota Gazoo Racing, il reparto sportivo della Casa giapponese che è title sponsor e apre a una collaborazione sempre più integrata con la squadra diretta da Ayao Komatsu, mentre il “sotto” mantiene un filo con il DNA Ferrari, attraverso la collaudata triangolazione con la Dallara che realizza in esclusiva la scocca.
Haas VF-26
Foto di: Haas F1 Team
La Haas, va detto subito, non ci ha rivelato solo una livrea, perché la vettura lanciata ha una sua personalità spiccata che denota il lavoro svolto dallo staff di Andrea De Zordo. Probabilmente la VF-26 che girerà nei test di Barcellona sarà già piuttosto diversa dalla vettura che vi mostriamo perché lo step evolutivo approvato non è certo l’ultimo, ma è interessante analizzare dal punto di vista tecnico quanto meno i punti fermi.
Lo sterzo in basso è dietro al triangolo
Una novità poco visibile, ma certamente la più eclatante è lo spostamento della colonna dello sterzo in basso e dietro al triangolo inferiore, riprendendo un concetto che con coraggio è stato lanciato dalla McLaren tre anni fa ed è stato ripreso dalla Mercedes nel 2025. La sospensione anteriore, come quella posteriore, adotta uno schema push rod, andando incontro a quelle che saranno le scelte della maggioranza. Il triangolo superiore, come tutti gli altri elementi sono già dotati di cover in carbonio per orientare i flussi. Se il braccio anteriore è ancorato nel punto più alto del telaio, quello posteriore è decisamente inclinato verso il basso per garantire più effetto anti-dive (antiaffondamento del muso in staccata) rispetto alla VF-25.
Dettaglio Haas VF-26
Foto di: Haas F1 Team
Il push posteriore è in stile Ferrari SF-26
Nel posteriore possiamo dire che c’è un’anticipazione di quello che venerdì 23 verrà mostrato anche sulla SF-26, visto che la Haas ha acquistato sia la sospensione dietro che la trasmissione dal Cavallino. Il tirante del push è incardinato davanti al triangolo superiore che è anti-squash, mentre è più aperto quello inferiore che ingloba anche la carenatura del semiasse, costituendo un vero profilo alare disteso utile a rendere più efficiente il diffusore.
Haas VF-26
Foto di: Haas F1 Team
I due piloncini del muso creano un tunnel
Il “naso” sostiene l’ala anteriore attraverso due piloncini che sporgono alla massima larghezza concessa dal regolamento, creando un tunnel inferiore, mentre Audi e Cadillac hanno adottato soluzioni più primordiali. L’adozione di una sospensione push con i cinematismi interni collocati nel pozzetto superiore del telaio, ha favorito un disegno più scavato sia della scocca che del muso nella parte inferiore.
L’ala anteriore cerca l’effetto out wash
Il comando dell’ala mobile è nel muso, sottoposto quest’anno a un crash test più severo con una deformazione bi-stadio. La paratia laterale sostiene i due elementi aerodinamici esterni che cominciano a mostrare timidi tentativi di ricreare un effetto out wash con nervature e forme tridimensionali complesse che la FIA, invece, vorrebbe evitare per non sporcare troppo la scia. I tre elementi dell'ala anteriore non sono particolarmente svergolati, almeno non quanto le norme consentirebbero.
L’impianto frenante è Brembo (dischi e pinze) e il cerchio pare sia BBS come quello della Ferrari.
Haas VF-26
Foto di: Haas F1 Team
Torna la pancia scavata sopra
La pancia mostra un’esecuzione piuttosto classica: la bocca dei radiatori, in questa esecuzione, è orizzontale e non ha sporgenze né sotto (con il vassoio), né sopra (con la visiera). Sotto alla presa non c’è alcuna esasperazione del sottosquadro alla ricerca di un undercut estremo, ma si comprende il tentativo di fare girare il flusso intorno alla fiancata, mantenendo uno stile più che collaudato della... casa. Ma l’aspetto più interessante è la ripresa dello “scavo” di matrice Ferrari (SF-75) nella parte superiore, con una griglia di ben sette aperture a branchia che aiutano ad evacuare il calore della power unit Ferrari dai radiatori. Lo stay dello specchietto diventa utile a laminare il flusso che lambisce la parte superiore del sidepod, mentre nel bordo più esterno della pancia resta una sorta di “muretto” utile a definire un piccolo canyon.
Haas VF-26
Foto di: Haas F1 Team
C’è anche il radiatore centrale
La Haas adotta un airbox con la presa di alimentazione (bistadio) triangolare e aggiunge due orecchie laterali piuttosto vistose a conferma che sopra al 6 cilindri del Cavallino sarà collocato un radiatore centrale che risponderà a diversi servizi. Per il momento non si vedono sfoghi di calore ai lati del cofano motore, perché l’intenzione sarebbe di spostare le uscite in coda, ma già nei test in Bahrain vedremo che esigenza di raffreddamento avrà non solo l’endotermico. La zona centrale della vettura sembra piuttosto affusolata ed è stimabile un serbatoio che non arriva a 100 kg di capacità, potendo contare sul maggiore supporto dell’elettrico.
Haas VF-26
Foto di: Haas F1 Team
Ala posteriore difficile da bilanciare
L’ala posteriore, sostenuta per regolamento dal doppio pilone, ci rivela una versione basica: non c’è più il DRS, ma l’attivatore dell’ala mobile che dovrà essere azionato dal pilota. Ciò che colpisce è quanto sia ridotto il volume che è fissato dal box normativo e la preoccupazione dei tecnici sarà quella di trovare un buon bilanciamento con l’anteriore che più facilmente potrà essere caricato. La sensazione è che le ali flessibili avranno ancora una loro funzione operativa.
Haas VF-26
Foto di: Haas F1 Team
Bargeboard primordiale senza tiranti
Il bargeboard che sporge anteriormente dal fondo è già composto da tre elementi, ma quella sarà un’area importante nello sviluppo della VF-26 perché può essere disegnato per aumentare il carico locale o per ripulire la scia della ruota anteriore dalle perdite generate dalle turbolenze. Quello che vediamo è solo un punto di partenza di un particolare che cambierà forma e grandezza nel corso della stagione. La Haas ci ha offerto il bargeboard senza i due tiranti che la FIA ha autorizzato per irrigidire un elemento sottoposto a carichi importanti.
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