F1 | Power unit 2026, Hodgkinson: “L’unità endotermica farà ancora la differenza”
Nonostante l’aumento della componente elettrica, il direttore tecnico di Red Bull Powertrains individua nel motore a combustione interna il principale fattore di differenziazione tra i progetti della nuova generazione.
Max Verstappen, Ben Hodgkinson, Red Bull Powertrains-Ford tour
Foto di: Red Bull Racing
La principale novità della generazione di power unit 2026 è l’aumento della componente elettrica, destinata a coprire il 50 per cento della potenza complessiva. Dalle prime indicazioni emerse, forse anche con un certo effetto sorpresa, l’elemento che potrebbe incidere maggiormente sulle differenze prestazionali tra i vari progetti sembra però essere l’unità endotermica.
Una conferma in questo senso è arrivata da Ben Hodgkinson, direttore tecnico di Red Bull Powertrains, intervenuto sull’argomento durante la presentazione della livrea Red Bull 2026, andata in scena la scorsa notte a Detroit.
"Sì, credo che il motore a combustione interna possa rappresentare il principale fattore di differenziazione – ha spiegato Hodgkinson – sul fronte ERS mi aspetto che tutti raggiungano livelli di efficienza prossimi al 99 per cento per quanto riguarda la potenza elettrica. Per l’unità endotermica, invece, sappiamo che nel precedente ciclo tecnico i motori più efficienti si attestavano intorno al 50 per cento, quindi esiste ancora un margine di miglioramento significativo. Un altro aspetto determinante sarà lo sviluppo che sarà portato avanti con il fornitore di carburante: nel nostro caso, il contributo di ExxonMobil è stato fondamentale per estrarre quante più prestazioni possibili dall’ICE".
Livrea Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
Dall’incontro con Hodgkinson sono emersi anche altri due temi chiave: l’entità delle differenze prestazionali tra i vari costruttori e il capitolo affidabilità, considerato una delle sfide principali dopo anni in cui le power unit hanno raggiunto percorrenze superiori ai 4.000 chilometri con cali di rendimento sempre più contenuti.
"Le differenze tra le power unit saranno inferiori rispetto a quelle viste all’inizio dell’era ibrida nel 2014 – ha proseguito – perché le unità a combustione interna saranno molto simili tra loro. I carburanti potranno fare una certa differenza, ma nel complesso abbiamo perso l’MGU-H, il rapporto di compressione è stato limitato e anche la sovralimentazione è vincolata. Il regolamento ha introdotto cambiamenti mirati a “resettare” la tecnologia di combustione, senza però stravolgerla".
"Non siamo davanti ad un cambio radicale di architettura, parliamo sempre di un V6 – ha aggiunto – e i nuovi limiti regolamentari hanno ridotto i carichi, alleggerendo di conseguenza anche lo stress sulle componenti. Mi aspetto quindi prestazioni complessivamente molto ravvicinate".
"È vero che Red Bull Powertrains è un progetto giovane, ma molte persone del mio staff vantano una lunga esperienza in Formula 1, forse è per questo che sono ottimista. Sarà ovviamente molto interessante capire il livello degli altri costruttori, ma se dovessi indicare un’area con un potenziale rischio maggiore di differenze prestazionali, direi l’aerodinamica. Detto questo, non è il mio campo: è solo una sensazione personale".
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