F1 | Red Bull Powertrains sicura: "Nessun problema con il rapporto di compressione. La nostra PU è legale"
Dalla presentazione della livrea 2026, Red Bull Powertrains respinge le accuse e rivendica la piena conformità del proprio progetto. Secondo l’ingegnere britannico il limite di 16:1 imposto dalla FIA è troppo basso.
Livrea Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
La presentazione della livrea Red Bull 2026, andata in scena la scorsa notte a Detroit, è stata l’occasione per celebrare ufficialmente la partnership tra Ford e Red Bull Powertrains. L’evento ha però offerto anche lo spunto per tornare su uno dei temi più dibattuti delle ultime settimane: la presunta “zona grigia” del regolamento tecnico legata al rapporto di compressione delle nuove power unit.
Nel precedente ciclo regolamentare il valore era fissato a 18:1, mentre per la generazione di motori che debutterà tra due settimane a Barcellona il limite è stato abbassato a 16:1. A fine dicembre sono circolate indiscrezioni secondo cui Mercedes e Red Bull Powertrains avrebbero individuato una soluzione in grado di rispettare il limite durante il test statico previsto dal regolamento, salvo poi superarlo una volta raggiunta la temperatura di esercizio.
Secondo Ferrari, Audi e Honda, questa interpretazione violerebbe lo spirito della norma. I tre costruttori hanno quindi chiesto un chiarimento alla FIA, che ha accolto la richiesta inserendo il tema all’ordine del giorno della riunione con i responsabili tecnici delle power unit, in programma il 22 gennaio.
Interpellato sulla posizione di Red Bull Powertrains, Ben Hodgkinson ha ribadito con fermezza la conformità del progetto. "Non so quanto valga la pena dare peso a queste voci – ha spiegato – faccio questo lavoro da molto tempo e quando emergono certi rumors non mi lascio distrarre. So perfettamente cosa stiamo facendo e sono sicuro che sia tutto legale. È chiaro che ci siamo spinti fino al limite massimo consentito dal regolamento, ma mi sorprenderei se non lo facessero tutti. La mia sensazione è che si stia parlando molto di… nulla".
Max Verstappen, Ben Hodgkinson, Red Bull Powertrains-Ford tour
Foto di: Red Bull Racing
Hodgkinson è poi entrato nel merito tecnico della questione, mettendo in discussione la scelta regolamentare di abbassare il rapporto di compressione.
"Dal punto di vista puramente ingegneristico – ha sottolineato – il limite imposto per il 2026 è troppo basso. Oggi abbiamo la tecnologia per ottenere una combustione estremamente rapida: con le velocità che siamo riusciti a raggiungere, potremmo lavorare tranquillamente a 18:1. Ogni decimo di rapporto di compressione rappresenta un potenziale guadagno prestazionale".
"Credo che ci sia un certo nervosismo da parte dei produttori di power unit – ha concluso Hodgkinson – c’è sempre il timore che possano esserci delle ingegnose innovazioni ingegneristiche in alcuni team". La discussione che si aprirà nei prossimi giorni alla FIA richiama da vicino casi già visti in passato, come quello delle ali flessibili.
Il regolamento tecnico, infatti, stabilisce che le verifiche sul rapporto di compressione vengano effettuate a motore spento e a temperatura ambiente, condizioni nelle quali nessuna power unit dovrebbe superare il valore di 16:1. Ferrari, Audi e Honda fanno però riferimento all’articolo C1.5, secondo cui "le monoposto di Formula 1 devono rispettare integralmente il regolamento in ogni momento durante una competizione".
Poiché il rapporto di compressione è esplicitamente menzionato, il limite di 16:1 – secondo questa interpretazione – dovrebbe essere rispettato anche in pista.
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