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Analisi

F1 | Cadillac F1: già la vettura sperimentale mostra un... carattere diverso

La squadra americana. dopo l'Audi RS26, è stata la prima girare nel filming day di venerdì a Silverstone. La vettura sembra voler mantere una propria caratterizzazione con soluzioni che non andranno a seguire la maggioranza dei team. I dischi saranno Carbon Industrie.

Shakedown Cadillac

Shakedown Cadillac

Foto di: Cadillac Communications

Domani sarà il momento dell’altra squadra americana a mostrare la sua livrea 2026: la Haas, infatti, ci farà vedere la nuova colorazione che sarà influenzata dalla presenza sempre maggiore di Toyota Gazoo Racing (TGR), un partner che diventa addirittura title sponsor, allargando sempre di più la sua influenza nel team di Gene Haas che andrà ad iniziare l’11esimo campionato nella massima serie dell’automobilismo. 

La Cadillac, invece, si aggrega al paddock quest’anno essendo l’11esima squadra ammessa nel Patto della Concordia dopo una lunga battaglia legale. Il team diretto da Graeme Lawdon non ha perso tempo e, dopo l’Audi RS26 prima F1 agile ad essere scesa in pista, ha girato a Barcellona per spendere il primo dei due filming day per raccogliere dei dati utili allo sviluppo prima della partecipazione alla sessione di test collettivi a porte chiuse che le squadre hanno organizzato sulla pista catalana dal 26 al 30 gennaio. 

Sergio Perez sulla Cadillac per il filming day svolto a Silverstone venerdì scorso

Sergio Perez sulla Cadillac per il filming day svolto a Silverstone venerdì scorso

Foto di: Cadillac Communications

La presentazione ufficiale è stata programmata per l’8 febbraio e per ora la monoposto guidata da Sergio Perez e Valtteri Bottas è l’unica a non avere ancora un nome o una sigla di riconoscimento. E così tutti gli osservatori hanno definito la vettura che ha coperto i 200 km sul tracciato del GP di Gran Bretagna venerdì scorso come una versione sperimentale. 

La prerogativa Cadillac è stata di aver avuto il privilegio di far debuttare la nuova power unit Ferrari sul telaio disegnato da Nick Chester con il supporto di un consulente di lusso come Pat Symonds e un responsabile operativo di grande esperienza come Rob White. Il marchio statunitense si affaccia alla F1 con l’intenzione di raccogliere l’interesse dei fan americani, per strappare un ruolo che la Haas non ha mai coltivato troppo, mostrando un cordone ombelicale molto stretto con Maranello. 

Anche Cadillac ha allacciato un rapporto eccellente con il Cavallino che va oltre la fornitura della semplice power unit e dell’ingranaggeria del cambio. Lowdon avrebbe preso anche tutto il retrotreno della SF-26, ma pare sia stata la Gestione Sportiva a non voler allargare la fornitura nel timore di dover anticipare troppo le tempistiche per servire il team ufficiale e due clienti. 

Graeme Lowdon con Pat Symonds: sono due figure di punta di Cadillac in F1

Graeme Lowdon con Pat Symonds: sono due figure di punta di Cadillac in F1

Foto di: Cadillac Communications

Gli americani, allora, hanno perseguito una certa autonomia di pensiero: a dispetto di quanto si potrebbe pensare, la monoposto guidata da Sergio Perez a Silverstone montava i dischi Carbon Industrie.

Come la McLaren campione del mondo, anche Cadillac pare affidarsi ai freni dell’AP Racing, anche se non ci sono conferme ufficiali.

Cadillac, quindi, si affaccia nel Circus con l’idea di percorrere strade proprie: il telaio, per esempio, a dispetto di chi andava dicendo che sarebbe stato cotto alla Dallara (che si occupa della Haas) è stato realizzato in Gran Bretagna. I regolamenti, infatti, vietano che ci sia una commistione fra team diversi, perché ogni Costruttore deve avere la proprietà intellettuale della sua scocca. 

La vettura che ha girato a Silverstone aveva giù una sua specifica caratterizzazione: le poche immagini che si sono potute osservare mostrano una scocca che non riempie il volume regolamentare, ma, con l’obiettivo di ridurre il peso e la resistenza all’avanzamento ci sono i bordi adeguatamente scavati. E anche il muso, che deve rispondere a criteri di crash più severi, ci offre una profilatura della parte superiore che accenna al disegno di un nasino. 

Le pance non seguono gli orientamenti del rendering FIA che proponeva il ritorno ad una sorta di zona CocaCola in coda, visto che Chester ci ha fatto vedere un disegno che ripropone a modo suo il down wash. Le bocche dei radiatori sono strette e poste molto in alto per esaltare il sottosquadro particolarmente scavato. 

Sergio Perez, Cadillac

Sergio Perez, Cadillac

Foto di: Cadillac Communications

La Cadillac, alla classica presa d’alimentazione triangolare, tipica della Ferrari, ha aggiunto due orecchie laterali, lasciando intendere che esiste un radiatore centrale posizionato sopra al motore endotermico, per migliorare l’efficienza delle fiancate. E, del resto, c’è anche l’accenno ad un corto bazooka utile ad evacuare l’aria calda. 

Ci sono soluzioni che possono sembrare definite, come la sospensione anteriore a schema pull rod e quella posteriore push rod, mentre sono rimaste primordiali alcuni concetti aerodinamici, per i quali, evidentemente, non si sono volute scoprire le carte. 

Non deve stupire, quindi, che il vistoso bargeboard che si osserva dietro alla ruota posteriore, appoggiato a una protuberanza del fondo, sia in un pezzo unico, mentre la FIA concede una serie di soffiaggi.  

Sergio Perez e Valtteri Bottas piloti Cadillac 2026

Sergio Perez e Valtteri Bottas piloti Cadillac 2026

Foto di: Cadillac Communications

La novità è che la Federazione Internazionale ha autorizzato il sostegno di questo particolare con due tiranti per evitare inutili flessioni del fondo e la Cadillac ne ha utilizzato uno piuttosto visibile che si ancora al telaio.  

L’ala anteriore esprime i concetti di regolamento, ma ci concede le paratie laterali che sono già un po’ svergolate e con piccoli generatori di vortice che dovrebbero spingere una parte del flusso oltre la ruota anteriore. Si tratta di quella soluzione che avevamo adocchiato osservando il modello di galleria del vento che si era visto qualche settimana fa. 

Anche i cerchi, che saranno liberi, con quelle razze a diapason riprendono alcuni stilemi cari all’App Tech, l’azienda padovana del Gruppo Ronal, come Audi e, pare, Williams.

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