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Formula 1 GP del Canada

F1 | Disastro Ferrari: fuori in Q2 tra poco grip e scelte di gomme sbagliate

Dopo il grande successo di Monaco, la Ferrari era arrivata in Canada con grandi aspettative, ma i sogni di gloria del Cavallino si sono arenati in qualifica: le SF-24 hanno faticato a trovare grip e Charles Leclerc e Carlos Sainz si sono ritrovati eliminati in Q2 per pochi millesimi, a causa anche di un'errata gestione dei set di gomme soft.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Due settimane fa, a Monte Carlo, il poleman Charles Leclerc aveva inflitto alla prima delle Mercedes (quella di George Russell) quasi tre decimi di distacco. Ieri, a Montreal, al termine della cruciale Q2 il gap tra Russell e il vincitore di Monaco è stato di un secondo. Quando di colpo le gerarchie si invertono con margini così ampi il motivo è sempre e solo uno: la gestione delle gomme. È quanto visto ieri nelle qualifiche del Gran Premio del Canada, con la clamorosa esclusione delle due Ferrari dalla Q3.

Leclerc, undicesimo, ha preceduto Sainz, riuscito a piazzarsi davanti a Logan Sargeant per otto millesimi di secondo. Qualcosa, di grosso, non ha funzionato. Dopo un venerdì positivo, i primi segnali di allarme per i tecnici della Scuderia sono arrivati nella FP3. “Non c’è grip”, hanno lamentato i piloti quando hanno montato i due set di gomme soft previsti dal programma di lavoro. Su un asfalto liscio come quello di Montreal se gli pneumatici non entrano nella corretta finestra di temperatura la trazione diventa un incubo.

Al termine della FP3 nel paddock c’è chi ha pensato che la Ferrari non avesse voluto mostrate il suo potenziale prima delle qualifiche, ma in realtà non c’era alcuna strategia: le due SF24 si sono ritrovate a scivolare lungo tutta la pista. Dopo il ‘run’ con il secondo set di gomme soft, Leclerc ha chiesto al suo ingegnere in quali tratti stava perdendo terreno rispetto ai primi, e Bryan Bozzi ha praticamente elencato tutte le curve del circuito di Montreal.

Tutti i timori si sono poi materializzati nei due turni di qualifica. La Q1 si è confermata molto più combattuta del previsto, e tutti i piloti (ad esclusione delle due Mercedes) hanno dovuto utilizzare due set di gomme soft per non correre rischi legati alla forte evoluzione della pista. Al via della Q2 tre squadre hanno deciso di tornare in pista montando subito un set di soft nuove: Mercedes (avendone risparmiato uno in Q1), McLaren e Ferrari.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Una scelta legata soprattutto alle previsioni meteo, che indicavano precipitazioni imminenti. La pioggia però non è arrivata, e quando si è entrati nella fase clou della sessione, tutti sono tornati in pista con un set di soft nuove, mentre McLaren e Ferrari hanno dovuto montarne uno dei due treni utilizzati Q1. A Piastri e Norris è andata bene, a Leclerc e Sainz meno.

Dei quattro set che la Ferrari aveva a disposizione, uno (per regolamento) può essere utilizzato solo in Q3, quindi di fatto non c’erano altre chance né per Leclerc che per Sainz. Alla fine il passaggio finale sul traguardo di Albon e Stroll, entrambi in top-10, ha dato forma alla beffa: Leclerc eliminato per 32 millesimi, Sainz per 69. “Se in Q2 avessimo montato il set di gomme nuove nella seconda parte – ha spiegato Carlos – probabilmente saremmo arrivati in Q3, ma al di là di questo non saremmo comunque stati dove vogliamo essere. E sapevamo già dopo la sessione FP3 che sarebbe stata una qualifica sofferta”.

“Tutti hanno faticato con gli pneumatici – ha commentato Frederic Vasseur - ma noi siamo stati più in difficoltà degli altri e non siamo riusciti ad accendere le gomme al momento giusto. Analizzeremo tutto nei dettagli ma non ci abbattiamo perché sappiamo che i punti si assegnano domani”. Quando il sole è tramontato sul circuito Gilles Villeneuve tra i tecnici della Scuderia non era ancora chiaro il motivo che ha portato ad un forte ridimensionamento delle ambizioni di tappa. Potrebbe non essere un solo fattore, ma l’abbinamento tra scelte di setup confermatesi non idonee con le caratteristiche della pista e una pressione errate degli pneumatici.

In vista della gara Leclerc e Sainz si aggrappano ai buoni riscontri emersi nei long-run, alla possibilità di pioggia ed anche alla tradizione di Montreal, una pista che ha in passato ha proposto diverse gare conclusesi con verdetti a sorpresa. “Recuperare posizioni non è impossibile – ha concluso Vasseur - e daremo il massimo, come del resto riuscimmo a fare anche lo scorso anno quando partimmo indietro e completammo una bella rimonta”. Lo scorso anno Leclerc e Sainz scattarono dalla decima ed undicesima posizione, concludendo la gara rispettivamente in quarta e quinta posizione, un risultato che dodici mesi non fu poi così male. Oggi, però, le premesse della vigilia per la Ferrari erano ben altre.

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