F1 | Bearman sui paraspruzzi: "Non c'è differenza. Vanno rifatti"
Oliver Bearman ha parlato del test fatto a Fiorano con i paraspruzzi. La situazione è migliorata poco, dunque ha suggerito il ripensamento dei gusci. Ma il problema più grande, a suo avviso, è generato dai canali Venturi posti sotto al fondo di questa generazione di monoposto.
Oliver Bearman è il pilota di riserva della Ferrari che in questa stagione ha già esordito in Formula 1 al posto di Carlos Sainz in Arabia Saudita, ma a Imola - per il Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia Romagna - prenderà parte alle prove libere 1 al volante della Haas F1.
Il pilota inglese, però, oggi ha avuto gli occhi puntati addosso per essere stato protagonista di un test svolto a Fiorano la scorsa settimana, in cui assieme ad Arthur Leclerc ha potuto provare gli effetti dei nuovi paraspruzzi ideati dalla FIA per cercare di permettere alle monoposto di seguirsi anche con l'acqua sull'asfalto.
I copriruota provati erano un'evoluzione di quelli che già erano stati valutati a Silverstone qualche mese fa. Questi sono stati realizzati con la possibilità di avere un determinato numero di aperture per valutare come e in che misura l'acqua fosse trattenuta o rilasciata dalle coperture stesse.
Il giudizio di Bearman, che ha seguito la F1-75 affidata a Leclerc dotata dei copriruota, è stato netto. Il sistema ha migliorato sì la situazione, ma di poco. Troppo poco.
"Ho seguito Arthur Leclerc che girava con i paraspruzzi e fino a ora non c'è molto da dire a riguardo. Credo che, vedendo i video, il risultato sia stato abbastanza simile a ciò che già viviamo".
"Quindi penso che si debba tornare al tavolo da disegno per trovare altre soluzioni. Dobbiamo continuare a guardarci intorno e trovare una soluzione".
Bearman ha sottolineato come la Ferrari abbia provato diverse configurazioni di apertura dei paraspruzzi per capire meglio il comportamento degli stessi, ma anche per una questione di temperatura delle gomme. Con i copriruota le temperature sono inevitabilmente più alte, mentre aprendo i paraspruzzi c'è modo di avere una gradazione differente, ma anche una portata d'acqua maggiore che fuoriesce dal guscio.
"Abbiamo provato configurazioni diverse, ma abbiamo bagnato solo i rettilinei per vedere se fosse possibile stare dietro a una monoposto in quei tratti. Abbiamo fatto 4 o 5 giri solo per provare diversi livelli di apertura, perché se i paraspruzzi sono completamente chiusi, è è anche piuttosto difficile avere le temperature ideali delle gomme".
L'acqua, insomma, continua a essere un problema anche con i copriruota. A rendere le cose difficili, ha spiegato Bearman, è la natura delle monoposto stesse. I canali Venturi posti sotto il fondo generano un carico aerodinamico tale che va a energizzare l'aria che fuoriesce dallo stesso e l'acqua segue l'andamento dei flussi.
"Credo che il problema sia che queste vetture generano così tanta deportanza dal fondo. L'aria viene energizzata da lì e, naturalmente, gli spruzzi seguono l'aria".
"La visibilità è stata ancora piuttosto difficile, sicuramente era un po' meglio di prima. Il lavoro che è stato fatto ha dato qualcosa a livello di risultato, ma non è ancora stato risolto nulla", ha concluso il pilota di riserva della Ferrari.
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