F1 | Simulazione Megaride: Imola, cosa cambia con l'asfalto green
Dalla Rivazza alla pitlane l'Enzo e Dino Ferrari è stato riasfaltato con un inedito manto composto da plastiche dure riciclate a grafene. La pista antioraria sollecita le gomme dellato destro, anche se non sono previsti particolari stress termici, per cui Pirelli osa le tre mescole più morbide.
In questo weekend il circus della F1 affronterà la prima tappa europea sullo storico circuito di Imola per il Gran Premio dell’Emilia-Romagna. La tappa italiana segna l’inizio del secondo quarto del campionato e sarà scenario dell’introduzione di numerosi aggiornamenti tecnici da parte dei team. In particolare, tanto attesi sono gli aggiornamenti di Ferrari che porta in Emilia una vera evoluzione della SF-24.
Oltre ai team, anche l’autodromo si è reso protagonista di un importante aggiornamento: l’autodromo Enzo e Dino Ferrari, infatti, è il primo al mondo a “vestire” un asfalto green, innovativo e sostenibile frutto di una ricerca durata ben sei anni completamente made in Italy.
Il nuovo asfalto, composto da plastiche dure riciclate e grafene, aumenta la vita utile della pavimentazione e riduce notevolmente gli impatti ambientali grazie ad una manutenzione ridotta. Le zone riasfaltate sono quelle che vanno dall’ingresso della Rivazza alla zona dei paddock, più interessate al passaggio di mezzi pesanti.
Il circuito di Imola ha ospitato il primo Gran Premio di F1 nel 1979, diventando tristemente famoso per il terribile weekend del 1994 in cui morirono Roland Ratzenberger ed Ayrton Senna. È un tracciato old style: divertente e sfidante per i piloti, ma spesso insidioso.
È caratterizzato da 19 curve, ma solo 3 frenate impegnative. Particolare attenzione nelle curve dalla 9 alla 15, modificate con nuovi cordoli e maggiore quantità di ghiaia a discapito delle vie di fuga in cemento.
Grafico Megaride GP Imola
Foto di: MegaRide
- Dal grafico delle temperature non si evidenziano grossi stress termici sugli pneumatici. Leggermente più sollecitate sono le gomme di destra, complice la percorrenza in senso antiorario. Le curve più critiche del tracciato sono le 5-6, variante Villenueve, che impegnano molto la anteriore destra; e le 17-18, le due Rivazza, caratterizzate da un cambio di pendenza e dalla frenata più impegnativa dell’intero tracciato.
- Pirelli per questo weekend ha scelto il set più morbido a sua disposizione: C3-C4-C5, nonostante un’abrasività di medio livello. Tale scelta potrebbe favorire strategie differenti su un tracciato in cui è molto difficile superare.
- Il livello grip atteso nel weekend è buono: il piccolo Nurburgring, così è soprannominato l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, essendo un circuito old style è di per sé divertente e non dovrebbe offrire molta evoluzione sessione dopo sessione. Fondamentale la qualifica vista la difficoltà nei sorpassi.
Grafico Megaride GP Imola
Foto di: MegaRide
Il tracciato si presenta mediamente abrasivo su tutti gli pneumatici, favorendo un buon livello di grip ma anche un’usura attesa di media entità. I tratti critici sono la variante Villenueve, curve 5 e 6, e le due Rivazza, curve 17-18, in cui si genera la maggior quantità di calore favorendo, così, il fenomeno dell’usura.
Attenzione in ottica strategia alla lunghezza della pit lane, la più lunga del Mondiale: si impiegano circa 28 secondi per percorrerla, influenzando non poco la scelta del numero di pit stop. L’obiettivo di ridurre il numero di pit stop sarà quindi ulteriormente favorito da questa importante variante, su un circuito dove sorpassare è abbastanza complesso e dove le strategie hanno dunque un peso specifico rilevante.
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