F1 | Antonelli: "Ora posso dire di aver cancellato l'errore di Monza"
Il bolognese a Shanghai è chiamato a confermare il bello mostrato in Australia. E ora Kimi ammette: "Monza sotto alcuni aspetti mi ha segnato, però mi è servita per imparare. Ora che è tutto alle spalle". L'italiano rivela: "Toto se mi chiama Kimi va bene, se usa Andrea iniziano a esserci problemi. E con Antonelli mi devo preoccupare...".
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Una felpa bianca con il logo del nuovo sponsor di abbigliamento fa sembrare Antonelli più massiccio che mai. Ci ha messo poco a lanciare il suo primo messaggio alla Formula 1, e il paddock lo ha colto in pieno, non è uno dei tanti. Davanti all’hospitality Mercedes è in attesa un gruppo di ragazze locali, hanno già foto di Kimi in azione con la sua monoposto numero 12 e il suo cappellino ufficiale. Antonelli è sereno, molto probabilmente si godrà questo weekend più di quanto fatto a Melbourne, dove la soddisfazione è arrivata solo dopo la bandiera a scacchi.
Come hai dormito domenica sera?
“Dopo la gara siamo andati direttamente in aeroporto per volare in Cina e una volta in aereo sono letteralmente crollato nel mio sedile. Calata l’adrenalina è sopraggiunta la stanchezza, ma ovviamente ero molto, molto soddisfatto”.
Possiamo dire che il risultato ottenuto a Melbourne ha cancellato definitivamente l’errore di Monza dello scorso anno?
“Esatto, adesso posso dire di avere cancellato Monza. È stato un episodio che sotto alcuni aspetti mi ha segnato, però mi è servito anche per imparare. E visto che ora è tutto alle spalle, mi tengo la parte buona, il resto lo cancello”.
Cosa ti ha detto Toto Wolff dopo la gara?
“Mi è sembrato molto contento. In serata mi ha scritto un bel messaggio con un finale in lettere maiuscole: ‘in futuro stai lontano dalle linee bianche e dall’erba’. Ovviamente si riferiva all’errore che ho fatto nella parte iniziale di gara, credo si sia spaventato un po'... Con Toto abbiamo stabilito che quando mi chiama Kimi va tutto bene, se usa Andrea allora iniziano ad esserci problemi, se arriva ad Antonelli, beh, allora vuol dire che le cose vanno male. L'importante è sentire sempre Kimi”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes W16
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
A proposito del testacoda, subito dopo essere rientrato in pista hai iniziato una sequenza di giri molto veloci. C’era il timore che l’errore ti portasse a tirare i remi in barca...
“Tornato in pista ho passato Hulkenberg e da quel momento ho avuto un buon passo. L’aspetto positivo è l’essere riuscito a riprendere subito un ritmo veloce, sono riuscito a dimenticare l’errore e a riconcentrarmi sulla guida, su quello che dovevo fare”.
È piaciuto molto il tuo sorpasso finale su Albon…
“Non è che lo avessi pianificato, il giro precedente ci avevo provato alla curva 9 ma non era abbastanza vicino per avere lo spunto necessario ad affiancarmi, poi il penultimo giro ho visto che ero più vicino e ho detto: ‘tiro la staccata e provo a passarlo’. È andata bene”.
In questo weekend affronti una pista che non conosci ed hai solo un'ora di prove libere prima della qualifica sprint.
“Vero, ma l'anno scorso in F2 avevamo sempre una sola sessione di prove libere di quarantacinque minuti e poi entravamo in qualifica. Ovviamente la F1 è diversa, bisogna mettere in conto che quasi tutti gli avversari hanno corso su questa pista molte volte. Il mio approccio sarà quello di arrivare vicino al limite alla fine della sessione in modo tale da andare in qualifica senza dover fare uno step eccessivo in termini di guida”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes W16
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Inizi a sentirti più a tuo agio con la monoposto?
“A Melbourne per me è stato tutto nuovo, non nego di essere stato un po' teso, un po' stressato, più che altro perché non sapevo cosa aspettarmi. Ora, anche se sono passati solo pochi giorni, sento di avere un maggiore controllo della situazione in termini di aspettative, inizio a capire come si sviluppa il weekend, anche se devo dire che questo fine settimana sarà il mio primo con il format sprint. Mi sento anche più a mio agio con la macchina, me la sento addosso, ho più confidenza nello spingere al limite, ma ovviamente c'è ancora tanto da imparare”.
A Melbourne dopo essere sceso dalla monoposto hai voluto assistere alla cerimonia di premiazione di Russell...
"Sì, era importante anche per mostrare il giusto rispetto nei confronti di George, ha fatto una bella gara ed è salito meritatamente sul podio. Ovviamente avrei voluto esserci anche io, ci ho creduto soprattutto durante l’ultima safety car quando ho visto che ero nel gruppo di testa”.
Alla vigilia del tuo secondo Gran Premio in Formula 1, cosa ti aspetti?
“Non voglio creare aspettative troppo alte, bisogna essere realisti. Abbiamo visto una McLaren fortissima, speriamo di essere subito dietro di loro, ma ovviamente ci sono anche Red Bull e Ferrari. Siamo tutti lì vicini, e credo che non sia proprio semplice battere piloti del calibro di Max. Quello che ho capito è che qui in F.1 sono tutti avversari di grande livello, poi, detto questo, sarebbe bellissimo fare un podio. Spero che possa arrivare il più presto possibile, ma il mio obiettivo principale resta quello di crescere e portare a casa il massimo possibile ogni fine settimana. Per il resto… vedremo”.
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