F1 | McLaren: il segreto della MCL39 è nelle ali o nascosto nel corner?
Tanto Horner quanto Wolff sono rimasti sorpresi dalla McLaren che riesce a portare subito le gomme nella finestra di funzionamento e senza avere poi l'atteso consumo. Le due cose non vanno mai di pari passo per cui nel paddock c'è chi ha cominciato a tenere d'occhio non solo l'aspetto aerodinamico della MCL39...
McLaren MCL39, dettaglio tecnico
Foto di: Giorgio Piola
La FIA già dopo la gara australiana ha deciso di intervenire sulla flessibilità delle ali, dopo che i commissari tecnici diretti da Nikolas Tombazis hanno analizzato le immagini riprese da nelle prove libere nelle quali si sono visti importanti movimenti anomali. Quello è certamente un tema caldo che può colpire McLaren e Ferrari dal GP della Cina, ma l’attenzione degli addetti ai lavori non si limita alle ali, perché è partita la caccia di chi cerca il segreto della MCL39.
McLaren MCL39: l'ala posteriore che fa discutere il paddock sulle flessioni
Foto di: Giorgio Piola
L’argomento in discussione, tanto per cambiare, sono le gomme. Christian Horner, team principal Red Bull, non ha fatto giri di parole per andare al punto: “È molto strano come le McLaren riescano a scaldare subito gli pneumatici, senza avere più consumo dopo. Di solito le due cose non vanno di pari passo, una dovrebbe andare a scapito dell’altra”.
Il sasso lanciato nello stagno da Horner è stato raccolto anche da Toto Wolff, capo Mercedes: “La McLaren è perfetta nella gestione delle gomme. Tu puoi spingere per uno o due giri, ma appena esci dalla finestra d’utilizzo le surriscaldi e le usuri. Hanno una finestra così ampia che possono tirare sempre, in ogni condizione”.
Le due vetture papaya di Lando Norris e Oscar Piastri sono riuscite a fare il vuoto nella prima fase della gara, lasciando Max Verstappen distaccato con la Red Bull. E anche dopo le safety car che hanno puntualmente ricompattato il gruppo, Lando è riuscito a costruirsi un secondo di vantaggio nelle ripartenza, una specialità che sembrava riservata all’olandese quattro volte campione del mondo.
Lo sguardo dei tecnici del paddock è andato ai cestelli anteriori della McLaren. Sì proprio quei particolari che i meccanici della squadra di Woking avevano cercato di celare durante i test in Bahrain.
McLaren MCL39: ecco l'andamento dei flussi nel corner fra i due cestelli in carbonio
Foto di: Giorgio Piola
Giorgio Piola, invece, dopo un lungo appostamento in pit lane è riuscito a cogliere le immagini dei particolari che fanno discutere il Circus. Il nostro esperto di tecnica, infatti, ha aspettato l’attimo in cui il cestello superiore è stato smontato per scoprire i passaggi d’aria che definiscono la parte interna del corner.
Nel progetto della MCL39 curato da Rod Marshall si è cercata la massima interazione fra aerodinamica e meccanica, trovando un compromesso straordinario, tale da stupire i vertici di Red Bull e Mercedes. Nel cestello, infatti, si notano passaggi d’aria che servono a raffreddare l’impianto frenante (disco e pinza) con una circolazione di flusso che porti ad evacuare il calore da uno sfogo a monte della presa, cercando che le alte temperature prodotte nelle staccate, non si irradino al cerchio e, di conseguenza, alle gomme.
Un esercizio facile a dirsi, ma molto complicato da realizzarsi che deve essere il frutto di uno specifico lavoro che i top team riescono a fare ad un banco prova sviluppato appositamente. La tendenza è quella di gestire nell’intercapedine fra i due cestelli un flusso di aria fresca che crei una sorta di polmone che isoli il calore e preservi la durata degli pneumatici.
Sulla MCL38 lo sforzo degli ingegneri di Woking era stato quello di blindare le aree calde, mentre quest’anno sulla MCL39 c’è stato uno studio molto accurato per aumentare la portata del flusso nella “camera d’aria” che è stata anche divisa in canali diversi in modo tale da mantenere una temperatura più costante su tutta la larghezza del cerchio e, quindi, della gomma.
È interessante osservare come la presa d’aria sia stata leggermente maggiorata rispetto allo scorso anno: siccome la portata necessaria a garantire il raffreddamento dell’impianto frenante non è cambiata, è lecito pensare che sia aumentata l’aria da fare circolare nel corner.
McLaren MCL39, dettaglio della sospensione anteriore pull rod e del corner
Foto di: Giorgio Piola
La McLaren, infatti, sta provando a spingere il flusso nella parte più esterna del corner cercando di aumentare il controllo della temperatura con aria fresca. Poi, per l’innesco della gomma nella giusta finestra di funzionamento è stato eloquente Andrea Stella, team principal McLaren: “Ci siamo dati degli obiettivi da raggiungere con l’aerodinamica, ma volevamo migliorare anche il comportamento delle gomme. E penso che nel primo stint siamo stati in grado di aprire un gap sugli avversari, che non credo sia solo merito della vettura. Questa competitività ci sorprende, non in termini di obiettivi, ma per la sua portata”.
Un fatto è certo: copiare un corner non è operazione semplice. Primo perché è un’area di progetto che chiede molto tempo per essere definita e poi perché è considerato un’area di costo importante nello sviluppo di una stagione.
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