F1 | Alonso nono: "Tornati alla realtà dopo una bella qualifica"
Alonso ha chiuso in Bahrain in nona posizione, ben staccato dai quattro team di riferimento. Secondo lo spagnolo il risultato finale non è una sorpresa ed è in linea con le aspettative, mentre la qualifica ha riservato qualche soddisfazione inattesa. Aston ha quindi provato a giocare di strategia sperando in una SC, che non si è però concretizzata.
Sesto in griglia, nono sotto la bandiera a scacchi. In una sessione di qualifiche molto serrata, a dispetto di quanto raccontasse la classifica finale dei tempi, Fernando Alonso era riuscito a piazzare la sua Aston Martin sulla stessa casella dello schieramento, senza nascondere la sua sorpresa per un risultato tutto sommato ritenuto positivo.
Infatti, lo spagnolo era stato in grado di chiudere a circa 3 decimi e mezzo dal polesitter Max Verstappen e a solo mezzo decimo da George Russell in terza posizione, mettendosi inoltre alle spalle le due MCL38 di Lando Norris e Oscar Piastri, seppur i due portacolori della McLaren avrebbero potuto concludere in una posizione considerevolmente migliore senza gli errori commessi sul finale della Q3.
Tuttavia, in gara sono poi emersi i limiti della AMR24, ben distante sia dalla Red Bull che dalla Ferrari, a cui poi si sono aggiunti dei passivi importanti anche da Mercedes e McLaren, che si sono confermate più competitive in Bahrain sulla lunga distanza. Alonso ha concluso ad oltre un minuto, con una corsa ben distante in termini di emozioni e sensazioni da quella della passata stagione, in cui Aston era partita con una buona base sfruttando anche i problemi di concept dei rivali più diretti.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR24, leads Zhou Guanyu, Stake F1 Team Kick Sauber C44
Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images
Lance Stroll è invece riuscito a ricostruire la sua corsa e rientrare in top ten dopo il contatto di inizio gara in cui era stato speronato da Nico Hulkenberg in curva 1, finendo così in fondo al gruppo.
La gara di sabato è stata perfettamente in linea con le previsioni del team di Silverstone, ha spiegato Alonso, sottolineando come la squadra sia tornata alla realtà dopo una qualifica forse anche fin troppo positiva: “Credo [che il nono posto] sia esattamente quello che ci aspettavamo. Le nostre simulazioni dicevano che eravamo intorno alla nona posizione con poca lotta davanti a noi, i primi quattro team un po' troppo avanti e con un distacco confortevole dietro”, ha spiegato il due volte campione del mondo, che qui in Bahrain l’anno scorso conquistò il podio.
"Ed è esattamente così. Credo di aver avuto la McLaren di [Oscar Piastri] 18 secondi davanti e la Sauber [di Zhou Guanyu, 11°] 28 secondi dietro. Quindi, eravamo nel bel mezzo della gara di nessuno".
“Sicuramente ci manca il ritmo. I giri in qualifica sono da studiare, capire perché siamo stati così veloci. Quindi, credo che la gara sia stata normale. Quello che è stato eccezionale è stato il giro in qualifica. La macchina è migliorata. Abbiamo migliorato la velocità massima e le curve veloci. Ovviamente, abbiamo fatto qualche sacrificio nelle curve a bassa velocità", ha aggiunto Alonso, spiegato quali siano state le aree in cui è migliorata maggiormente la AMR24 e quali, invece, ha fatto un passo indietro alla ricerca di un compromesso.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR24, leaves the pit lane
Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images
Dopo aver passato la prima parte della gara a battagliare con Lewis Hamilton, che era partito alle sue spalle, Aston ha cercato di giocare strategia consapevole di essere nella terra di nessuno, rimanendo fuori più a lungo nella speranza che potesse entrare una Safety Car che avrebbe permesso ad Alonso di rientrare nei giochi. Non è un caso che l’ultimo stint sulla hard sia stato piuttosto breve rispetto a quello dei rivali: di fatto una strategia che, in un’ottica generale, non ha rappresentato il compromesso ideale dal punto di vista delle performance, ma è chiaro che il team puntava solo sul trarre il massimo da un possibile ingresso della vettura di sicurezza, che non si è però verificato.
L’anno passato la Aston Martin si era spesso dimostrata molto più competitiva sul passo gara piuttosto che sul giro secco, facendo della gestione gomma il suo punto di forza. Poi, con i vari aggiornamenti, questo aspetto è venuto parzialmente meno, ma la tendenza nel corso di tutto il 2023 è stata quella di una AMR23 più convincente sulla lunga distanza. In Bahrain si è visto il contrario e si tratta di un aspetto che il team vuole comprendere a fondo.
"È un aspetto che dobbiamo analizzare, perché ovviamente vogliamo entrambe le cose", ha detto il team principal Mike Krack.
"E nei test sembrava un po' il contrario. In qualifica eravamo molto, molto più vicini di quanto pensassimo. In gara è stato un po' più come ci aspettavamo. Dobbiamo definire questo quadro con le piste che verranno, ma certamente non eravamo in grado di sfidare i team che ci precedono".
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