F1 | Alonso dolorante per il bouncing... causato dal cambio di fondo?
Alonso ha chiuso il GP di San Paolo con la schiena dolorante a causa dell'eccessivo bouncing sperimentato in gara, ma ha scelto di continuare per i meccanici che aveva riparato le vetture dopo gli incidenti in qualifica. Proprio prima della corsa, Aston Martin aveva cambiato la specifica del fondo sulle auto, tornando a quella di Budapest.
Nonostante partisse con entrambe le monoposto in top 10, Aston Martin è tornata a casa dal Brasile a mani vuote, senza riuscire a portare una delle sue vetture in zona punti. Il testacoda di Lance Stroll nel giro di formazione, per poi rimanere bloccato nella ghiaia qualche istante dopo, ha indubbiamente già complicato la corsa ancor prima della partenza.
Tuttavia, al netto dell’episodio del canadese, anche Fernando Alonso ha sofferto per la maggior parte del Gran Premio, e non solo metaforicamente. Dopo la fine della gara, infatti, lo spagnolo ha parlato del forte dolore alla schiena innescato dall’eccessivo bouncing che ha sperimentato durante la corsa, tanto da spingerlo a pensare al ritiro prima della bandiera a scacchi.
In realtà, sia Alonso che Stroll hanno lottato contro il bouncing per tutto il fine settimana, perché il nuovo asfalto posato a Interlagos si è rivelato molto più sconnesso che in passato, aumentando quell’effetto di rimbalzo che ha messo in crisi certe squadre in altri appuntamenti, come ad esempio Mercedes, che è stata costretta ad alzare la vettura già durante la prima sessione di prove libere.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR24
Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images
Anche la stessa Aston Martin, che già durante la stagione ha sofferto in più occasioni il bouncing tanto da bocciare diverse specifiche di fondo perché accentuavano il fenomeno, ha dovuto fare i conti con l’asfalto sconnesso. Durante la prima sessione di libere, infatti, la squadra britannica aveva proseguito i propri test di raccolta dati, provando più fondi, tra cui quello di Budapest, facilmente riconoscibile sia per i supporti metallici sulle appendici aerodinamiche poste nella parte esterna che per la forma curvata del gradino sotto la bocca dei radiatori.
Dopo le prove nelle libere, complice l’eccessivo bouncing e le condizioni dell’asfalto, in vista della sprint si era scelto di fare un passo indietro, tornando nuovamente alla specifica più usata durante tutto l’anno in quanto è stata quella che ha garantito le indicazioni migliori, ovvero il fondo di Suzuka, che genera meno rimbalzi e garantisce più fiducia ai piloti. Tuttavia, i due incidenti in qualifica nella mattinata di domenica hanno spinto Aston Martin a cambiare nuovamente il fondo su entrambe le monoposto, tornando proprio sulla specifica di Budapest.
“Dopo questa mattina, siamo dovuti tornare a un pacchetto meno performante sulla vettura. Quindi la gara è stata un po' più lenta come passo da parte nostra e poi abbiamo avuto un problema ai freni”, ha detto Alonso dopo la corsa. In effetti, in circostanze particolari il format della sprint consente ai team di cambiare il pacchetto aerodinamico anche in condizioni di Parc Fermé, come conferma anche il documento della FIA con tutte le modifiche apportate sulle auto. Tuttavia, le modifiche concesso sono a livello aerodinamico e non meccanico, il che ha lasciato con un setup a metà perché fondi diversi hanno anche esigenze diverse. Questo ha fatto sì che, come raccontato dallo stesso pilota spagnolo, soprattutto nella seconda parte della gara, il bouncing sia aumentato, così come i dolori alla schiena.
Il fondo usato durante le qualifiche per il GP in specifica Suzuka, senza rinforzi metallici e con il gradino "triangolare"
Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images
Ma nonostante il dolore, una vettura tutt'altro che competitiva che era stata riparata dopo l'incidente in qualifica e i problemi ai freni, Alonso ha voluto finire la corsa per i meccanici, che hanno compiuto un lavoro eccezionale riparando entrambe le vetture dopo le qualifiche nello spazio di pochissime ore, senza dimenticare che molto di loro erano in pista già dalle 4 del mattino con poche ore di sonno.
“Nella seconda metà della gara c'erano molti rimbalzi. Quindi sì, è stata una gara difficile. Eravamo fuori dai punti. Penso che in qualsiasi altra circostanza, probabilmente mi sarei fermato. Ma sì, i meccanici hanno fatto un lavoro incredibile prima della gara per preparare la macchina per poter disputare la gara, quindi dovevo finire per loro”, ha raccontato l’asturiano.
Dopo essere stato consolato e abbracciato da un meccanico mentre usciva a fatica dall'auto al termine della corsa, Alonso ha spiegato che era consapevole delle difficoltà che la sua schiena avrebbe dovuto affrontare in gara. Un problema che si aggiungeva all'infezione intestinale che aveva richiesto un viaggio di ritorno in Europa dopo il Messico.
La vettura di Alonso in gara: si nota il fondo in specifica Budapest
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
"È stato sicuramente doloroso. La preparazione a questa gara è stata molto impegnativa da parte mia, molti controlli, molto lavoro, sono dovuto andare da fisioterapisti e medici per arrivare qui in Brasile. C’è stato un grande sforzo da parte di tutti: lo stesso sforzo che hanno fatto i meccanici oggi".
"Non era comodo stare in macchina. Ma c'è gente che sta peggio di me, anche a Valencia, abbiamo queste immagini terribili. E persone che lottano. Quindi ho dovuto faticare un paio di giri per tutti", ha raccontato Alonso, ricordando anche le terribili inondazioni che tristemente hanno colpito Valencia e le città vicine, causando dispersi e vittime.
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