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MotoGP | Marini: “Problemi un po’ ovunque, ma è parte del processo”

L'avventura di Luca Marini in Honda è iniziata tra mille difficoltà e anche a Portimao ha viaggiato nelle retrovie. Tuttavia, il pesarese trae il buono dal fine settimana lusitano e sostiene di aver raccolto tante informazioni per continuare a crescere. Molti sono i problemi della Honda, ma servono tempo e lavoro.

Luca Marini, Repsol Honda Team

Passare dalla miglior moto della griglia a quella più in crisi era una sfida ardua e Luca Marini lo sapeva quando alla fine dello scorso anno ha firmato con Honda. Oggi occupa il posto che ha lasciato vacante Marc Marquez e, come ci si aspettava, sta faticando per trovarsi a proprio agio con una RC213V che ancora sembra indomabile.

Il pilota di Tavullia si trova costantemente nelle posizioni di rincalzo e, così come in Qatar, anche a Portimao il fine settimana non è andato bene se si guarda la classifica. Tuttavia, Maro trae il buono anche dalle difficoltà che portano tutte le Honda a viaggiare nelle retrovie e questo lo porta a pensare positivo anche se la classifica dice il contrario.

Il lavoro per tornare in vetta non è facile e l’italiano lo sapeva sin dall’inizio. Ma le concessioni di cui usufruisce Honda quest’anno e il lavoro in pista durante i weekend di gara gli stanno chiarendo le idee. Nonostante chiuda la classifica in diverse occasioni e con un ampio distacco dai primi, Marini ritiene che il bilancio complessivo del Gran Premio del Portogallo sia positivo, tutto sommato: “Domenica è andata molto meglio rispetto a sabato. Abbiamo fatto delle buone mosse con la moto, alla fine mi sono anche divertito in alcune curve in vari giri. Questo è stato un buon passo avanti, anche se piccolo”.

Luca Marini, Repsol Honda Team

Luca Marini, Repsol Honda Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Per Marini è importante guardare il lato del box alla sua destra, ovvero quello di Joan Mir. Il suo compagno di squadra ha un anno in più di esperienza sulla RC213V e rappresenta un riferimento importante in termini prestazione e direzione da prendere per lo sviluppo: “Sono stato più vicino al mio compagno di squadra e questa è una cosa buona. Penso che Joan Mir abbia un feeling migliore sulla moto e più esperienza. In gara ha potuto fare una buona performance. Dobbiamo guardare lui e capire in quali modi ha fatto dei passi avanti rispetto alle prove”.

“Joan ha una confidenza migliore con la moto, ha più esperienza quindi capisce meglio il feeling con l’anteriore e il posteriore nella fase d’entrata in curva, in particolare”, prosegue Marini spiegando la differenza tra sé e il suo compagno di squadra. “Può essere più aggressivo e rischiare di più nella fase di piega. Alla fine è più veloce ed è lì che fa la differenza, perché poi è tutto molto simile. Forse io sono più forte in frenata, ma arrivo un po’ al limite alla fase di frenata perché sembra che quando rilasci il freno, la moto gira bene, ma devi fidarti delle gomme Michelin”.

Luca Marini, Repsol Honda Team

Luca Marini, Repsol Honda Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Archiviato Portimao, è il momento di proiettarsi verso il Gran Premio delle Americhe, in programma fra tre settimane. In questo periodo di tempo non sono previsti test, tuttavia Marini guarda ad Austin, pista completamente diversa dalle precedenti, con positività: “Vedremo la prossima gara, sicuramente sarà molto diversa, su una pista particolare. Ma penso che nel complesso il weekend è stato positivo, abbiamo raccolto tante buone informazioni. Abbiamo capito che in qualche modo non possiamo andare col setting e con il bilanciamento della moto, quindi dobbiamo seguire un’altra direzione. È parte del processo”.

“Abbiamo provato ad avere un turning migliore con la moto, maggior grip in accelerazione. Penso che ora i problemi rispetto ai più veloci e ai marchi al top siano un po’ ovunque. Non c’è qualcosa in particolare. Il grip al posteriore è il problema principale al momento, ma non è così facile. Abbiamo bisogno di tempo per preparare delle nuove parti. Ma sul setting possiamo giocare un po’ e alla fine troveremo una soluzione. Per vedere il potenziale dobbiamo continuare a lavorare così e ridurre il gap”, conclude il pilota Honda.   

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