IMSA | Milner punta il dito... medio su BMW: "Devono vergognarsi"
Nella lotta in GTD PRO a Daytona, il pilota Corvette è stato ostacolato da Farfus, che provava ad aiutare il collega De Phillippi, e quando il brasiliano è rientrato ai box si è visto rifilare il gestaccio dal finestrino della Z06: "Comportamento imbarazzante e non da corse sportscar".
Il dito medio di Tommy Milner ad Augusto Farfus
Foto di: IMSA
La 24h di Daytona non è solamente una gara lunghissima che richiede una preparazione adeguata a livello fisico, ma anche mentalmente ha le sue particolarità. Specialmente quando ci si trova invischiati nel traffico a dover battagliare con i rivali, districandosi tra le vetture delle varie categorie e doppiati.
In Classe GTD PRO, l'episodio che ha coinvolto Corvette e BMW alla 22a Ora è già passato alla storia, sia dal punto di vista sportivo che per quello umano. Tommy Milner era in piena lotta per il primato contro Connor De Phillippi, in un duello Corvette-BMW bellissimo e giocato sia con le buone che con le cattive.
La Z06 #4 ad un certo punto ha raggiunto la BMW #48 guidata da Augusto Farfus, compagno di squadra di De Phillippi e finito ormai nelle retrovie per un incidente, dunque con il dovere di lasciare passare i due in quanto doppiato.
Ma il brasiliano ha vestito i panni del fiero scudiero di De Phillippi, provando a rallentare nel tratto guidato del circuito in modo che la M4 #1 si avvicinasse alla Corvette e potesse così attaccarla.
La cosa è andata avanti per diversi km e Milner ha cominciato giustamente a perdere la pazienza; dopo che sul banking e in rettilineo la GT3 di casa Chevrolet non ha avuto modo di superare l'auto bavarese, alla successiva curva 2 ecco il fattaccio, con Farfus che è rimasto all'interno rallentando tantissimo e De Phillippi che all'esterno è andato ad affiancare Milner per aggirarlo.
Accortosi della mossa, il portacolori di Pratt Miller Motorsports ha sterzato bruscamente a sinistra rifilando una ruotata alla M4 #1 e nell'impatto si è strappata la parte sinistra del paraurti posteriore, che ha iniziato a penzolare pericolosamente.
Farfus non si è fatto da parte fino a quando non è stato costretto a rientrare ai box per scontare un Drive Through per aver ostacolato il rivale, il quale lo ha affiancato in uscita dall'ultima curva e, abbassando il finestrino, gli ha platealmente mostrato un eloquentissimo dito medio.
Terminato poi il suo turno di guida, l'americano è sceso dalla Corvette (sistemata col nastro adesivo dai meccanici per due volte, senza cambiare il paraurti) e ha letteralmente tuonato contro Farfus.
“Non è una cosa da IMSA o da corse sportscar, pilota e team dovrebbero vergognarsi a fare cose del genere. E' una gara a squadre, e va bene, ma non si corre in questo modo. Avevano una vettura con parecchi giri di ritardo e chiaramente il suo compito era solamente quello di aiutare l'altra", ha detto lo statunitense.
"Ma non si fa così, continuando ad ostacolare, ostacolare e ostacolare ad ogni giro, aspettandomi apposta. Come ho detto, non è così che dovrebbero essere le gare sportscar, è veramente deludente. Non ho avuto problemi con la BMW #1, ognuno faceva la sua gara. Ma l'auto gemella era lì solo per dare fastidio, in maniera poca sportiva e senza preoccuparsi di come guidare; semplicemente imbarazzante da parte loro".
Il 38enne di Washington ha poi rincarato la dose, spiegando che quello era il culmine di una lunga sofferenza...
"Sembra che abbiano calcolato il loro pit-stop per uscire davanti a me. Nel loro stint precedente, mi hanno aspettato fino a quando non mi sono avvicinato, poi mi hanno tenuto dietro per un po'. Non so se poi ha avuto una segnalazione, fatto sta che si è fermato ai box".
"Poi sono usciti e l'hanno fatto di nuovo, il loro unico obiettivo era correre in modo sporco. Per un po' mi sono accontentato di stare dietro di lui. Non credo molto negli spiriti e in questo genere di cose, ma se il karma dovesse funzionare, oggi sarebbe un buon momento".
#48 Paul Miller Racing BMW M4 GT3 EVO: Dan Harper, Max Hesse, Jesse Krohn, Augusto Farfus, #4 Corvette Racing by Pratt Miller Motorsports Corvette Z06 GT3.R: Tommy Milner, Nicky Catsburg, Nico Varrone, #1 Paul Miller Racing BMW M4 GT3 EVO: Madison Snow, Neil Verhagen, Connor De Phillippi, Kelvin van der Linde
Foto di: Andreas Beil
Karma che, a quanto pare, ha colpito a dovere perché nel finale la BMW #1 passata a Kelvin Van Der Linde è stata centrata e spedita in testacoda da Nico Varrone, subentrato a Milner, in una sorta di vendetta del team americano.
Inutile dire che anche all'argentino è arrivata la penalità e fra i due litiganti, alla fine ha goduto il terzo, ossia la Ford Mustang.
"Alla fine ciò che ci ha danneggiato di più è stato continuare a rimanere fuori dopo la penalità per ostruzione. La #48 mi ha rallentato un sacco alla terza curva e per evitarla sono finito contro alla #1 riportando ingenti danni, per non parlare dei problemi che abbiamo avuto con il paraurti", prosegue Milner.
"Il team ha fatto un ottimo lavoro per tutta la gara e sono davvero orgoglioso dei nostri ragazzi, così come Nicky e Nico. È un peccato aver lavorato così duramente per metterci in lizza per un buon risultato ed essere rovinati in questo modo è stato piuttosto patetico".
#48 Paul Miller Racing BMW M4 GT3 EVO: Dan Harper, Max Hesse, Jesse Krohn, Augusto Farfus, #4 Corvette Racing by Pratt Miller Motorsports Corvette Z06 GT3.R: Tommy Milner, Nicky Catsburg, Nico Varrone, #1 Paul Miller Racing BMW M4 GT3 EVO: Madison Snow, Neil Verhagen, Connor De Phillippi, Kelvin van der Linde
Foto di: Andreas Beil
Dal canto suo, Farfus (che si è sempre distinto nella sua lunga carriera per essere un pilota molto corretto) ha cercato di difendersi spiegando che era concentrato sulla sua gara e sul dare una mano ai compagni, non avendo nulla da giocarsi in quel frangente.
"La situazione con la Corvette e la nostra vettura gemella era molto difficile. La mia intenzione era quella di aiutare il mio compagno di squadra della #1 nella lotta per la vittoria. Ero consapevole che si trattava di una gara difficile", ha detto il sudamericano.
"La situazione che ha portato alla collisione tra la Corvette e Connor dietro di me è stata molto sfortunata, ma non ho avuto nulla a che fare direttamente con essa. Sono rimasto sulla mia traiettoria interna".
Immortalata dalle telecamere di tutto il mondo, l'immagine del dito medio di Milner è diventato un simbolo e c'è già chi si è subito attivato per creare magliette e adesivi...
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments