IMSA | 24h di Daytona: Porsche centra il bis, prima gioia Mustang
In un finale come sempre ai ferri corti, la 963-Penske #7 di Tandy/Nasr/Vanthoor trionfa davanti alla Acura-MSR, che passa la Porsche #6 in extremis, mentre BMW recrimina. In LMP2 successo per Tower, la Ford festeggia in GTD PRO battendo Corvette, che però si rifà in GTD con AWA.
#7 Porsche Penske Motorsport Porsche 963: Felipe Nasr, Nick Tandy, Laurens Vanthoor
Foto di: Andreas Beil
Porsche Penske Motorsport, Tower Motorsports, Ford-Multimatic e Corvette-AWA si aggiudicano la 24h di Daytona, gara d'apertura dell'IMSA SportsCar Championship 2025 che come al solito si è decisa solamente nell'ultima ora.
La 63a edizione della classica endurance che si svolge in Florida è stata pimpante e i 180' conclusivi hanno visto due neutralizzazioni rimescolare le carte in tavola in tutte le categorie.
Specialmente quella che è risultata la 14a neutralizzazione con Full Course Yellow/Safety Car ha fatto sì che tutti rientrassero ai box per la sosta finale e la ripartenza a 40' dalla bandiera a scacchi ha regalato fuochi d'artificio.
#7 Porsche Penske Motorsport Porsche 963: Felipe Nasr, Nick Tandy, Laurens Vanthoor
Foto di: IMSA
GTP: Porsche si conferma regina
La Porsche concede il bis andando a vincere meritatamente per il secondo anno di fila a Daytona. La 963 #7 di Felipe Nasr ha tagliato per prima il traguardo condividendo la gioia con Nick Tandy e Laurens Vanthoor, in una gara che a lungo è stata dominata dalle LMDh del Team Penske.
Solo le neutralizzazioni hanno rimesso in gioco i rivali e una possibile doppietta con la #6 di Estre/Jaminet/Campbell è sfumata solamente a 4' dal termine, quando Tom Blomqvist è riuscito a mettere la Acura #60 davanti al coriaceo Campbell, che alla fine sale comunque sul terzo gradino del podio.
Menzione d'onore per Tandy, al quale mancava solamente Daytona nella sua bacheca di 24h vinte ed ora potrà aggiungere il prezioso orologio donato dalla Rolex assieme alle coppe di Spa-Francorchamps, Nurburgring e Le Mans.
BMW e Acura hanno tentato, quando possibile, di mettere i bastoni tra le ruote ai tedeschi, che a gara libera più volte hanno allungato sui rivali. Blomqvist ha approfittato dell'ultima delle 14 neutralizzazioni con Full Course Yellow/Safety Car per rifarsi sotto e sfilare la piazza d'onore alla #6.
Per il portacolori di Meyer Shank Racing è un altro grande risultato da condividere con Braun/Dixon/Rosenqvist in un evento a tratti piuttosto duro, ma che li ha visti sempre combattivi e pronti a crederci quando le occasioni si materializzavano.
Peccato invece per i loro compagni Van Der Zande/Yelloly/Ohta/Palou, che con la ARX-06 #93 hanno avuto problemi e commesso troppi errori, arrivando solamente ottavi a 40 giri dal vincitore.
Venendo alla BMW, la Casa bavarese ha un bel po' da recriminare e la colpa non può che ricadere su Dries Vanthoor, protagonista di un finale già visto troppe volte; il piede pesante del belga non va di pari passo con la capacità di gestire i nervi e provandole tutte per saltare davanti alle Porsche (a tratti con grinta encomiabile) lo ha portato a colpire la #6 rovinando la carrozzeria all'ultima ripartenza, dopo che già aveva rischiato un bel po' in precedenza.
Questo ha costretto la M Hybrid V8 #24 a tornare ai box per le riparazioni perdendo un giro e il possibile podio da condividere con Eng/Magnussen/Marciello si è tramutato in un amarissimo quarto posto, che sommato al settimo della #25 di Rast/Wittmann/Van Der Linde/Frijns (+4 giri) non può fare felici gli uomini del Team RLL.
Quasi mai in partita le Cadillac, con la #10 di Wayne Taylor Racing portata al traguardo quinta da Albuquerque/Taylor/Stevens/Hartley con 1 giro di ritardo e buttando all'aria l'unica possibilità di rimanere a pieni giri quando il portoghese è franato addosso alla BMW #25 rimediando una penalità che l'ha fatta scendere.
Il problema è che le V-Series.R hanno sofferto per gran parte della corsa e in più si sono verificati cedimenti (sulla #31) ed errori (per la #40) che hanno lasciato solamente la sopracitata nel gruppo a giocarsi qualcosa.
Sulla #31 di Action Express Racing ha ceduto la sospensione posteriore nella notte rientrando per terminare nona con Bamber/Aitken/Vesti/Drugovich, mentre Louis Delétraz è andato a muro con la #40 rimbalzando in pista e scatenando una carambola che ha messo fuori causa parecchie auto.
La Porsche #85 di JDC-Miller MotorSports finisce sesta a 2 giri al leader con Bruni/Wehrlein/Aron/Van Der Helm/, unica 963 privata all'arrivo perché la #5 di Proton si è ritirata per la rottura della sospensione posteriore poco dopo metà gara.
Gara praticamente mai iniziata per la Lamborghini: Mirko Bortolotti ha fatto giusto in tempo a completare il primo stint di 34 giri (con passo molto più alto di tutti) prima di riportare la SC63 ai box constatando che il motore era finito K.O. per poter proseguire oltre.
#8 Tower Motorsports, ORECA LMP2 07: John Farano, Sebastian Alvarez, Sebastien Bourdais, Job Van Uitert
Foto di: Andreas Beil
LMP2: a Tower una gara ad eliminazione
Per Tower Motorsports è un successo da godersi a pieno quello conseguito in Classe LMP2 al termine di una vera e propria gara ad eliminazione. Impossibile contare i cambi al vertice a caldo e la Oreca #8 di Bourdais/Farano/Alvarez/Van Uitert alla fine si è ritrovata prima e in grado di allungare.
Nelle ultime tre ore, infatti, prima la AF Corse #88 si è rotta quando pareva involata verso il successo, con successivo FCY/SC a ravvivare l'azione, poi la #18 di Era è stata spedita in testacoda dalla PR1 Mathiasen #52 nella bagarre per il primato, con quest'ultima penalizzata da un Drive Through.
In tutto ciò, anche la United Autosports #22 prima aveva dovuto scontare la stessa sanzione per una infrazione durante una sosta e quindi ecco emergere nel finale mozzafiato proprio la 07-Gibson bianco-arancio della Tower, che è giusto sottolineare quanto ci abbia sempre creduto anche finendo indietro ad un certo punto.
Sul podio salgono anche Goldburg/Di Resta/Lindh/Allen con la United #22 in grandissima risalita, seguiti dalla Riley #74 di Fraga/Massa/Burdon/Robinson, capace di recuperare un giro di ritardo nel gran finale venendo premiata col trofeo.
La PR1 Mathiasen #52 di Beche/Keating/Sales/Pedersen alla fine scende quarta sacramentando assieme alla Era Motorsport #18 di Chatin/Lutke/Dalziel/Heinemeier-Hansson che è quinta, grande amarezza pure per la AO Racing #99 di Rasmussen/Hyett/Cameron/Edgar, sesta a +8 giri dopo che il draghetto Spike ha avuto un guasto nel posteriore 23a ora quando era tornata davanti.
Settima la APR #04 di Kurtz/Sowery/Herta/Jakobsen rientrata dopo un incidente all'alba, al traguardo sono giunte pure la TDS Racing #11 (Jensen/Milesi/Thomas/McElrea) e la Pratt Miller Motorsports (Ilott/Cumming/Roe/Fittipaldi)
Niente bandiera a scacchi per United #2, Inter Europol #43 e la sopracitata AF Corse #88, tutte fra le candidate per un bel piazzamento a podio.
#65 Ford Multimatic Motorsports Ford Mustang GT3: Christopher Mies, Frederic Vervisch, Dennis Olsen, #64 Ford Multimatic Motorsports Ford Mustang GT3: Mike Rockenfeller, Sebastian Priaulx, Austin Cindric
Foto di: Andreas Beil
GTD PRO: riscatto Mustang
Anche in Classe GTD PRO ne sono successe di tutti i colori prima di arrivare ad una soluzione finale, tra sportellate, incidenti, gestacci, penalità e quant'altro.
La Ford si riscatta alla grandissima dopo un debutto da dimenticare della nuovissima Mustang GT3 nel 2024, andando a prendersi il primo e terzo posto della categoria.
Negli ultimi giri l'hanno spuntata Dennis Olsen, Frédéric Vervisch e Christopher Mies con la #65, per soli 1"909 di vantaggio nei confronti della Corvette #3 di Sims/Garcia/Juncadella, che a lunghissimo aveva incrociato le armi con la gemella #4 di Milner/Varrone/Catsburg e la BMW #1 di Paul Miller Racing condotta da Snow/Verhagen/De Phillippi/Van Der Linde.
La M4 aveva addirittura fatto gioco di squadra (piuttosto risibile, va detto) con la gemella #48 pur di riuscire a sopravanzare la Z06, tanto che Milner - dopo essere venuto a contatto con De Phillippi - ha sventolato un bel dito medio ad Augusto Farfus, reo di averlo rallentato apposta (cosa che ha portato al brasiliano una penalità).
L'ultima mezz'ora è stata all'insegna del cosiddetto 'karma' per la BMW: Varrone ha colpito la M4 di Van Der Linde mandandola in testacoda mentre il sudafricano era intento a sportellare con la Corvette #3 e la Mustang #65. All'argentino è arrivato il Drive Through da scontare, dunque a beneficiarne è la Mustang #64 di Priaulx/Cindric/Rockenfeller, che è potuta salire sul terzo gradino del podio lasciando giù proprio la M4 #1.
La Mercedes #69 di GetSpeed termina in Top5 con Schiller/Stolz/Martin/Bartone, seguita dalla Ferrari #81 di DragonSpeed che Molina/Costa/Rigon/Neubauer hanno fatto il possibile per tenere in zona punti, dato che era evidente quanto fossero state rese impotenti le 296 GT3, mai in lizza per qualcosa di concreto a differenza di altri.
La Corvette #4 scende settima, seguita dall'arrabbiatissima Porsche-Rexy #77 di AO Racing (Heinrich/Bachler/Picariello), privata nel finale dei... denti da un contatto con i rivali che ha fatto volare via paraurti e speranze di vittoria per la 911.
Nona e anch'essa con qualche rimpianto la Corvette #91 di Trackhouse-TF Sport (Zilisch/McLaughlin/Van Gisbergen/Keating), completa la Top10 la Porsche #20 di Proton Competition (Cressoni/Schiavoni/Preining/Lietz), un'altra capace di issarsi pure al comando prima di incappare in qualche problemino di troppo che le ha fatto accumulare 4 giri di ritardo.
Gara anonima e problemi multipli per la Lexus #14 di Vasser Sullivan Racing (Kirkwood/Telitz/Bell), undicesima con dietro solamente la BMW #48 di Paul Miller Racing (Harper/Hesse/Krohn/Farfus), coinvolta in una carambola nella notte che l'ha tagliata fuori dal primato.
Ritirata nello stesso frangente la Lamborghini #9 di Pfaff Motorsports, niente da fare per la Mercedes #75 di 75 Express e la Aston Martin #007 di Heart of Racing.
#13 AWA Corvette Z06 GT3.R: Orey Fidani, Matthew Bell, Lars Kern, Marvin Kirchhöfer
Foto di: IMSA
GTD: primo successo per Corvette-AWA
Inutile dire che se le sportellate hanno caratterizzato la categoria superiore delle GT3, anche in Classe GTD hanno fatto il bello e cattivo tempo nei giri conclusivi.
A denti strettissimi, è la Corvette #13 della AWA a spuntarla col combattivo Matt Bell, che porta la Z06 condivisa con Orey Fidani, Marvin Kirchhofer e Lars Kern al trionfo resistendo agli assalti delle vetture rivali.
Prima tra queste la Porsche #120 di Wright Motorsports, in piazza d'onore con Guven/Sargent/Adelson/Skeer dopo essere partita dalla Pole Position e capace di passare un Mattia Drudi in grandissimo spolvero e terzo sulla Aston Martin #27 di Heart of Racing coadiuvato da Gamble/Stevenson/Robichon.
Rimontissima della Mercedes #57 di Winward Racing (Auer/Ward/Ellis/Dontje) fino alla quarta posizione dopo che nella notte aveva accumulato fino a 5 giri di ritardo, con in scia la BMW #96 di Turner Motorsport (Foley/Gallagher/Walker/Klingmann) e la ottima esordiente Aston Martin #19 di Van Der Steur Racing (Hasse-Clot/Van Der Steur/McIntosh/Robin).
Anche qui la Ferrari fa il possibile per portare a casa qualcosa e il settimo posto della 296 GT3 #50 di AF Corse con Agostini/Toledo/Leclerc/Laursen) mitiga solo parzialmente il sapore agrodolce lasciato dal contatto che nel finale ha rimandato la #021 di Triarsi Competizione (Calado/Monk/Skeen/McAleer) ai box per riparare la carrozzeria anteriore quando poteva essere nello stesso gruppetto della sorella anziché 11a.
Gara in salita portata a termine con l'ottavo posto per le Iron Dames Gatting/Bovy/Frey/Gaillard al volante della Porsche #83, la Mercedes #32 di Korthoff Competition (Morad/Lucas/Koch/Gotz) e la Lamborghini #45 di WTR (Formal/Marcelli/Hindman/Doyle) chiudono la Top10, fuori dalla quale resta anche la Ferrari #34 di Conquest Racing (Altoè/Sbirrazzuoli/Franco/Serra) colpita da una marea di grattacapi.
Fuori per problemi e incidenti le Ferrari di Cetilar Racing #47, AF Corse #21, Inception Racing #70 e Triarsi #023, assieme alla Lamborghini di Forte Racing #78, Lexus-Vasser Sullivan #12, Mustang-Gradient #66, Corvette-DXDT #36, Aston Martin-Magnus #44 e Mercedes-Lone Star Racing #80.
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