FE | Dentro la torre di controllo: ecco il “cervello” della FIA che dà vita agli ePrix
La torre di controllo è il centro operativo della Formula E in pista: grazie ai numerosi schermi collegati alle telecamere distribuite lungo il tracciato, qui la FIA e gli operatori della serie elettrica gestiscono regia, tempi, bandiere e richieste dei team, coordinando al tempo stesso la sicurezza. Scopriamo il dietro le quinte e come funziona.
Ogni competizione motoristica ha un “centro nevralgico" nascosto, un motore silenzioso che ne permette l’esistenza ma resta lontano dai riflettori. Nella Formula E quel centro nevralgico è la torre di controllo, uno spazio solitamente riservato agli operatori della serie elettrica e alla FIA, ma che Motorsport.com ha avuto l’opportunità di esplorare durante i test pre‑campionato di Valencia.
Una torre senza la quale la Formula E non potrebbe esistere. In quelle stanze si coordina la regia, si controlla il sistema di cronometraggio, si gestiscono le bandiere e i marshall lungo il tracciato. È lì che la Federazione analizza gli incidenti e gli episodi di gara, decidendo se assegnare una penalità o cancellare un tempo durante le qualifiche.
Si tratta di un sistema “mobile”, destinato a essere il compagno d viaggio in tutte le 17 gare del campionato, distribuite in 11 diverse località. La sua importanza cresce soprattutto sui tracciati cittadini, che di norma non dispongono di postazioni e strumentazioni fisse. Per la Formula E, avere un apparato collaudato è quindi essenziale. Scopriamo come funziona.
Foto di: DPPI
Generalmente, la torre di controllo è suddivisa in più stanze. In una di queste lavorano i commissari, chiamati a decidere sulle eventuali penalità. In un’altra, riservata alla FIA e agli operatori della Formula E, sono installati almeno otto schermi, a loro volta suddivisi in numerosi sottoriquadri, che consentono di seguire ogni dettaglio della pista grazie.
Ciò è possibile grazie alle telecamere CCTV distribuite lungo il tracciato. Molte non sono visibili al pubblico, ma hanno funzioni specifiche e indispensabili: offrono inquadrature supplementari agli steward e consentono di coordinare il lavoro dei marshall nelle zone non raggiunte dalla regia internazionale, garantendo così un riferimento visivo costante su quanto accade in pista.
In quest’ultima sala la Formula E gestisce la regia, mentre la Federazione, seduta nei posti in prima fila più vicini agli schermi, supervisiona le operazioni di gara. Proprio lì trovano posto il direttore di gara, il suo vice e lo Sporting Director, un vero e proprio motore che coordina le attività in pista.
La postazione dello Sporting Director
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Tra questi c’è anche l’italiana Claudia Denni, Sporting Director del mondiale riservato alle monoposto elettriche, che si occupa della preparazione dell'evento a livello sportivo, coordinando la FIA, le squadre e le autorità sportive locali. Ma cosa vede concretamente l’organo di governo? Oltre ai numerosi schermi già citati, che raccolgono le immagini delle telecamere distribuite lungo la pista, i responsabili della FIA dispongono di monitor secondari con il sistema GPS delle vetture, la lista completa dei tempi e i messaggi inviati ai team.
A questi si aggiunge un complesso sistema di comunicazione che consente di dialogare, anche individualmente, con le squadre. Il flusso è bidirezionale: se un team ha chiarimenti da chiedere o proteste da presentare, le domande arrivano direttamente in questa sala.
È qui che la FIA tiene sotto controllo ogni istante della corsa. Se serve, può ordinare l’esposizione di una bandiera in un punto del circuito e coordinare l’intervento dei marshall. Questo spazio rappresenta il vero centro nevralgico della Formula E, la cabina di regia senza cui la gara non potrebbe nemmeno iniziare.
Dagli schermi si possono seguire diverse zone della pista: qui si nota la camera che punta sul rettilineo e sulla pit lane
Foto di: Gianluca D'Alessandro
È interessante sottolineare come anche l’intelligenza artificiale stia assumendo un ruolo sempre più ampio e cruciale all’interno della torre di controllo. Non si tratta soltanto di supporto nella gestione dei track limit: i sistemi di riconoscimento automatico permettono infatti di individuare eventuali infrazioni, velocizzando le segnalazioni che, altrimenti, dovrebbero essere tutte gestite singolarmente.
L’intelligenza artificiale viene utilizzata anche per incrociare i dati delle telecamere CCTV con quelli del cronometraggio, creando un quadro integrato che permette alla FIA di monitorare costantemente la posizione delle vetture e la dinamica degli episodi di gara. In questo modo la tecnologia diventa un alleato indispensabile, capace di rendere più rapide e precise le decisioni. Un approccio sperimentato anche in Formula 1, dove è stato adottato un sistema analogo sviluppato dagli stessi fornitori.
Nelle restanti file trovano posto anche altri operatori della FIA e della Formula E, figure fondamentali perché incaricate di osservare e gestire tutti gli onboard delle venti vetture in pista. Un compito che richiede più di un singolo addetto e che riveste un ruolo cruciale: insieme all'organo di governo, la FE segue in tempo reale ogni dettaglio della gara e, se necessario, possono segnalare ai commissari gli episodi che meritano di essere investigati.
Torre di controllo della FIA e della Formula E
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Si tratta di un lavoro doppio, perché la richiesta può arrivare anche dai commissari stessi. Se un episodio è già sotto investigazione e non ci sono immagini sufficienti, gli steward possono rivolgersi agli altri membri della FIA e agli operatori della Formula E per ottenere video supplementari, tra cui proprio gli onboard. In questo modo dispongono di un quadro più completo prima di stabilire eventuali sanzioni.
Dal Race Control non passano soltanto immagini, ma anche informazioni decisive. In caso di incidente, gli operatori della FIA comunicano direttamente con i marshall, indicando quando e dove intervenire in pista e coordinando il recupero di una vettura da riportare ai box.
Dietro ogni gara di Formula E c’è dunque una regia invisibile, un organismo silenzioso che respira insieme alla pista, fatto di persone, schermi, dati e voci che si intrecciano. La torre di controllo resta invisibile al pubblico, ma è il centro operativo da cui si gestisce ogni aspetto della gara: dalla sicurezza al coordinamento, fino alle decisioni che possono cambiare l’esito di un ePrix.
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