FE al lavoro per il ritorno in Italia: contatti in corso, ma serve uno sforzo congiunto
La Formula E ha ufficializzato un calendario record da 17 gare in 11 città per la prossima stagione, ma anche questa volta non ci sarà l'Italia. Dopo l’addio a Roma e la parentesi di Misano, la per la serie tornare nuovamente nel nostro Paese è una priorità: ci sono già dei contatti esplorativi con alcune località, ma servirà un lavoro congiunto.
A ottobre la FIA ha ufficializzato il calendario definitivo della prossima stagione di Formula E: 17 gare in 11 città, un record assoluto per la serie. Per il secondo anno consecutivo, però, l’Italia sarà assente. Dopo l’addio a Misano nel 2024, subentrata come alternativa a Roma, la FE non è più tornata nel nostro Paese, pur mantenendo una forte presenza in Europa.
Dal prossimo anno, infatti, il calendario di Formula E si arricchirà con la tappa di Madrid. La gara si svolgerà sul circuito permanente di Jarama, che aveva già accolto pareri molto positivi quando la serie elettrica lo scelse come sede dei test pre-stagionali, dopo il forfait di Valencia a causa di un’inondazione che rese impossibile seguire il programma originale.
La decisione di abbandonare Roma a fine 2023, motivata in gran parte da ragioni di sicurezza dopo il grave incidente che interruppe la gara e danneggiò diverse vetture, ha lasciato un vuoto difficile da colmare. La capitale italiana rappresentava lo scenario ideale: un circuito cittadino perfettamente in linea con il DNA della serie e tra i più apprezzati dai piloti.
La gara a Roma nel 2023
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
L’uscita di Roma ha aperto la strada ad altri scenari, da organizzare in tempi strettissimi, con Vallelunga e Misano che si sono subito candidate. Proprio Misano ha svolto un lavoro eccellente: in pochi mesi ha allestito un evento ben gestito, capace di richiamare 25 mila spettatori, un dato in linea con l’ultima gara disputata a Roma nel 2023.
Tuttavia, nonostante l’interesse manifestato da Misano per proseguire la collaborazione, non si è riusciti a trovare un’intesa per estendere l’accordo almeno per un’altra stagione, in parte per il desiderio della serie di trovare un'alternativa che riportasse le vetture in città, come a Londra, Monaco o Berlino. Ma da allora la Formula E non è più tornata in Italia, e lo stesso accadrà anche nel 2026.
Dall’altra parte, la Formula E si prepara a entrare in una nuova era, dato che nel 2027 debutterà la Gen4. Le prestazioni superiori delle monoposto imporranno una revisione di diversi tracciati, soprattutto per quanto riguarda le vie di fuga, poiché si raggiungeranno velocità più elevate e accelerazioni ancora più importanti.
La (doppia) tappa di Misano è stata l'ultima della Formula E in Italia
Foto di: Andreas Beil
Non a caso, per il futuro la Formula E punta ad aumentare il numero di piste permanenti, così da valorizzare al meglio le prestazioni della Gen4. Per questo, nonostante in Inghilterra ora si sta valutando un possibile addio a Londra, difficile da adattare alla prossima Gen, ipotizzano un trasferimento a Silverstone o Brands Hatch. Ciò non significa, però, abbandonare del tutto i tracciati cittadini, che restano il cuore della serie sin dal debutto.
Secondo quanto appreso da Motorsport.com, la Formula E è in contatto con 2/3 località, poiché l’Italia continua a essere considerata dalle case un mercato chiave per l’elettrico in Europa e l'intenzione sarebbe quella di tornare. Già negli scorsi mesi era stato preso in considerazione un ritorno a Roma o l'ipotesi di trasferirsi a Milano.
L'ipotesi più accreditata è che, al momento, un possibile ritorno della Formula E in Italia non dovrebbe arrivare nella prima stagione della Gen 4, ma più avanti. Per riuscirsi, però, sarà necessario un lavoro congiunto e uno sforzo condiviso da parte degli organizzatori, anche sul piano economico, che resta uno dei nodi da sciogliere, soprattutto considerando la speranza che, con la prossima generazione di monoposto, cresca anche la categoria.
Per la serie elettrica il nostro Paese resta una priorità e, dietro le quinte, alcune case stanno spingendo per riportare l’Italia nel calendario. Tuttavia, servirà ancora tempo prima che ciò si concretizzi.
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