FE | A Berlino DS Penske raccoglie un buon risultato
Dopo il secondo posto nella gara del sabato, Jean-Éric Vergne ha ottenuto un piazzamento in zona punti nell'ePrix della domenica, confermando l'alto livello in termini di performance della sua DS Penske.
Jaguar e Porsche rimangono i due marchi da battere per DS Automobiles, l'unico costruttore francese iscritto al campionato.
Sempre la stessa storia. O quasi. Alla domenica, presso il vecchio aeroporto di Berlino-Tempelhof, ci sono stati tanti dibattiti e considerazioni su una pista che si è evoluta, con i team che hanno lavorato duramente durante la notte per affinare la loro strategia energetica per la seconda gara del weekend.
In testa alla griglia, la sorpresa è arrivata da Andretti. Dopo essere scattate dalle ultime file il giorno precedente, le vetture spinte dal Powertrain Porsche si sono ritrovate nelle prime due file, alternandosi con le due Jaguar. Vandoorne [DS Penske], secondo allo spegnimento dei semafori il giorno prima, si è ritrovato inizialmente quinto dopo aver perso il duello contro Norman Nato [Andretti] nei quarti di finale, ma alla fine è partito ottavo per la cancellazione del giro in qualifica, proprio davanti al compagno di squadra Vergne.
Rispetto alla gara del sabato, la corsa della domenica prevedeva solo 38 giri e ciò ha fatto sì che la strategia energetica fosse leggermente diversa. Con l'eccezione di Nick Cassidy [Jaguar], tutta la seconda metà dello schieramento è entrata in Attack Mode appena un giro dopo lo spegnimento dei semafori. Come a Monaco due settimane fa, le vetture erano appaiate a seconda dei proprio colori: le due Jaguar, le Porsche [comprese le Andretti] e le DS Penske hanno occupato i primi posti della classifica.
La curva 2, dove si attiva la modalità Attack, comporta sempre una perdita di tre-cinque posizioni a causa della sua conformazione. Alla fine del primo terzo di gara, le DS E-TENSE FE23 avevano consumato un po' meno energia rispetto alla media del gruppo e avevano il 2% di carica in più nelle rispettive batterie. Tuttavia, pochi istanti più tardi ha fatto il proprio ingresso la prima safety car dopo l'uscita di pista della Maserati di Maximilian Günther.
Un finale di gara inaspettato
Alla ripartenza, la battaglia tra le quattro vetture con motore Porsche, le due Jaguar e le due Nissan, che si erano riunite al gruppo, si è subito accesa.
Jean-Eric Vergne, DS Penske, DS E-Tense FE23
Foto di: DPPI
Dal canto loro, piloti DS Penske stavano giocando una partita "piazzata", sfruttando le buone prestazioni delle loro monoposto, ma il contatto tra Vandorne e Sacha Fenestraz [Nissan] ha generato dei danni che hanno csotretto il pilota belga a rientrare ai box, cosa che in Formula E purtroppo complica ogni speranza di andare a punti. Un secondo intervento della Safety Car, questa volta per recuperare la Nissan di Fenestraz dopo un contatto con Norman Nato, ha però rimesso in gioco Vandoorne, chiudendo il distacco.
Entrando nell'ultimo terzo dell'E-Prix, i direttori di gara hanno aggiunto tre giri da percorrere per recuperare il tempo perso sotto Safety Car. La maggior parte delle vetture portava i segni delle numerose collisioni avvenute e, come il giorno precedente, la fase finale si è rivelata molto combattuta. Vergne ha avuto l'opportunità di avanzare in classifica e incrementare il suo bottino di punti sfruttando anche gli incidenti di altre monoposto proprio negl ultimi giri.
È stato allora che il pilota francese ha sfruttato la sua esperienza per proteggersi dagli attacchi di piloti che sembravano non avere nulla da perdere, ottenendo il decimo posto che vale un punto da portare a casa. La Formula E è senza dubbio una categoria in cui i sorpassi sono molto frequenti, così come la guida "touch-and-go"
Il prossimo appuntamento con il campionato mondiale di Formula E si svolgerà in Cina, per la prima volta sul circuito di Shanghai. Inoltre, sarà ancora una volta un doppio appuntamento con due gare che si disputeranno sia al sabato che alla domenica.
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