F1 | Test Pirelli bagnati: la Ferrari al Mugello con Leclerc e Zhou sulle rain
La squadra del Cavallino è riuscita a coprire solo due run con le slick a mescola dura destinate al 2026, perché il maltempo sul tracciato toscano ha costretto i tecnici di Mario Isola a convertire la seconda giornata di collaudi con le gomme da bagnato, sia intermedie che full wet.
Charles Leclerc, Scuderia Ferrari, test Pirelli al Mugello
Foto di: Pirelli
La pioggia caduta copiosamente al Mugello ha fortemente condizionato i due giorni di test che la Pirelli aveva programmato per la definizione delle mescole più dure delle gomme 2026. Proprio come ieri, quando era in azione la Haas con i due piloti titolari, Esteban Ocon e Oliver Bearman, l'acqua ha ostacolato il lavoro dei tecnici della Bicocca che potevano contare sulla Ferrari proprio sulla pista di proprietà del Cavallino.
Per la squadra di Maranello sono scesi in pista prima Charles Leclerc e poi Guanyu Zhou. Il programma della giornata prevedeva prove comparative fra varie opzioni delle mescole più dure della gamma ma la pioggia, caduta ad intermittenza ma anche con notevole intensità, ha ridotto notevolmente il tempo disponibile per l’utilizzo delle gomme slick. Pirelli, comunque, non ha sprecato il tempo a disposizione effettuando diversi run con le gomme intermedie e anche uno con quelle full wet.
In mattinata, Charles Leclerc aveva potuto completare solamente 25 giri, tutti con le intermedie, il più veloce nel tempo di 1’34”914. Nel pomeriggio, Guanyu Zhou ha girato sia con le intermedie che con le gomme da bagnato estremo per poi chiudere con un paio di run con le slick: 75 i giri percorsi dal pilota cinese, il più rapido in 1’22”012.
“Purtroppo, le condizioni meteorologiche non ci hanno aiutato – ha commentato Mario Isola, Direttore di Pirelli Motorsport –. Un peccato, perché il Mugello è un circuito non soltanto affascinante ma anche molto impegnativo per le gomme e ci avrebbe aiutato poter girare con costanza per definire le mescole più dure".
"Adesso dovremo terminare il lavoro di analisi dei pochi dati raccolti in questi due giorni e incrociarli con quelli delle sessioni precedenti per trarre le dovute conclusioni mentre per le mescole più morbide abbiamo ancora i due giorni di prove successivi al Gran Premio di Città del Messico per definire le versioni da omologare".
"Se proprio vogliamo trovare un aspetto positivo, possiamo dire che almeno abbiamo potuto provare le gomme da pioggia su una pista vera, raccogliendo dati e indicazioni utili per lo sviluppo a medio e lungo termine. Infine, desidero ringraziare Haas e Scuderia Ferrari per la collaborazione fornita in queste due giornate di prove”.
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