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Formula 1 GP di Spagna

F1 | Strategie: si punta alle due soste con l'intrigo della soft

Dato l'alto degrado riscontrato a Barcellona, la tattica di gara propende verso le due soste, ma con l'itrigo della soft. Molte squadre hanno conservato un set di soft, con il grip aggiuntivo che potrebbe rivelarsi cruciale in partenza dato il marcato delta prestazionale rispetto ad altre mescole. Scopriamo quali sono le strategie sul tavolo.

Fernando Alonso, Aston Martin AMR24, Esteban Ocon, Alpine A524, Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Il Gran Premio di Spagna scatterà fra poche ore, con l’incognita pioggia sempre ben presente, dato che le ultime previsioni prevedono un possibile scroscio poco prima dell’orario della partenza, con la pista che potrebbe rimanere bagnata. Chiaramente, però, le previsioni metereologiche sono in divenire, il che potrebbe spingere i team a dover ragionare di strategia sul momento ideale in cui sfruttare una specifica mescola durante l’arco della corsa.

Tuttavia, al di là del rischio pioggia, sono diversi i temi che porta con sé la gara di Barcellona sul piano strategico e per Pirelli, dato che la corsa dovrebbe spingersi verso le due soste con la possibilità di usare tutti e tre i compound portati dalla casa italiana.

Dato l’alto degrado, la pista spagnola realisticamente non spingerà verso una gara con una sola sosta, come si è visto in altri appuntamenti del mondiale, regalando una corsa che, secondo Pirelli, potrebbe addirittura spingersi verso le tre soste, per quanto questo rimanga uno scenario sullo sfondo.

Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Perché la soft rappresenta un’opportunità

Il Montmelò è conosciuto per essere un circuito piuttosto aggressivo sugli pneumatici, come si è potuto apprezzare anche nelle prove libere del venerdì, quando però le temperature dell’asfalto superavano già ampiamente i 40°C. Anche con temperature elevate, era emerso in modo abbastanza chiaro le squadre avrebbero puntato sulla soft anche in ottica gara provandola nelle simulazioni sulla lunga distanza.  

Inoltre, alcune squadre, tra cui la Ferrari, avevano scelto già dal venerdì di riconsegnare treni di medie e hard, rimanendo con un solo set di quelle due mescole. Uno scenario che lasciava presupporre come il Cavallino avrebbe usato la soft ad un certo punto della gara in una strategia a due soste, come dimostra la scelta di salvare un treno della mescola più tenera in qualifica. Decisione poi seguita anche da McLaren e Red Bull, che nella mattinata del sabato hanno sfruttato il secondo set di medie lasciato inizialmente da parte, allineandosi alle scelte strategiche della Rossa.

Per quanto la soft abbia dimostrato di essere un compound che dà il meglio di sé sul giro secco, tanto che i team hanno necessitato di due tornate di raffreddamento per effettuare un secondo tentativo sullo stesso set durante le libere, in realtà ci sono diversi elementi che la rendono una potenziale gomma da gara.

L’aspetto chiave è soprattutto il grip in più offerto dalla mescola più tenera che, secondo le stime Pirelli, sul giro secco la porta a essere fino a 1,2 secondi al giro più rapida della media e circa 1,8 secondi in più rispetto alla dura. Un delta prestazionale importante che aiuta anche a comprendere la scelta dei team di conservare un set di soft in vista della prima parte di gara. La maggior aderenza al via darà la chance di provare ad attaccare o difendersi ma, dato il degrado marcato, avere una gomma più fresca potrebbe garantire un piccolo margine di vantaggio su chi partirà con un set usato.

Ferrari ha conservato un set di soft nuovo in più nella sfida con Mercedes

Ferrari ha conservato un set di soft nuovo in più nella sfida con Mercedes

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images

Un trend che si ripete

Curiosamente, non è la prima volta nel corso di questa stagione che la soft si propone come una valida alternativa per la partenza. Già in Giappone era successo che diverse squadre, in particolare fuori dalla top ten, optassero per la mescola più tenera allo spegnimento dei semafori, proprio per questo delta in termini di grip tra i vari compound, nonostante la soft avesse un degrado marcato. Anche in quel caso, infatti, la scelta arrivò su un tracciato molto impegnativo sugli pneumatici e con la gamma più dura (C1-C2-C3, ovvero hard-media-soft) in azione.

"Il vantaggio che si ha sul passo è chiaramente quello che secondo noi spinge i team a scegliere le soft all'inizio della gara", ha spiegato Mario Isola, responsabile Motorsport di Pirelli, illustrando perché la mescola più tenera, pur avendo un degrado marcato, rappresenta una buona opzione, in particolare in partenza.

"Sembra forse un po' strano, perché con una vettura pesante con il serbatoio pieno ovviamente aumenta il livello di degrado. Ma in termini di strategia, fare una sola sosta con media e dura, il livello di gestione sarebbe così alto che non è conveniente. In pratica, si perde molto tempo. Qui è anche possibile sorpassare, quindi non c'è motivo di gestire così tanto il ritmo per cercare di fare una sola sosta”, ha raccontato Isola, sottolineando perché la singola sosta non dovrebbe essere conveniente sul piano strategico.

Barcellona è una di quelle piste in cui l’undercut può davvero fare la differenza e, dato l’alto degrado, nel momento in cui vi è una differenza marcata sul piano di vita degli pneumatici, i sorpassi diventano fattibili nonostante le difficoltà nel rimanere in aria sporca.

Pneumatici Pirelli nel paddock

Pneumatici Pirelli nel paddock

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

“È anche vero che, se il livello di degrado delle soft è più alto del previsto, si potrebbe fare una tattica a tre soste. In termini di tempo, tre soste sono più vicine alle due soste che a una sola. Quindi, se c'è una scelta, probabilmente è tra due e tre soste, non tra una e due", ha aggiunto il direttore di Motorsport Pirelli. La terza sosta, però, è un'eventualità lasciata sullo sfondo, perché il rischio è non vi sia un delta sufficiente in termini di vita della gomma per recuperare il tempo perso ai box e in pista, dovendo anche forzare le coperture per chiudere di nuovo il distacco.

Pirelli è talmente sicura dell’efficacia della soft che la include in tutte le strategie, compresa quella che, per loro, dovrebbe essere la più veloce, ovvero soft/media/soft, mentre l'opzione con la hard viene lasciata più sullo sfondo data la differenza prestazionale tra i compound. La riduzione delle temperature prevista per la giornata di gara dovrebbe aiutare i consumi, ma è chiaro che, soprattutto per quanto riguarda i team di testa, c’è la possibilità di cautelarsi con una hard nel caso il degrado si riveli maggiore del previsto, visto che l'alternativa sarebbe sfruttare un set di soft usato. Poche scuderie hanno provato la hard sulla lunga distanza, sfruttandola maggiormente durante la FP1 per le rilevazioni aerodinamiche e prove di setup.

“La C1 [la hard] è la mescola più resistente dal punto di vista termico, ma è piuttosto lenta rispetto alla C2 [media] e la C3 [soft]. Quindi per noi la hard non verrà utilizzata. Non vediamo alcun vantaggio nell'utilizzo della hard”, ha aggiunto Simone Berra, ingegnere di Pirelli.

"Sappiamo che la soft è uno pneumatico valido sul singolo giro, ma fornisce un livello di aderenza molto più elevato rispetto alla media. E questo significa che, pur degradandosi, è più veloce del C2 nel corso dello stint, anche se progressivamente diventa più lento".

A mechanic directs Lando Norris, McLaren MCL38

A mechanic directs Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Il possibile impatto della pioggia e l’undercut

Sul tema strategie rimane l’incognita pioggia che, chiaramente, potrebbe sì alzare i tempi sul giro riducendo i consumi e lo stress sulle coperture, ma dall’altra parte togliere anche quella gomma che si è posata nel corso degli ultimi gironi. "Se piove e abbiamo una pista diventa ‘green’, sicuramente si accelererà l’usura degli pneumatici”, ha detto Isola, riferendosi al fatto che la pioggia potrebbe pulire la pista.

"Le vetture scivoleranno di più e si consumerà soprattutto l'anteriore sinistra sulla spalla esterna. Dovranno prestare attenzione a questo aspetto in caso di pista green, e posso immaginare che questo effetto sia accelerato".

Tutti questi fattori rendono fondamentale la scelta del momento del pit stop, perché è sì noto che qui a Barcellona i sorpassi sono fattibili, ma è anche vero che tendenzialmente ciò avviene quando c’è un delta marcato a livello di gomma. Per questo, l’undercut diventa uno strumento fondamentale per tentare di guadagnare una posizione: "L'undercut è potente perché il degrado è piuttosto elevato, quindi  qualcuno potrebbe cercare di sfruttarlo perché è possibile sorpassare”.

"Con una gomma fresca si può cercare di fare qualcosa di diverso dagli altri. È anche vero che, se qualcuno si ferma prima, allora sappiamo che tutti gli altri stanno solo copiando la strategia", ha raccontato Isola.

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