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Analisi
Formula 1 GP di Spagna

F1 | Red Bull: Verstappen guida sopra al male oscuro della RB20

Max ha fallito la pole position a Barcellona per soli 20 millesimi: l'olandese ci ha messo del suo per coprire i problemi della vettura di Newey in difficoltà nella gestione della sospensione anteriore. La squadra è tornata a Imola con una RB18 per capire cosa succede sui cordoli: sarebbero emersi degli imprevisti attriti.

Dettaglio tecnico della Red Bull Racing RB20

Venti millesimi sono un niente, anche se questi distacchi quasi non sono misurabili. Rappresentano la nuova unità di misura di questa Formula 1, dove i distacchi impercettibili marcano le differenze. Un margine risicato dagli avversari permette di avere rimpianti, di trovare scuse per giustificare le proprie prestazioni. E non è casuale che, anche su tracciati dove non è impossibile superare, conti sempre più la track position.

Avere una macchina davanti significa il dover fare un sorpasso per guadagnare un posto in classifica e, quando si hanno prestazioni livellate in alto, come avviene in questa F1, guadagnare una piazza diventa molto difficile.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Lo sanno bene alla Red Bull: la squadra di Milton Keynes ha visto sfarinarsi il vantaggio tecnico di inizio campionato, quando sembrava che Max Verstappen avesse iniziato una stagione fotocopia di quella da record del 2023.

L’olandese, invece, ha scoperto sulla sua pelle che la RB20, monoposto dalle soluzioni straordinarie, in realtà non sta esprimendo il potenziale che Adrian Newey pensava di averci messo dentro.  Max, puntualmente deve metterci del suo, per restare al vertice con una monoposto che sembra superata dalla McLaren MCL38.

Lando Norris ha colto a Barcellona la sua seconda pole position con una facilità che è sembrata disarmante, pur contando su una vettura che non aveva niente di nuovo, mentre la Red Bull ha schierato a Montmelò una versione aggiornata della RB20.

I tecnici di Milton Keynes stanno lavorando sodo per trovare efficienza aerodinamica dallo sviluppo, cercando in parallelo di alzare la soglia di affidabilità dell’inedito sistema di raffreddamento a quattro stadi, molto più complesso da gestire rispetto a uno più tradizionale.

Red Bull RB20: le nuove prese d'aria di raffreddamento viste a Barcellona

Red Bull RB20: le nuove prese d'aria di raffreddamento viste a Barcellona

Foto di: Giorgio Piola

In Spagna abbiamo visto che sono state ridisegnate le prese d’aria di raffreddamento per assicurare la portata necessaria alla power unit Honda RBPT H002, ma abbiamo anche visto pance più profilate nel disegno del sottosquadro, con un undercut decisamente più spinto oltre a diverse paratie laterali dell’ala posteriore che ha permesso una beam wing con più superficie.

Red Bull RB20: flow viz sulla beam wing e le nuove paratie latarali dell'ala posteriore

Red Bull RB20: flow viz sulla beam wing e le nuove paratie latarali dell'ala posteriore

Foto di: Giorgio Piola

Tutto questo per dire che la Red Bull sta portando un piano di evoluzioni che era stato programmato già all’inizio del campionato, quando il “genio” era ancora nel pieno dell’attività al servizio di Milton Keynes.

Stando così le cose il team campione del mondo dovrebbe mantenere un margine sugli avversari. In realtà la forbice la tiene aperta il talento di Max Verstappen che riesce a guidare anche sopra ai problemi, mentre Sergio Perez è finito travolto da una macchina che per il messicano è sempre più spesso difficile da mettere a punto perché inguidabile.

Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images

E, allora, emerge il male oscuro della RB20: nell’anteriore non riesce più ad aggredire i cordoli come faceva agilmente la RB19. Aleggia sempre lo spettro del sottosterzo che per lo stile di guida di Max rappresenta il male assoluto, prediligendo una macchina che può portare la frenata fino al punto di corda, contando su una tendenza al sovrasterzo che aiuta a facilitare l’inserimento in curva.

Il problema è emerso a Imola sui cordoli dell’Enzo e Dino Ferrari e si è ripetuto in modo più o meno intenso negli appuntamenti successivi. Pierre Waché, responsabile tecnico Red Bull le sta valutando tutte per uscire da questo cul de sac che rischia di vanificare tutto il lavoro di sviluppo sulla RB20.

Newey ha disegnato una sospensione anteriore più estrema, mettendo le scelte meccaniche al servizio di un’aerodinamica sempre più spinta. Il risultato è che sono emersi dei problemi di guidabilità all’anteriore di non facile soluzione.

Per estrare il massimo del potenziale la vettura deve utilizzare assetti molto rigidi che, però, provocano dei rimbalzi della ruota anteriore sui cordoli più alti, determinando repentine perdite di carico, causa di instabilità aerodinamica. Gli ingegneri a Monte Carlo avevano provato ad ammorbidire il setup con il risultato di vedere la RB20 saltare come un… canguro.

Red Bull RB20: i mirini adesivi apparsi in Canada sul tirante del pull rod anteriore

Red Bull RB20: i mirini adesivi apparsi in Canada sul tirante del pull rod anteriore

Foto di: Giorgio Piola

Il bello è che la Racing Bulls VCARB01, che ha ereditato la sospensione Red Bull dell’anno scorso, tutti questi guai non li patisce. Ed è partita un’indagine approfondita per trovare delle soluzioni a un tema che resta misterioso. In Canada in prove libere abbiamo visto il puntone del pull rod con applicati cinque “mirini” adesivi. Una telecamera aveva il compito di registrare le immagini per vedere se la leva sotto carico avesse delle deformazioni tali da provocare delle reazioni per cui la vettura diventava “sorda” alle regolazioni.

Scongiurato questo dubbio, l’indagine si è spostata all’interno della scocca, dove sono nascosti i cinematismi della sospensione anteriore. È nato il dubbio che alcuni elementi lavorino in modo esasperato provocando attriti nocivi al funzionamento naturale dello schema. È per questa ragione che Verstappen è tornato a Imola in settimana per verificare proprio sui cordoli teatro del GP del Made in Italy e dell’Emilia Romagna se Pierre Waché e soci ci avessero capito qualcosa. L’olandese ha usato una vecchia RB18 (con sospensioni assai meno complicate), ma sono state simulate condizioni che possono aver dato delle indicazioni utili a capire quale deve essere la strada da seguire.

Red Bull RB20: una delle tante regolazioni alla sospensione anteriore di Sergio Perez

Red Bull RB20: una delle tante regolazioni alla sospensione anteriore di Sergio Perez

Foto di: Giorgio Piola

Potendo lavorare senza l’ansia di cercare dei tempi in un weekend di gara, dovrebbero essere emersi dei dati utili a indirizzare lo sviluppo. Cercare di capire non vuole dire risolvere il problema. E la sensazione è che a Barcellona, mentre Max ha ottimizzato il materiale a disposizione che ha fruttato una “quasi pole”, Sergio Perez, in difficoltà con la guidabilità della RB20 si è trasformato in una sorta di tester: sulla sua macchina sono stati fatti esperimenti infiniti fino alla fine delle FP3 per trovare un setup base, toccando barre di torsione, angoli caratteristici e altezza nella speranza di trovare una quadra.

Confronto tra le ali anteriori della Red Bull Racing RB20: la nuova, sotto, è stata bocciata

Confronto tra le ali anteriori della Red Bull Racing RB20: la nuova, sotto, è stata bocciata

Foto di: Giorgio Piola

Per aiutare l’anteriore la squadra di Milton Keynes ha portato anche due ali diverse distinguibili per le regolazioni del flap mobile. La versione nuova, pensata per assicurare una maggiore flessibilità aerodinamica, è stata bocciata da Verstappen che ha preferito restare con la soluzione più nota, preferendo una RB20 più carica davanti.

Dal sorriso sardonico di Waché viene da pensare che Barcellona possa essere un punto di ripartenza per una Red Bull che deve affrontare tre gare in tre settimane…

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