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F1 | Stella: “Pensavamo a un sorpasso facile su Max, invece...”

Nel weekend in cui Norris avrebbe dovuto strappare punti a Verstappen, è proprio l'olandese ad allungare in classifica. Analizzando la gara, Andrea Stella ha spiegato che in McLaren si attendevano un sorpasso semplice sul tre volte iridato, ma la bravura di Max nella gestione gomma e il degrado contenuto hanno restituito uno scenario differente.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lando Norris, McLaren MCL38

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Al termine della giornata di venerdì sull’asciutto, tutto sembrava essere indirizzato verso una potenziale doppietta McLaren, con la pioggia come unica vera grande incognita che avrebbe potuto rovinare i piani di Woking. Non è un mistero che, assieme alla Red Bull, la MCL38 avesse qualcosa in più sui rivali, dato anche i problemi riscontrati dalla Mercedes, che solo nella nottata tra venerdì e sabato sono riusciti a cambiare faccia alla W15 costruendo le basi per la vittoria giunta poi domenica.

Era il weekend in cui McLaren avrebbe dovuto recuperare punti sulla Red Bull e su Max Verstappen data la penalità dell’olandese in griglia. Tuttavia, anche in questa occasioni, è stata un’opera conclusa solo a metà. Sebbene la scuderia britannica sia riusciti effettivamente ad accorciare in classifica costruttori, al contrario Lando Norris si trova a lasciare il Belgio con un distacco ancora più ampio di quello con cui era arrivato a Spa.

Un’opportunità che lascia diversi rimpianti, seppur contrastanti, perché la rincorsa delle due MCL38 si è complicata in due momenti differenti. Il primo è senza ombra di dubbio la qualifica, con McLaren che non è andata oltre il quarto e il quinto posto, mentre il secondo è stato la partenza, dove Lando Norris è stato autore di un errore, da lui stesso definito “sciocco”, perdendo così ulteriori tre posizioni. Se prima della gara ci si poteva attendere una McLaren comunque potenzialmente in grado di giocarsi la vittoria, dall’altra parte alcuni elementi hanno pesato in modo importante sulle possibilità di rimonta.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Il primo stint è stato probabilmente quello più tattico della gara, meno indicativo del valore delle vetture in campo in termini assoluti, ma fondamentale nell’ottica di liberarsi di una gomma delicata in attesa di passare alle hard, mescole più robuste e flessibili non solo in termini di degrado termico, ma anche di resistenza al graining. Rispetto a quelle che erano le previsioni del venerdì, che indicavano verso un alto degrado, tanto da spingere Pirelli a mettere quasi completamente fuori gioco tra le alternative la singola sosta, la pista ha raccontato uno scenario differente.

Dato che l’errore di Norris al via ha cambiato le carte in tavola, anche McLaren, che si attendeva un alto consumo degli pneumatici, ha tentato di reagire modificando la propria tattica. Dal rispondere ai rivali, tra cui proprio Max Verstappen che ha completato l’undercut sul britannico fermandosi dopo dieci giri, la squadra di Woking ha invece scelto di allungare, completando 4/5 tornate in più dei rivali. La loro idea, infatti, era quella che con un asfalto caldo e aggressivo sulle gomme, anche solo 4 o 5 giri in più, che a Spa hanno un peso specifico diverso rispetto ad altre piste essendo più lungo il tracciato, avrebbero fatto davvero la differenza.

“Quando abbiamo allungato nel primo stint con Lando, eravamo decisamente più ottimisti sul fatto che, avendo allungato di cinque giri rispetto ad altre vetture, avremmo potuto approfittare con un ritmo migliore in una fase successiva. Ma in realtà, con il basso degrado e le difficoltà nei sorpassi, non ci siamo riusciti e questo ha iniziato a essere un po' il sintomo che forse le cose non sono andate come si era previsto”, ha commentato Andrea Stella, rimarcando quanto le circostanze inaspettate riscontrate durante la gara abbiano pesato più di quanto ci si potesse attendere.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lando Norris, McLaren MCL38

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Se è pur vero che la hard si sia dimostrata una buona gomma già durante il primo stint con Sainz, l’unico tra i primi ad aver scelto quel compound, in realtà è stato solo nella seconda parte di gara gli ingegneri hanno compreso la validità della gomma più dura. Nella prima parte della corsa, il passo è stato quasi controllato e a ciò si è aggiunta anche una certa evoluzione dell’asfalto, specie tenendo a mente che la pista era stata “ripulita” dalla pioggia caduta nella giornata precedente.

Tutti elementi che hanno reso la hard una mescola non solo con un degrado meno marcato del previsto, ma anche più efficace di quanto ipotizzato, tanto da spingere alcune squadre nel secondo stint verso la singola sosta, come nel caso di Russell, ma anche delle due Aston Martin. Questo aspetto ha colto di sorpresa diverse squadre perché, se all’inizio ci si attendeva che l’alto degrado avrebbe facilitato anche i sorpassi, proprio come sperava McLaren, più la gara si è addentrata verso la fase finale, più le manovre di attacco sono diventate complicate.

Dall’altra parte, però, Stella ha voluto anche evidenziare la bravura di Verstappen nel corso dell’ultimo stint, quello in cui ha gestito la gomma media, quella che i team volevano evitare data la sua fragilità. La Red Bull era stata l’unica delle squadre di vertice al venerdì a sfruttare la hard in FP1: una scelta che poi l’ha messa contropiede, perché si è ritrovata con due medie in vista della gara.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Nel corso dell’ultima parte di gara, Norris in più occasioni è stato vicino al tentativo di sorpasso su Verstappen, anche quando quest’ultimo non aveva a disposizione il DRS, ma non è mai riuscito ad avere quel qualcosa in più per concludere la manovra. Indubbiamente avere poi la scia di Leclerc sul finale ha contribuito a difendere la posizione ma, dall’altra parte, va evidenziato anche l’ottimo lavoro del pilota della Red Bull nel preparare l’uscita di curva 1, il tratto più delicato per conquistare quei pochi metri utili a difendersi sul rettilineo del Kemmel.

“Siamo rimasti un po' sorpresi dalle difficoltà nel completare i sorpassi. L'altro aspetto che ci ha sorpreso, e che potrebbe avere a che fare anche con la bravura di Verstappen come pilota, è che Max ha fatto durare le medie nell'ultimo stint. Ci aspettavamo che le gomme sarebbero calate di più, ma non è stato così. Pensavamo che sorpassare Verstappen sarebbe stato facile, ma non è andata così”, ha poi aggiunto Stella.

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