F1 | Si studia una tassa d'ingresso per nuovi team da 600 milioni
Come parte del nuovo Patto della Concordia, secondo quanto appreso da Motorsport.com la F1 sta discutendo l'idea di una nuova tassa di ingresso da almeno 600 milioni di dollari per i nuovi team da distribuire alle scuderie già esistenti. Una cifra importante con cui F1 e squadre vogliono far fronte alla crescita dei proventi degli ultimi anni.
Dietro le quinte sono iniziate le discussioni sui termini che definieranno il nuovo Patto della Concordia, ovvero quell'accordo tra i team e Liberty Media, il detentore dei diritti commerciali della F1, che stabilirà le modalità di gestione e di divisione dei premi della serie a partire dal 2026.
Il documento include tutti i principali aspetti commerciali della categoria, compresi i premi in denaro, tra cui i ricavati dagli sponsor, dagli organizzatori dei Gran Premi e dagli accordi televisivi, per cui sul piano economico ha una grande valenza per le scuderie sul piano della sostenibilità finanziaria. Come ha rivelato Motorsport.com la settimana scorsa, ad esempio, Ferrari continuerà a ricevere un pagamento extra per la sua valenza storica e sportiva nel campionato, anche se sarà limitato rispetto al passato.
L'ultimo accordo fu firmato nel 2020 ma, essendo in scadenza, i team ne hanno approfittato anche per rivedere determinate caratteristiche del documento, in modo da adeguarlo al boom vissuto dalla Formula 1 negli ultimi anni. L'ultima novità sarebbe una modifica al fondo di diluizione per le nuove squadre che vogliono unirsi al campionato, con una mossa che si andrebbe a inserire in un contesto in cui alle porte vi sono diverse scuderie, Andretti su tutti, che vogliono accedere alla griglia nel prossimo futuro. La F1 è diventata un business sempre più interessante sul piano finanziario, tanto che anche in Formula 2 non sono mancati i cambi di proprietà in tempi recenti.
Il fondo di diluizione, che può essere vista coma una sorta di tassa di ingresso, è un pagamento supplementare che ogni nuova squadra deve versare alla Formula 1 per entrare in griglia, in modo da aiutare a compensare le perdite che gli altri concorrenti subiranno dovendo dividere i proventi con un'altra squadra. Di fatto, aggiungendo un altro team alla lista, le squadre attuali non dividerebbero più i premi per dieci, bensì per undici, subendo una perdita sul fronte economico.
Anche per questo si è assisito a una certa resistenza da parte delle squadre esistenti nei confronti di Andretti, sottolineando come qualsiasi nuova scuderia del mondiale avrebbe dovuto portare un valore aggiunto, che nella loro visione realisticamente avrebbe potuto garantire solo un grande costruttore di livello mondiale. Cadillac, quantomeno per i primi anni, è infatti coinvolta solo come sponsor rimarchiando il motore Renault, mentre un ingresso ufficiale dovrebbe avvenire solo nel 2028 quando dovrebbe far debuttare una nuova Power Unit prodotta negli Stati Uniti.
Nel precedente Patto della Concordia era stato deciso che il fondo sarebbe corriposto a un pagamento diretto di 200 milioni di dollari da dividere tra gli attuali concorrenti. Prima del boom della Formula 1, quella cifra era ritenuta sufficiente a compensare le perdite, ma con l'esplosione vissuta negli ultimi anni, con proventi sempre più alti, la situazione è cambiata. Non è un mistero che i team vogliano aumentare la tassa d'ingresso proprio per far fronte alle maggiori perdite a cui andrebbero incontro nel caso si aggiungesse un nuovo team, motivo per il quale questo sarà uno dei punti di discussione del nuovo Patto della Concordia in via di definizione nel corso di queste settimane.
Secondo quanto appreso da Motorsport.com, nell'ultima bozza inviata ai team come base del nuovo Patto, la cifra minima di ingresso non solo sarebbe aumentata, ma sarebbe stato proposto anche un nuovo sistema di diluizione.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, precede Charles Leclerc, Ferrari SF-24, Daniel Ricciardo, VCARB 01, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20, Carlos Sainz, Ferrari SF-24, e il resto dello schieramento alla partenza della gara Sprint
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Piuttosto che una cifra fissa, è stata proposta una formula che prevede di compensare gli attuali concorrenti per un periodo prestabilito, che si ritiene essere di cinque anni, di fatto potenzialmente la durata dell'accordo. La cifra iniziale proposta per ogni nuova squadra che vuole unirsi alla griglia dovrebbe aumentare all'equivalente di 600 milioni, per poi salire a 700 milioni di dollari a partire dal 2028, l'anno che è stato proposto ad Andretti, quando debutterà la nuova Power Unit firmata GM.
A ciò sarebbe stata aggiunta una clausola aggiuntiva secondo la quale una nuova squadra non avrà diritto ad alcun premio in denaro per il primo anno in cui gareggerà in F1, come avveniva in passato. Tempo fa, inoltre, i premi venivano assegnati solo ai primi dieci classificati nel mondiale costruttori, per cui vi era una battaglia molto accesa anche tra le scuderie più piccole per gatirsi l'ultimo posto valido per accedere ai premi in denaro.
Data una cifra così elevata, il triplo rispetto alla somma attuale, potrebbe spingere Andretti a riconsiderare non solo l'idea di prendere parte al mondiale, ma anche di partire da zero con un progetto completamente nuovo. Non è un mistero che la scuderia americana abbia valutato la possibilità di comprare alte scuderie ma, dati gli alti costi, ha preferito puntare su un progetto indipendente. Tuttavia, con cifre così elevate il discorso cambia: i soldi spesi per "acquistare" l'ingresso nella serie potrebbero essere investiti nell'acquisizione di un team esistente.
La concept car Audi Sport F1
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Parlando al Gran Premio di Monaco, il Team Principal dalla Red Bull Christian Horner ha rimarcato come sia a favore di un possibile ingresso di Andretti in F1. Tuttavia, allo stesso tempo ritiene che forse la scuderia americana dovrebbe piuttosto acquisire un altro team già esistente piuttosto che perseguire una strada autonoma che presenta numerose difficoltà.
"Penso che Andretti abbia un grande patrimonio. Mario è una leggenda di questo sport. E naturalmente c'è Cadillac, una grande casa automobilistica statunitense. La Formula 1 ha dichiarato che se nel 2028 dovesse presentare un proprio motore, ovviamente rivedrebbe la loro richiesta di ingresso"
"Ma oltre a questo, se Andretti volesse entrare, un po' come Audi ha acquisito la Sauber, per proteggere l'attuale franchising e la stabilità che abbiamo in questo sport, allora ovviamente la loro strada migliore è quella di acquisire uno dei team esistenti", ha aggiunto Horner.
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