F1 | Sauber verso Jeddah: buon passo, da migliorare la qualifica
Dopo l'undicesimo posto in Bahrain, la Sauber guarda alla tappa in Arabia Saudita con maggior ottimismo. Il passo, soprattutto con molto carburante a bordo, è sembrato convincente, ma servono progressi con il serbatoio scarico. A Jeddah la qualifica sarà ancor più centrale, dato che non sarà semplice seguire nelle curve veloci.
Il Gran Premio del Bahrain ha rappresentato il primo appuntamento per la Sauber sotto la nuova identità Stake, sponsor che da quest’anno ha assunto il ruolo di main partner rinominando il team. Anche se la squadra è tornata a casa con zero punti sul tabellino, dall’altra parte il risultato finale ha portato grande fiducia all’interno della scuderia, consapevole sia dei propri pregi che dei limiti mostrati a Sakhir.
La C45 è infatti stata protagonista di una qualifica negativa, conclusa con entrambi i piloti esclusi nella Q1 assieme a Logan Sargeant e la coppia Alpine, in grave difficoltà nella tappa che si affaccia sul Golfo Persico. Tuttavia, in gara sono emerse le qualità in termini di gestioni degli pneumatici della monoposto elvetica: dopo una buona partenza con un bell’inserimento in curva uno, Zhou è riuscito rapidamente a ripotarsi nella zona alta della midfield, seguendo poi una strategia molto aggressiva per resistere agli avversari per saltare il trenino DRS che si era formato a inizio gara, quando il gruppo era ancora piuttosto compatto.
Il pilota cinese è stato tra i primi a fermarsi per la seconda sosta, dopo soli 28 giri, il che lo ha lasciato con quasi ben 30 tornate da percorrere nell’ultimo stint. Grazie a un degrado contenuto sulla C1 e i vari duelli alle sue spalle, Zhou è stato in grado di contenere il ritorno degli avversari, chiudendo undicesimo. Dall’altra parte, invece, più complicato è stato il fine settimana di Valtteri Bottas, mai realmente nella partita e costretto a un lungo pit stop dopo un problema a un dado spanato nel corso del pit stop: ciononostante, in aria pulita il suo passo ha mostrato indicazioni convincenti, tanto da sorprendere lo stesso finlandese al termine della corsa. Il danno all'anteriore nella zona dell'endplate rimediato nei primi giri è stato invece ritenuto minimo e non così influente.
Zhou Guanyu, Stake F1 Team Kick Sauber C44
Photo by: Sauber
Realisticamente, senza il contatto alla partenza, Nico Hulkenberg sarebbe stato in grado di lottare per la zona punti. Inoltre, è importante sottolineare che il Bahrain è stata una pista favorevole alle caratteristiche delle monoposto del team svizzero negli ultimi due anni, date le tante curve lente e la scarsa presenza di curve veloci che, in più occasioni, avevano messo in crisi la scuderia nelle scorse due stagioni. Per quanto sia vero che vi sono degli elementi da tenere in considerazione, Sauber guarda il bicchiere mezzo pieno.
Per questo Jeddah rappresenterà una sfida molto importante dopo un tracciato considerato favorevole come lo è stato quello di Sakhir. La pista dell’Arabia Saudita presenta molte zone a media e alta velocità, con rapidi cambi di direzione e lunghi rettilinei su cui conteranno anche le massime in fondo ai rettilinei, altro aspetto su cui la C44 in passato aveva mostrato qualche carenza.
La qualifica diventerà così fondamentale. Nonostante quello del Bahrain sia un circuito che favorisce tendenzialmente i sorpassi, grazie a lunghi tratti DRS consecutivi, già nella gara di apertura i piloti hanno potuto notare come quest’anno sia ancora più complesso rimanere nella scia sporca di un’altra vettura, con il rischio di danneggiare le gomme. A Jeddah questo aspetto sarà ancora più marcato, perché con così tante curve veloci, specie nel primo settore, rimanere in scia a un’altra monoposto non dovrebbe essere semplice, rendendo ancor più centrale il ruolo della qualifica.
La C45 sembra essere una vettura in grado regalare qualche soddisfazione con il serbatoio pieno, mentre con meno benzina c'è ancora qualcosa da sistemare, soprattutto in termini di ottimizzazione meccanica, dato che quest'anno ha puntato su un nuovo schema sospensivo. Inoltre, le basse temperature in qualifica non hanno aiutato nel raggiungere la corretta finestra con le gomme, aspetto che anche la nuova vettura si porta dietro dall'anno passato, dato che la C44 si trovava più a suo agio con condizioni più calde.
Zhou Guanyu, Team Stake F1 Kick Sauber C44
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
In casa Sauber delle difficoltà sul giro secco erano consapevoli già prima del GP di apertura del campionato, tanto che alla vigilia del Bahrain entrambi i piloti avevano sottolineato quanto sarebbe stato importante fare progressi su questo fronte. Un tema ripetuto anche da Zhou approcciandosi all’appuntamento in Arabia Saudita: "Abbiamo visto cosa siamo in grado di fare in condizioni di gara, essendo stati in modo convincente il sesto miglior team in Bahrain, e pensiamo di poter fare un ulteriore passo avanti questo fine settimana. Sappiamo dove dobbiamo migliorare, sia in termini di macchina che di esecuzione”.
"Le nostre prestazioni sul singolo giro devono essere migliori, poiché le posizioni più alte in griglia ci consentirebbero di essere nel vivo della battaglia per le ultime posizioni a punti fin dall'inizio della corsa. Dobbiamo continuare a lavorare per perfezionare l'assetto della vettura per estrarre il suo pieno potenziale", ha spiegato il pilota cinese in vista di Jeddah, dove si dovrebbero registrare anche temperature più alte rispetto a quelle del Bahrain.
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