F1 | Red Bull: il podio di Austin è l'ennesimo capolavoro di Max
Prima l'attacco a Norris al via del GP degli USA, poi una difesa arcigna, dura e perfetta sempre sul pilota della McLaren: Max regala un podio inatteso alla Red Bull e guadagna ancora punti sul britannico. E' l'ennesimo capolavoro stagionale dell'olandese.
Lando Norris, McLaren MCL38, e Max Verstappen, Red Bull Racing RB20
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
La priorità, oggi, è la classifica di campionato. Per Verstappen il Gran Premio degli Stati Uniti è stato un netto successo, dopo quattro weekend in cui ha sempre ceduto punti al suo unico avversario verso la conquista del quarto titolo mondiale, Lando Norris, Verstappen è riuscito a chiudere il fine settimana di Austin con un ‘+5’ a suo favore. Cinque sono anche le tappe che mancano al termine della stagione, e i 57 punti di vantaggio iniziano ad essere sufficienti per viaggiare di conserva.
Il terzo posto di Austin è stato così prezioso da essere festeggiato come un successo. Come accade ormai da inizio estate, nel podio conquistato ieri c’è più Verstappen che Red Bull. Al via della gara Max è stato un cacciatore perfetto, pronto a prendersi lo spazio lasciato ingenuamente aperto da Norris alla staccata di curva 1. Poi, a quindici giri dal termine, ha indossati i panni del difensore, allargando parecchio le spalle per contenere il ritorno della McLaren. Norris ne aveva di più, come d’altronde avevano predetto le simulazioni in tempo reale della sua squadra, ma quello che i numeri non possono ancora comprendere (con buona pace dell’intelligenza artificiale) è che quando si arriva alle spalle di Verstappen passare non è mai semplice.
Al termine della corsa la McLaren ha fatto intendere, in modo neanche tanto velato, di non essere d’accordo con il provvedimento dei commissari sportivi che ha penalizzato Norris di cinque secondi, ma tutto resterà come è stato deciso sotto la bandiera a scacchi. Per Verstappen è stata una gara intensa con momenti faticosi quanto esaltanti.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lando Norris, McLaren MCL38
Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images
Quando è passato dalle gomme medie alle hard la sua monoposto ha iniziato ad essere sempre più sottosterzante, e Max (dopo un rapido scambio con il suo ingegnere di pista Giampiero Lambiase) ha capito che sarebbe stato tutto nelle sue mani, senza alcun possibile aiuto da parte della squadra. Si è rimboccato le maniche, e quando nei suoi specchietti si è palesata la sagoma della McLaren, la sbavatura sotto pressione è arrivata, ma non da parte di Max.
“Abbiamo tanta esperienza – ha commentato Helmut Marko – ricordo bene quando nel 2009 avevamo la macchina più veloce in pista, e credo anche il pilota migliore, ma in quella stagione non abbiamo vinto il campionato perché abbiamo commesso troppi errori. Avere già vissuto certe situazioni aiuta, e tutta la nostra squadra ha esperienza in volate mondiali. Poi Max… è Max, un’altra grande prestazione, ma ormai ci siamo abituati”. “Quello di oggi è stato un passo molto grande – ha proseguito – siamo cresciuti in qualifica e nella gara sprint siamo stati competitivi, anche se devo dire che senza la lotta tra Leclerc e Sainz, sabato il risultato sarebbe stato diverso”.
Senza i due momenti clou al via e nel finale che sono tutti da riconoscere a Verstappen, la Red Bull sarebbe uscita da Austin ridimensionata. “Dopo la gara sprint abbiamo modificato un po' il setup ed è emerso del sottosterzo che ha compromesso la gestione delle gomme anteriori – ha rivelato Christian Horner – sabato il degrado era stato sempre sotto controllo, domenica no, e sarà un aspetto che dovremo analizzare. Ma complessivamente credo che la monoposto grazie agli ultimi aggiornamenti sia migliorata, dopo Singapore credo che ci sia stata una forte inversione di tendenza. Max questo weekend ha conquistato cinque punti più di Norris, tre settimane fa non eravamo assolutamente certi che sarebbe stato possibile”.
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