F1 | Piastri: "Ottimo secondo posto, ma potevo ancora migliorare"
Oscar Piastri della McLaren si è detto soddisfatto di aver ottenuto il secondo posto in griglia a Suzuka, uno dei tracciati più complessi dell'intero calendario, pur sapendo che avrebbe potuto essere più veloce se non avesse sbagliato l'ultimo tentativo. L'australiano ha costruito un weekend in crescendo e le modifiche in FP3 lo hanno aiutato a trovare maggior fiducia.
Ci sono diversi piloti che oggi potrebbero reclamare la palma di attore protagonista per quanto mostrato a Suzuka, ma tra questi c’è sicuramente Oscar Piastri, capace di conquistare una bellissima prima fila alla sua prima apparizione in Giappone, tra l’altro nell’anno del debutto in Formula 1.
Su uno dei tracciati più tecnici e impegnativi del mondiale, l’australiano si è concesso il suo tempo al venerdì per imparare a conoscere la pista, anche se un episodio durante le libere lo ha costretto a spendere qualche giro in più per ritrovare il ritmo. Suzuka è una pista complessa, che non perdona. Il bel secondo posto ottenuto oggi rappresenta, quindi, una grande soddisfazione.
McLaren era ben consapevole di poter ben figurare nella Terra del Sol Levante, grazie a una MCL60 che nel corso della stagione si è sempre dimostrata competitiva nelle curve veloci, in particolare nel primo settore, dove i due portacolori del team britannico sono riusciti a contenere il distacco da Verstappen entro i 3 decimi.
Oscar Piastri, McLaren MCL60
Photo by: Andy Hone / Motorsport Images
"Ieri pensavamo di poter disputare un buon weekend e stamattina abbiamo apportato delle buone modifiche e la macchina è sembrata veloce nelle FP3. Mi stavo anche abituando alla pista. Quindi sono molto, molto contento di essere in prima fila. Naturalmente il distacco è un po', o molto, più grande di quanto avrei preferito. Ma sono felice di essere secondo", ha spiegato Piastri al termine delle qualifiche, nel primo weekend in cui ha avuto a disposizione il pacchetto completo di aggiornamenti, che a Singapore era stato affidato al solo Lando Norris, il pilota con maggior esperienza all’interno della squadra.
Anche con le novità, i punti di forza sono rimasti ben visibili, così come quelle che sono le debolezze della macchina, ovvero i tratti più lenti: “Penso che i punti di forza siano sempre gli stessi, le curve veloci, dove possiamo spingere. Ma facciamo ancora fatica nelle stesse zone. Gli aggiornamenti sono un passo nella giusta direzione per rendere la vettura più veloce, e hanno reso la vettura più veloce, ma ci manca ancora qualcosa per essere i più veloci”.
Durante il weekend, chiaramente Piastri ha cercato di prendere confidenza con una pista che prima di ieri aveva visto solamente al simulatore. I miglioramenti apportati in nottata hanno senza dubbio aiutato, così come l’aver iniziato a capire i segreti di questo tracciato, giro dopo giro.
Oscar Piastri, McLaren MCL60
Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images
“Anche in qualifica ho cercato di sistemare qualche dettaglio, soprattutto quando il grip aumenta. Ma penso che durante la notte abbiamo fatto dei miglioramenti, in FP3 ero più contento, più vicino e mi sentivo più a mio agio. Ma se potessi girare, potrei trovarmi ancora più a mio agio. Ieri ho avuto un episodio che mi ha fatto perdere qualche giro per ritrovare il ritmo, è un circuito che non perdona”.
Anche per questo Piastri ritiene che avrebbe potuto migliorare il proprio tempo in Q3, soprattutto dopo aver abbassato il suo riferimento nel primo parziale di circa due decimi rispetto al primo run. Tuttavia, alla fine l’australiano non è riuscito a migliorare il proprio tempo complessivo per un errore alla chicane, rimanendo a quasi sei decimi dalla vetta: “Credo che fossi due decimi più rapido dopo il primo settore, ma non ne avrei trovati sei. Quindi, alla fine, non ha fatto molta differenza. Naturalmente, quando sei in vantaggio sul giro precedente, vuoi continuare così. Quindi sono un po' frustrato per non essere riuscito a migliorare nel secondo giro, ma alla fine non ha avuto importanza".
Infine, per la gara sarà chiaramente importante gestire il degrado, mantenendo un occhio sulle possibilità di undercut: "Ieri e anche oggi il degrado è stato superiore a quello visto a Silverstone. Dalle gomme che hanno gli altri, probabilmente tutti si aspettano più di una sosta. Quando c'è tanto degrado, ci sono più pit stop da fare, i rischi aumentano, dipende da come gestisci le gomme".
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments