F1 | Piastri è tornato, ma le difficoltà di Max fanno sorridere Norris
Su una pista storicamente amica come quella di Lusail, l'australiano ha ritrovato la velocità che aveva smarrito da qualche gara e scatterà in pole nella Sprint. L'altro sfidante Verstappen invece ha vissuto un venerdì complicato ed è solo sesto. Nonostante un errore ed il terzo posto, il leader Norris quindi può vedere il bicchiere mezzo pieno.
Oscar Piastri, McLaren, Zak Brown, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
"Nice to be back". Piastri è tornato, dopo due mesi d’assenza che trovano ancora poche spiegazioni, Oscar ha ritrovato sé stesso sulle curve amiche del circuito di Lusail, la pista che lo ha visto vincere la sua prima gara (Sprint) in Formula 1. È un segnale che al momento sposta poco negli equilibri mondiali, ma importante per un morale smarrito dopo aver incassato una raffica di delusioni.
Da leader solitario della classifica generale, Piastri si è ritrovato non solo dietro il compagno di squadra Lando Norris, ma anche alle spalle di avversari che nella prima parte di stagione aveva visto solo da lontano. Nel giorno del ritorno Oscar ha riproposto il suo copione preferito: terzo in Q1, secondo in Q2, colpo vincente in Q3 con un margine di 32 millesimi su un ottimo George Russell.
La bandierina fissata oggi da Piastri a Lusail potrebbe restare un exploit o diventare un punto di svolta, a dirlo sarà il proseguimento di un fine settimana che si preannuncia molto intenso. Le Qualifiche Sprint hanno proposto un Verstappen arrabbiatissimo, ritrovatosi sesto al termine di una sessione in cui i suoi messaggi radio sono rimbombati nelle orecchie del suo ingegnere di pista Giampiero Lambiase.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Max si è ritrovato dietro il compagno di squadra Yuki Tsunoda, e con tutti il rispetto per il pilota giapponese, è la conferma che qualcosa non è andata come previsto. La monoposto di Verstappen è apparsa visibilmente bassa sin dalla Q1, poi nel primo run della Q3 è arrivata un’escursione nella via di fuga che ha messo alla prova la tenuta del fondo. “Domani dovrò soffrire – ha tagliato corto Max – poi speriamo di mettere a posto le cose prima delle qualifiche”.
La sesta posizione di Verstappen ha reso un bicchiere mezzo pieno la terza di Norris. Lando è sembrato avere tutto per far sua la pole, ma ha commesso un errore (o un peccato di presunzione) nel tempo d’uscita dai box in Q3. È sfilato in ultima posizione, il che spesso rappresenta un vantaggio, ma per non prendere la bandiera a scacchi si è lanciato per l’ultimo giro molto vicino alla Williams di Albon.
Troppo vicino per sfruttare al meglio l’aerodinamica della monoposto, e dopo aver perso tempo nel settore centrale è finito nella via di fuga dell’ultima curva. “Nessun problema”, ha commentato Lando, cosa tra l’altro verissima considerando il suo margine nella classifica generale e la concreta possibilità di poter puntare ad un buon bottino di punti nella Sprint.
“Nessun problema” anche per Russell. I 32 millesimi che gli sono costati la pole non hanno lasciato spazio a recriminazioni, la performance di George e della Mercedes si sta confermando ormai su ogni tipologia di tracciato, a conferma di una crescita che ha portato la W16 ad essere una monoposto da podio in ogni condizione. Una considerazione analoga a quella della Williams, anche in questo caso non si può più parlare di exploit nel vedere le monoposto in Q3, e per qualcuno che sale c’è sempre chi deve lasciare il posto. Tra le due Williams c’è una Ferrari, quella di Leclerc, in nona posizione.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“La nostra qualifica poteva andare meglio – ha commentato Charles - credo che oggi ci fosse il potenziale per essere nella top cinque. Purtroppo, prima dell'ultimo tentativo il pilota davanti a me ha rallentato entrando in curva 15, così non sono riuscito a creare abbastanza margine e ho iniziato il giro troppo vicino a lui, venendo di conseguenza disturbato”. La terza fila sarebbe stata un’impresa, nell’ordinario l’inizio del weekend di Losail assomiglia a quello di Las Vegas (anche li Leclerc si era piazzato nono in qualifica), il tutto in un percorso affannato verso la bandiera a scacchi di Yas Marina.
La seconda SF25 è ancora più lontana, in fondo alla griglia. C’è un mondo di differenza nel vedere l’approccio che sta proponendo Lewis Hamilton rispetto a quello di Fernando Alonso. Due veterani, due ex campioni del mondo, due over 40. Nando morde, quando vede aprirsi uno spiraglio per piazzare una zampata lui c’è, come ha confermato con la brillante quarta posizione conquistata oggi a Losail. Potrà aver perso qualche decimo nel corso degli anni, ma in quanto a voracità sportiva Alonso è pari ad un esordiente, una fame che nel caso di Lewis sembra proprio che inizi a mancare.
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