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F1 | Piastri e le "Papaya Rules" McLaren: "Facciamo la cosa giusta l'uno per l'altro"

Il pilota australiano ha dato il suo punto di vista sulle implementazioni fatte alle "Papaya Rules" nel corso della stagione 2024.

Lando Norris, McLaren MCL38, Oscar Piastri, McLaren MCL38

Oscar Piastri ha ribadito che lui e il compagno di squadra di Formula 1 Lando Norris farebbero "la cosa giusta l'uno per l'altro", indipendentemente dagli ordini di scuderia più prescritti della McLaren.

Gli ordini di scuderia sono diventati un punto di discussione per la squadra di Woking mentre Norris provava ad insidiare Max Verstappen nella lotta per il titolo piloti, con la McLaren in forma crescente e la Red Bull invece in calo da metà stagione.

La discussione ha preso corpo dopo che Norris ha permesso a Piastri di tornare in testa al Gran Premio d'Ungheria, dopo essere balzato davanti all'australiano durante la fase di pit stop, visto che la McLaren aveva anticipato la sua sosta temendo un undercut di chi seguiva.

Gli ordini di scuderia sono tornati alla ribalta poi in occasione del Gran Premio d'Italia, quando una manovra decisa, ma corretta, di Piasti alla Variante della Roggia è costata diverse posizioni a Norris nel corso del primo giro della gara di Monza. Cosa che ha generato non poco scetticismo sulle capacità della McLaren di gestire la situazione.

Il team principal Andrea Stella ha spiegato in seguito di non aver voluto sbilanciare il morale imponendo degli ordini di scuderia troppo presto, ma dopo che Piastri ha aiutato Norris in una rincorsa al titolo che si è rivelata inutile, quest'ultimo ha ricambiato il favore all'ultimo giro della Sprint del Qatar per dimostrare che i rapporti erano solidi, con la squadra che ad Abu Dhabi ha festeggiato il suo primo titolo Costruttori dal 1998.

Quando gli è stato domandato se ritenesse positivo che fossero stabilite delle regole di base, Piastri ha risposto a Motorsport.com: "Voglio dire, è una situazione un po' difficile. Penso che se fossi in una posizione migliore, non ci sarebbe ordini di scuderia".

"Credo che sia stata fatta una questione molto più grande di quella che è. Finora non c'è stata nessuna situazione in cui abbiamo avuto bisogno di usarli, a dirla tutta".

Oscar Piastri, McLaren MCL38, Lando Norris, McLaren MCL38

Oscar Piastri, McLaren MCL38, Lando Norris, McLaren MCL38

Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images

"Quindi sì, alcune cose sono un po' cambiate, e ci sono alcune regole in più o alcune modifiche al modo di correre, ma ancora una volta, si tratta di scenari molto, molto specifici, direi. Quindi sì, è stata una storia molto spinta soprattutto da quelli che non fanno parte del team".

"Per noi che siamo coinvolti, sappiamo di fare la cosa giusta quando è necessario. E sì, penso che l'anno prossimo voglio essere in una posizione in cui posso lottare. Spero che saremo solo io e Lando a lottare per il campionato, questo è il nostro scenario ideale".

"Ma anche senza questi ordini di scuderia più restrittivi, abbiamo sempre lavorato facendo la cosa giusta l'uno per l'altro e non credo che questo cambierà mai".

Piastri ha un mentore altrettanto adatto nel manager Mark Webber, che ha avuto a che fare con le situazioni di ordine di squadra durante il suo periodo al fianco di Sebastian Vettel alla Red Bull.

Su eventuali consigli chiesti al connazionale, Piastri ha spiegato: "Sì e no. Cioè, non direttamente. Penso che la situazione qui alla McLaren sia molto diversa da quella che Mark ha vissuto nella sua carriera".

"Penso che ci siano state indicazioni qua e là e che abbia aiutato la squadra in qualche modo a capire cosa non funzionava bene nella sua esperienza e cosa invece faceva lui, perché credo che anche per molte persone della squadra sia uno scenario nuovo".

"Quindi credo che sia stato utile per tutti avere il suo contributo su ciò che pensava fosse buono o cattivo in quel momento".

"Ma non è certo lui a guidare la squadra dicendo: 'Dovete fare questo o quello'. Ma anche a me, sai, non dice cosa come 'non sopportare questo o quello'. Ci ha raccontato solo la sua esperienza personale e questo è stato più o meno tutto".

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