F1 | Perez: "Ora tutti hanno capito quanto sia difficile guidare la Red Bull”
Il pilota messicano è tornato a parlare dopo il suo addio alla Red Bull alla fine del 2024, affrontando diversi temi, ma non senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Perez ha infatti sottolineato come la bocciatura di Lawson abbia fatto capire a tutti quanto la macchina fosse difficile da guidare. Intanto spera in un ritorno in F1 nel 2026.
Sono passati quattro mesi da quando Sergio Perez ha lasciato la Red Bull alla fine di un 2024 avaro di soddisfazioni, soprattutto per le difficoltà nel guidare una RB20 sempre più complessa. Non si trattava solo di una questione di preferenze di guida, ma proprio del fatto che la vettura di Milton Keynes avesse delle caratteristiche tali da risultare sbilanciata e mettere ulteriormente in difficoltà il messicano.
Caratteristiche che, parzialmente, si sono riviste anche sulla RB21, la monoposto di questo campionato nonostante i tanti interventi fatti per cercare di rendere la vettura più semplice da guidare e da mettere a punto per gli ingegneri.
Sia Verstappen che Lawson hanno infatti parlato di una "finestra" operativa stretta della RB21, con un bilanciamento che tende a cambiare da curva a curva, esattamente le stesse parole che si sentivano da Perez lo scorso anno. Questo è uno dei fattori che ha limitato Lawson nel suo breve stint a Milton Keynes.
Sergio Perez, Red Bull Racing RB20
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Se poi si fatica a trovare la giusta fiducia in quelli che sono i punti in cui, al contrario, Verstappen riesce a sfruttare meglio la monoposto, allora ecco che il gap si allarga più di quanto ci si potrebbe immaginare, mettendo in crisi il neozelandese che ha pagato mancanza di progressi nelle prime due gare di questa stagione con il ritorno in Racing Bulls.
Difficoltà che non sorprendono Perez, perché è esattamente ciò che ha vissuto lui nel suo ultimo anno a Milton Keynes: “Soprattutto l'anno scorso, non ho avuto modo di mostrare ciò che sono in grado di fare come pilota. Ora, all'improvviso, la gente si rende conto di quanto sia difficile guidare la macchina", ha detto il pilota messicano al sito ufficiale della F1 in un’intervista rilasciata dopo l’annuncio dell’arrivo di Tsunoda in Red Bull, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa.
“Quando sono entrato in Red Bull, c'erano ottimi piloti che avevano faticato, come Alex [Albon] e Pierre [Gasly], sono piloti fantastici, ma hanno faticato. Ho trascorso così tanto tempo in Red Bull che tutti si sono dimenticati di quanto sia difficile guidare la macchina, quindi è stato difficile".
Sergio Perez, Red Bull Racing RB20
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Non è un mistero che Perez, al di là delle sue oggettive difficoltà, abbia sempre cercato di aiutare il team nella ricerca degli assetti al venerdì sperimentando sul setup. In diverse occasioni, infatti, Red Bull si è presentata ai nastri di partenza di un weekend con un assetto lontano dall’ideale, soprattutto a causa di quelle discrepanze notate tra galleria del vento, simulatore e pista.
Per questo le prime due sessioni di libere spesso risultavano fondamentali nella ricerca dell’assetto e, in diverse occasioni, si è deciso di sperimentare con Perez. Nonostante l’addio, Perez spera comunque che Red Bull possa migliorare e tornare vincente considerando il lungo periodo passato insieme.
"Voglio davvero che la squadra vada bene, perché ho molti amici nel team. Ho trascorso quattro anni con loro e voglio che vadano bene. È una cosa molto difficile da raccontare. In questo momento sono all'esterno, sono stato in contatto con alcuni membri della squadra, ma quando non si è all'interno è difficile sapere cosa sta succedendo".
Sergio Perez, Red Bull Racing RB20
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
"Per me è molto semplice, la macchina è piuttosto difficile da sfruttare al 100%, per ottenere la fiducia necessaria, e le cose con cui ho faticato, anche Adrian [Newey] ne ha parlato”, ha aggiunto Perez, che in effetti qualche settimana fa, nel corso di un’altra intervista, aveva sottolineato quando il crescente divario tra Verstappen e il messicano già nel 2023 rappresentava un campanello di allarme da non sottovalutare.
"Ma voglio augurare loro il meglio. Woody, che è un mio grande amico, ora è l'ingegnere di Yuki, quindi spero davvero che facciano bene. Yuki ha talento, ha velocità e, soprattutto, deve avere la mentalità giusta per affrontarla. Penso che abbia la mentalità e l'atteggiamento giusto per affrontarlo. Spero che abbiano successo".
Sogna il ritorno nel 2026
Nonostante l’addio alla fine del 2024, Perez crede di non aver ancora chiuso la sua storia in Formula 1 e si è preso sei mesi per ragionare quale sarà il suo futuro, grossomodo quella che dovrebbe essere la deadline fissata da Cadillac per la scelta dei piloti per il prossimo anno.
Attualmente, molti piloti hanno un contratto pluriennale in essere, per cui le opportunità di rientrare nella massima serie sono poche. Una di queste potrebbe essere l’ingresso di Cadillac il prossimo anno, che ha già lasciato intendere come quello di Perez potrebbe rientrare nei profili presi in considerazione per la sua lunga esperienza in F1, senza contare che recentemente ha lavorato in un top team.
Sergio Perez, Red Bull Racing
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
“Diamo valore all'esperienza? Sì, lo si vede da come stiamo mettendo insieme il resto del team. Ci sono molte persone di grande esperienza anche nella gestione e nella parte operativa del team. Si tratta di un aspetto importante, ma ci sono tante sfaccettature nel processo decisionale, come abilità, capacità ed esperienza, guardando anche al futuro”, aveva spiegato qualche settimana il Team Principal Graeme Lowdon nella sua prima sessione media a cui era presenta anche Motorsport.com.
Quello Cadillac potrebbe essere un progetto potenzialmente interessante per Perez: “Se trovassi un progetto che mi motiva pienamente a tornare, dove la squadra crede in me e apprezza la mia carriera, la mia esperienza e tutto ciò che posso apportare a un team, sarebbe molto interessante prenderlo in considerazione".
"Ci sono alcuni progetti molto interessanti in giro. Dopo Abu Dhabi sono stato contattato da alcune squadre. Ora la stagione è iniziata, quindi nei prossimi mesi si apriranno alcune possibilità. Quando conoscerò tutte le opzioni, prenderò una decisione. Quello che è molto chiaro per me è che tornerò solo se il progetto avrà senso e sarà qualcosa che mi piacerà”.
“Ho già trascorso molto tempo in F1, ho fatto quasi tutto. Una volta fatto un passo indietro, ci si rende conto di quante cose si rinunciano nella vita per praticare questo sport. Quindi, per impegnarmi a fondo in F1, ho bisogno di motivazione”.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments