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F1 | Norris parte per difendere il titolo: "Servirà essere perfetti. Io devo ancora migliorare"

Norris affronta il 2026 da campione con il numero 1, consapevole che per restare al vertice servirà sfiorare la perfezione e che, sul fronte personale, ci sono ancora delle aree su cui deve migliorare per battere i migliori. Tuttavia, la fiducia è aumentata e la speranza è quella di avere una macchina che gli permetta di lottare ancora al vertice.

Lando Norris, McLaren MCL40

Scendere in pista da campione del mondo, con il numero 1 sul muso, porta con sé emozioni, oneri e onori. Dopo essere stato incoronato campione del mondo meno di due mesi fa, per Lando Norris il 2026 rappresenterà una sfida diversa: non più inseguire il sogno, ma difenderlo, con l’obiettivo di mantenere a Woking entrambi i titoli iridati.

Una sfida tutt’altro che semplice: all’alba di un nuovo regolamento tecnico restano ancora molte incognite da decifrare, e i valori in campo rappresentano una fotografia provvisoria, forse lontana da ciò che vedremo realmente a fine stagione. Molto dipenderà non solo dallo sviluppo ma anche da come le vetture si sposeranno con le diverse piste.

Ciò che è certo è che chi saprà gestire meglio l’energia partirà avvantaggiato. Su questo fronte il pilota avrà un ruolo centrale, soprattutto nelle prime gare, quando le squadre saranno ancora alla ricerca delle soluzioni migliori prima di convergere su tattiche simili. È proprio in quella fase che un campione deve saper fare la differenza.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 via Getty Images

Vinto il primo titolo, Norris ha finalmente raggiunto l’obiettivo per cui ha lavorato un'intera carriera, ma non ha alcuna intenzione di fermarsi: la volontà è quella di continuare a vincere, mantenendo però una mentalità diversa rispetto ad altri grandi della Formula 1. Quel “a modo suo” che il britannico ha più volte rivendicato dopo Abu Dhabi lo scorso anno.

“Penso sia abbastanza chiaro che ho una mentalità diversa e un approccio diverso rispetto, per esempio, a quello che dice Max. Nel bene o nel male, decidetevelo voi. Ci sono molte cose che ancora ammiro in Max e che vorrei avere un po’ di più anch’io, qua e là. Ma sì, sto sempre cercando di migliorare sulle mie cose”, ha raccontato Norris.

Se c’è un aspetto chiave in Formula 1 è che diventare campione non significa aver concluso il proprio percorso di crescita. Al contrario: in questo sport bisogna continuare a migliorarsi, esplorare nuove strade per fare la differenza, perché ci saranno sempre momenti in cui conterà più il pilota della macchina. Con le nuove monoposto, questo equilibrio peserà ancora di più in determinati frangenti.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Jakub Porzycki / NurPhoto via Getty Images

“So che ci sono ancora aree in cui non sono al livello in cui devo essere, anche se è comunque un buon livello. Però quando lotti contro questi ragazzi devi essere vicino alla perfezione. Ci sono ancora molte cose su cui voglio lavorare e in cui voglio diventare migliore, ma la base da cui parto ora è già piuttosto buona”.

“La mia motivazione per vincere è esattamente la stessa, non ho perso nulla, anzi se possibile ho ancora più fiducia. Perché, come ho detto in interviste in passato, sono molto uno che deve vedere qualcosa per crederci, soprattutto quando riguarda me stesso. Credevo di poter fare la pole la prima volta? O di poter vincere una gara? E quando l’ho fatto, allora ho pensato che posso farlo”.

“L’anno scorso sono migliorato in molte aree, dalla preparazione mentale allo stato mentale con cui affrontare i momenti belli, quelli brutti e tutto ciò che sta in mezzo. Ma sì, devo sicuramente trovare la mia strada, senza ignorare ciò che altri hanno fatto in passato, ma capendo cosa sarà sempre ciò che mi motiva davvero”.

Da una parte serve il pilota, ma senza una macchina in grado di lottare al vertice arrivare a giocarsi la vittoria è difficile per chiunque, anche per i campioni. Negli ultimi anni McLaren ha investito in modo deciso per crescere: non solo rafforzando il proprio organico con ingegneri di primissimo livello, ma anche aggiornando le strutture tecniche, dal nuovo simulatore alla galleria del vento rinnovata.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Formula 1

Sono elementi che infondono fiducia, anche in vista di un nuovo ciclo tecnico, sebbene non vi sia ancora la certezza che la strada intrapresa sia quella corretta. McLaren ha esplorato soluzioni interessanti, soprattutto nella zona anteriore, con un muso molto snello e scavato: un chiaro segnale della volontà di convogliare quanta più aria possibile nel sottoscocca, verso il t‑tray e le pance. Ma questo non è l’unico tratto distintivo della nuova vettura.

“Dal lato del team, ho molta fiducia che riusciremo a produrre una buona macchina. C’è stato un grande lavoro iniziato già all’inizio dello scorso anno, con un buon numero di persone concentrate sulla vettura dell’anno scorso e un buon numero di persone già focalizzate sulla vettura di quest’anno”, ha aggiunto Norris.

“Ci sono sempre cose che vorresti fare meglio, ma ho anche vinto il campionato per due punti. Quindi, ero contento che abbiamo portato quell’ultimo aggiornamento, quell’ultima piccola aggiunta in una delle gare? Mi ha forse dato una posizione e quei due punti? Probabilmente direi di sì”.

“Non puoi vincere in ogni situazione, ma credo davvero nella mia squadra. Hanno vinto gli ultimi due campionati costruttori per un motivo: al di là dei piloti, hanno fatto un ottimo lavoro. Ed è importante che tutti noi, come team, crediamo di poter continuare i risultati ottenuti negli ultimi due anni anche con un cambio regolamentare”.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: McLaren

"Ma vediamo anche che ci saranno squadre veloci quanto noi, e forse anche più veloci già dai primi test. La Mercedes è sembrata molto forte, Red Bull e Ferrari sono sembrate molto forti, quindi credo che ci si possa aspettare quattro squadre molto competitive, come al solito".

Per i piloti sarà fondamentale capire rapidamente come adattarsi a queste nuove vetture che, a Norris, ricordano un po’ lo stile di guida della F2: “Quest’anno si lavora in un modo completamente diverso, è un altro processo, un’altra curva di apprendimento. In alcuni aspetti sembra quasi una F2, per come devi guidarla. Non so ancora se questo mi piaccia o meno”.

Ci saranno grandi differenze da pista a pista. A Barcellona, per esempio, negli anni passati la curva 3 si percorreva in pieno abbastanza facilmente in qualifica, mentre ora sarà necessario alzare il piede. Su alcuni tracciati, soprattutto i cittadini o quelli caratterizzati da molte curve strette, sarà fondamentale gestire con attenzione l’erogazione del motore elettrico da 350 kW in fase di trazione e uscita, perché la spinta è decisamente superiore rispetto al passato.

“Credo che a Barcellona abbiamo già capito diverse cose su come guidare la macchina, ma lì parli di curve in quarta o terza marcia, piuttosto aperte, piuttosto larghe. Quando arrivi su un cittadino, o su piste sconnesse, più lente, è una domanda a cui non abbiamo ancora risposta, e il Bahrain ci darà alcune di queste risposte. Quindi sì, sarà una curva di apprendimento. Ho grande fiducia in me stesso e grande fiducia nella mia squadra, ma sarà una curva di apprendimento per entrambi, come lo sarà per ogni altro team in griglia”.

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