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F1 | Nielsen scommette: "Nel 2026 saremo decisamente più avanti con l'Alpine"

Il managing director di Enstone spiega parchè l'Alpine sia finita all'ultimo posto nel Costruttori. Steve ha avvalorato l'idea di bloccare lo sviluppo della A525, per dedicare ogni energia alla monoposto agile che debutterà nel 2026 con la rivoluzione regolamentare: "Non ci aspettavamo la capacità degli avversari di sviluppare le F1, tipo la Haas".

Steve Nielsen, Managing Director at Alpine F1

Steve Nielsen, Managing Director at Alpine F1

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

S’è preso una bella patata bollente in mano: Steve Nielsen, managing director di Alpine è tornato alla conduzione di una squadra di F1, dopo anni trascorsi come direttore sportivo della FOM, il promotore che gestisce il Circus.  

Il 61enne di Bristol è stato convinto da Flavio Briatore a essere l’uomo d’ordine della squadra di Enstone, un ambiente che conosce molto bene per i suoi trascorsi in Benetton, Renault F1 e Lotus, vale a dire le varie declinazioni della squadra che oggi rappresenta l’Alpine. 

La squadra è ultima nel mondiale Costruttori con 22 punti, dopo un avvio di stagione 2025 incoraggiante frutto dello slancio dell’ottimo finale 2024. Pierre Gasly aveva raggiunto la Q3 tre volte nei primi sei Gran Premi, con un avvio di campionato che in Bahrain aveva fruttato un quinto posto in griglia e il settimo in gara. 

Pierre Gasly, Alpine

Pierre Gasly, Alpine

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

L’Alpine poi ha iniziato a perdere terreno dopo aver deciso di interrompere lo sviluppo della A525 in occasione del GP di Francia a inizio giugno per dedicare tutte le energie alla nascita della monoposto 2026 per il nuovo regolamento rivoluzionario che entrerà in vigore l’anno prossimo. La squadra di Enstone potrà contare sulla power unit Mercedes che, almeno sulla carta, dovrebbe essere la più competitiva, in luogo del motore Renault che è stato giubilato.

Nella squadra c’era la convinzione che anche gli altri team della seconda fascia avrebbero bloccato lo sviluppo, mentre ci sono stati degli esempi, come la Haas che hanno proseguito a evolvere con successo la loro vettura. 

Non deve stupire, quindi, vedere Pierre Gasly e Franco Colapinto scivolare sempre più in basso verso l’ultima fila dello schieramento...  
 "In sintesi, il nostro problema principale è che la nostra vettura non è abbastanza veloce. Naturalmente ci sono un milione di ragioni che contribuiscono a questa situazione, sia a Enstone sia in pista. Molti dei nostri problemi derivano dal fatto che la monoposto che va in pista non è abbastanza competitiva e dobbiamo realizzarne una migliore per l’anno prossimo”. 

L'Alpine di Franco Colapinto dopo il crash nella gara sprint di Interlagos

L'Alpine di Franco Colapinto dopo il crash nella gara sprint di Interlagos

Foto di: Miguel Schincariol / AFP via Getty Images

 “Sono sicuro che potremo fare un salto di qualità, visto che non è un segreto che siamo stati uno dei primi team a dedicarci al prossimo anno, per prepararci in tempo ad affrontare i grandi cambiamenti tecnici che arriveranno. Prima si avvia il progetto e prima si potrà sviluppare la nuova vettura quando cominceremo a correre". 

 

 Nielsen è stato chiamato a Enstone a settembre e ha difeso la scelta strategica di dedicare tutte le energie alla vettura del prossimo anno, ma ha ammesso che non si aspettavano che alcuni degli avversari diretti avrebbe continuato a sviluppare le loro F1 in una fase così avanzata della stagione. 
  
“Penso che abbiamo deciso di fare la cosa giusta. Però è vero, siamo rimasti spiazzati da chi come la Haas ha portato ancora un importante pacchetto di aggiornamento aerodinamico ad Austin. Non ce lo aspettavamo, ma, nonostante ciò, abbiamo le idee chiare sulla nostra missione che portiamo avanti con convinzione”. 

Visto il comportamento degli avversari, perché avete fermato lo sviluppo della A525: non potevate portare avanti il lavoro su due fronti?  
 "La risposta è facile: speravamo di essere un po’ più competitivi. Spero solo che le difficoltà che stiamo vivendo ora saranno giustificate l'anno prossimo, quando disporremo di una vettura molto più competitiva”.  

“Ma, tanto per essere chiaro ci tengo a dire che non ha senso portare avanti lo sviluppo in parallelo di due auto. Il regolamento impone l’uso di una sola galleria del vento. Tenere la A525 nel wind tunnel significava fermare lo sviluppo di quella 2026". 

“Non potevamo dedicarci ai due programmi perché sarebbe stato un modo di lavorare molto inefficiente: togliere un modello e inserirne un altro implica una perdita di tempo prezioso in galleria. Si sprecano ore e giorni nel ricalibrare il wind tunnel. È per questo che abbiamo scommesso sul prossimo anno. Non nascondo che contavamo di avere una vettura più competitiva, e siamo rimasti presi in contropiede da quanto hanno sviluppato gli avversari. Speriamo di mostrarvi in marzo che abbiamo fatto una scelta corretta, mettendo la nostra monoposto decisamente più avanti”. 

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