F1 | Bocciata la proposta dei due pit stop obbligatori nel 2026. Per ora...
La F1 Commission ha discusso nella sede FIA di Londra alcuni cambiamenti per il prossimo anno: i due pit stop e l'obbligo di usare tre mescole è stato rinviato a quando le squadra non avranno timori di affidabilità. Le carrozzerie dovranno avere livree che coprono almeno il 55% della superficie.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
La Commissione Formula 1 si è riunita oggi presso la sede londinese della FIA per discutere alcuni punti posti sul tavolo nelle ultime settimane. Uno dei temi più caldi in agenda era la proposta (a partire dal 2026) di rendere obbligatorie due soste in gara, un’idea sostenuta con forza da Liberty Media come contromisura per evitare di assistere a Gran Premi condizionati dalla gestione degli pneumatici. La posizione della FIA era sembrata favorevole (pur senza alcuna dichiarazione pubblica) lasciando ipotizzare che la proposta sarebbe stata approvata.
Non è andata così. Con uno schieramento compatto, le squadre hanno preso una posizione chiara, dichiarandosi contrarie all’inserimento di una seconda sosta obbligatoria nel regolamento 2026.
“È stata discussa una proposta per valutare l'obbligo di due pit stop – riporta la comunicazione FIA - insieme a modifiche alle specifiche e ai limiti di durata degli pneumatici così come all'utilizzo di tre mescole durante la gara. La discussione si è concentrata sui risultati di analisi e simulazioni da parte dei team e di Pirelli. Al momento non sono state concordate modifiche”.
Al di là delle motivazioni espresse dalle squadre, è tacitamente emersa una previsione della vigilia. L’elevato numero di variabili inedite che accompagneranno l’esordio della nuova generazione di monoposto, genera nelle squadre maggiore preoccupazione sul fronte affidabilità.
La prospettiva di dover effettuare due pit stop imporrebbe di dover mettere in conto gare un ritmo di gara più elevato, e l’aumento della performance non si concilia bene con i timori legati all’affidabilità. “Si è concordato che i colloqui su questo argomento proseguiranno dopo le prime gare del 2026”, ha aggiunto la FIA, confermando la possibilità di riprendere l'argomento quando l’allarme affidabilità sarà rientrato.
Liam Lawson, Racing Bulls Team
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Livree più colorate con meno carbonio
A seguito di discussioni con il Comitato Consultivo Tecnico, è stato affrontato il tema relativo ad uno spazio minimo che, a partire dal prossimo anno, le squadre dovranno riservare alle livree. I rappresentanti della Commissione hanno concordato che almeno il 55% della superficie delle monoposto dovrà essere coperta da livree verniciate o adesive, anziché da superfici in fibra di carbonio a vista.
“L'obiettivo di questa misura è aumentare la differenziazione visiva tra le vetture”, ha sottolineato la FIA. Una boccata d’ossigeno per i dipartimenti che si occupano di marketing, poiché l’esasperata ricerca di una riduzione di peso aveva progressivamente ridotto l’utilizzo di vernici e pellicole, lasciando ampie superfici nel classico nero carbonio. Ora la FIA ha definito un valore uguale per tutti.
Si vogliono ridurre i test aerodinamici
Foto di: Aston Martin
Si riducono i test aerodinamici e DCS evoluto
“Sono in fase di sviluppo modifiche alle attuali restrizioni sui test aerodinamici (ATR) – ha aggiunto la comunicazione FIA - per allineare la Formula 1 alle moderne tecnologie di elaborazione e simulazione, contribuendo allo stesso tempo al contenimento dei costi”.
Sono state inoltre discusse modifiche al regolamento relativo ai numeri di gara dei piloti, resi permanenti a partire dalla stagione 2014. Si è concordato che ai piloti sarà offerta la possibilità di poter di cambiare i propri numeri durante la carriera.
È stata infine discussa l’introduzione di un sistema DCS (per il raffreddamento dei piloti durante le gare più calde) più evoluto rispetto a quello attualmente in uso. Sono state proposte riprogettazioni dell'attuale sistema e degli indumenti di raffreddamento, insieme ad un aumento del peso consentito per l'utilizzo del DCS. Ulteriori feedback dei piloti saranno richiesti in parallelo con la Grand Prix Drivers' Association (GPDA).
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