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Formula 1 GP di Miami

F1 | Miami: poco grip dovuto a errata preparazione dell'asfalto

Il weekend del Gran Premio di Miami è stato senza dubbio influenzato dallo scarso grip offerto dall'asfalto. Secondo quando spiegato da Pirelli, ciò è anche dovuto all'errata preparazione del manto prima del fine settimana, in particolare per le operazioni di pulizia con i getti d'acqua ad altra pressione.

Charles Leclerc, Ferrari SF-23

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

L'edizione inaugurale del Gran Premio di Miami dell’anno passato è stata oscurata dalle lamentele per la scarsa aderenza della pista, soprattutto nel momento in cui i piloti finiscono al di fuori della linea ideale, dove il grip diminuisce ulteriormente.

Per tentare di risolvere l’angusto problema, gli organizzatori del Gran Premio hanno consultato diverse aziende esperte nel settore, affidandosi infine alla famosa società di progettazione di Herman Tilke per riasfaltare l’intero tracciato attorno all’Hard Rock Stadium.

Un impegno e una spesa importante ma, tuttavia, quando quest’anno la F1 è tornata sul tracciato americano le lamentele dei piloti non sono state poi così diverse da quelle già sentite la passata stagione. Sergio Perez ha definito l’asfalto talmente scivoloso da pensare di girare su gomme intermedie, aspetto poi confermato anche da Fernando Alonso, il quale ha sottolineato come fuori dalla traiettoria ideale l’aderenza sia quasi nulla, elemento che potrebbe chiaramente influenzare le possibilità di sorpasso.

Carlos Sainz, Ferrari SF-23

Carlos Sainz, Ferrari SF-23

Photo by: Steven Tee / Motorsport Images

Dopo le qualifiche, George Russell ha dichiarato di non aver avvertito alcun passo avanti rispetto al 2022, spiegando che fino a che si rimane sulla linea ideale, il grip offerto nel complesso si attesta su un buon livello, ma nel momento in cui si esce di qualche centimetro da quella linea la situazione diventa estremamente complessa.

"Per me non c'è stato alcun miglioramento rispetto all'anno scorso. Sulla traiettoria ideale l'aderenza è buona, ma non appena ci si allarga, non c'è più aderenza. Quindi i sorpassi saranno davvero impegnativi".

Il fornitore di pneumatici di F1 Pirelli è forse nella posizione migliore per giudicare l'interazione tra superficie della pista e pneumatici e il suo responsabile, Mario Isola, ha spiegato il processo per stimare il livello di grip e cosa ha determinato il costruttore italiano. Pirelli conduce un'analisi dettagliata di tutte le piste il mercoledì prima di ogni weekend attraverso sofisticati macchinari.

"Se parliamo della rugosità che misuriamo, abbiamo scoperto che la micro rugosità è molto più bassa", ha detto Isola.

Sergio Perez, Red Bull Racing RB19

Sergio Perez, Red Bull Racing RB19

Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images

"L'anno scorso era completamente diversa da qualsiasi altro circuito, molto, molto più alta, e la macro rugosità è aumentata un po'. Ci aspettavamo quindi un livello di aderenza simile a quello dell'anno scorso. L'aderenza era bassa, ma più o meno in linea con le aspettative".

L’aderenza dipende dal tipo di “pietre” utilizzate, dalle modalità usate per stendere l’asfalto e gli interventi apportati. Si tratta del modo in cui le sostanze chimiche degli pneumatici reagiscono allo strato superficiale, che nelle piste nuove può non essere molto buona perché il bitume utilizzato per la stesura dell'asfalto spesso produce uno strato di olio in superficie che, chiaramente, riduce l’aderenza.

Tuttavia, questa mancanza di grip può migliorare rapidamente quando le auto che girano in pista si liberano di questo strato superficiale, come è successo a Miami quest’anno dal venerdì al sabato: "L'aderenza è aumentata di circa il 10% e questo era previsto", ha dichiarato Isola.

Tuttavia, questo aumento di aderenza si è verificato solo dove le vetture hanno giocato con costanza, sulla linea ideale, aumentando il contrasto con le zone più sporche. "Il punto è che hanno pulito la linea ideale, l'aderenza è aumentata sulla linea di corsa, ma non al di fuori della linea di corsa", ha aggiunto Isola.

 

 "Quindi, non appena ci si trova un po' al di fuori della traiettoria, diventa difficile controllare la vettura. È polveroso e il livello di aderenza non è così buono. Credo che questo sia il motivo per cui abbiamo visto alcuni errori e alcuni piloti hanno avuto difficoltà a controllare la vettura". Ciò lo si è visto, ad esempio, nell’incidente di Nico Hulkenberg nelle libere del primo giorno, con il tedesco che ha perso la vettura non appena è uscito leggermente dalla traiettoria migliore.

Il problema del jet blasting

Secondo Isola, le cose sarebbero potute migliorare se ci fossero stati più serie di supporto e se la pista fosse stata pulita meglio prima del weekend. Infatti, questo fine settimana non è previsto che gareggino anche F2 e F3, ma solo una serie simile alla Porsche Supercup.

Un’affermazione che ha trovato d’accordo anche George Russell, secondo cui il problema risiede anche nelle modalità con cui è stato trattato il tracciato prima del fine settimana: "Non credo che il tracciato sia stato sottoposto a jet blasting come tutti gli altri circuiti. In generale, i progettisti dei circuiti o chi se ne occupa fanno un lavoro davvero eccezionale quando riasfaltano l'asfalto”. 

"Quando andiamo a Melbourne, a Jeddah, o anche a Baku, l'aderenza è davvero elevata, e c'è molta aderenza anche fuori dalle linee ideali. Questo crea delle buone gare e una buona fiducia da parte dei piloti. Credo che l'anno scorso abbiamo avuto una brutta esperienza qui, erano stati troppo aggressivi con il getto d'acqua. Ma ora penso che sia andata nella direzione opposta e il risultato è lo stesso".

Lando Norris, McLaren MCL60

Lando Norris, McLaren MCL60

Photo by: Michael Potts / Motorsport Images

Isola ha spiegato che il jet blasting dei circuiti porta benefici in termini di aderenza perché rimuove lo strato superiore di bitume. "Negli ultimi due anni, quando hanno deciso di riasfaltare i circuiti, hanno utilizzato questo trattamento di jet blasting con acqua ad alta pressione", ha detto.

"Il meccanismo principale è che l'acqua ad alta pressione rimuove lo strato superiore del bitume. Quindi, è come un invecchiamento accelerato artificiale. Questo espone la pietra per avere un'adeguata aderenza meccanica, ma qui non è successo. Il lavaggio della pista è stato troppo leggero".

Parlando a Motorsport.com domenica mattina, il managing partner di Miami F1, Tom Garfinkel, ha spiegato che gli organizzatori hanno deciso di evitare un jet blasting troppo accentuato a causa dei problemi che si sono verificati l'anno scorso, quando questa procedura ha portato via troppo bitume. 

"Credo che l'anno scorso sia stata rimossa una quantità eccessiva di bitume e credo che questo sia stato parte del nostro problema. Abbiamo quindi effettuato una pulizia profonda con le spazzole. Forse parte del problema è che abbiamo avuto solo una serie di supporto, quindi non c'è abbastanza gomma. Scherzando dico che mi piacerebbe che i piloti andassero fuori pista durante le prove per gettare un po' di gomma fuori dalla linea più pulita”. 

Sir Lewis Hamilton, Mercedes F1 W14

Sir Lewis Hamilton, Mercedes F1 W14

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

"Ma è una pista verde. Avete visto come dalla prima sessione di libere alle qualifiche la pista è cambiata e sostanzialmente è diventata molto più veloce, e credo che lo stesso accadrà oggi in gara. La pista cambierà molto dall'inizio alla fine della gara, ma sarà pulita e soffiata. Penso che sia molto più pulita dell'anno scorso".

In realtà, durante la nottata tra sabato e domenica, la pista è stata bagnata dalla pioggia, caduta intensamente sul tracciato togliendo quel poco di gomma che si era posata nelle libere. Questo ridurrà nuovamente il grip complessivo, accentuando il degrado.

Come accade per altri circuiti riasfaltati di recente, l’asfalto chiaramente andrà migliorando nel tempo, nella speranza che già per il 2024 si possano vedere i primi miglioramenti. Isola ha aggiunto: "Invecchierà a causa delle condizioni atmosferiche, con pioggia e sole. Se si trattasse di un circuito vero e proprio, dove si corre ogni domenica, l'invecchiamento dell'asfalto sarebbe molto più marcato, ma migliorerà comunque".

 

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