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F1 | Vecchi problemi frenano la W15, Allison: "Manca bilanciamento"

Mercedes porterà a Miami il primo pacchetto di novità tecniche, ma è chiaro che ciò non basterà per risollevare le sorti della W15. James Allison si è addentrato nei problemi di bilanciamento incontrati fino ad ora, ma alcuni di questi problemi ripercorrono la stessa scia delle difficoltà incontrate in passato.

George Russell, Mercedes F1 W15

Se Ferrari e McLaren hanno qualcosa di cui sorridere ripercorrendo questo avvio di campionato, molto più complessa è la situazione in casa Mercedes, a causa di una W15 che per ora ha riservato davvero poche soddisfazioni. La nuova monoposto non è nata sotto una “buona stella”, aspetto di cui anche la squadra tedesca è ormai ben consapevole, motivo per cui spera di invertire la rotta già da Miami con il primo sostanzioso pacchetto di novità tecniche.

In più occasioni i piloti hanno avuto la sensazione di essere al limite, come sul filo del rasoio nel gestire la monoposto, dato che la macchina denota determinati problemi già visti in passato, tra cui una ridotta finestra di funzionamento che lascia poco margine sull’assetto. A ciò si aggiunge il fatto che la W15 non fa della qualifica un suo grande punto di forza, motivo per il quale più volte i piloti si sono scontrati con l’essere la quinta forza sul giro secco, dovendo poi partire indietro in griglia.

Se da un lato la squadra spera per l’appunto che il pacchetto di aggiornamenti previsto per la prossima tappa a Miami possa migliorare le sue prestazioni, dall’altro è chiaro che ciò non basterà per eliminare quei difetti che ormai sono presenti da diverso tempo. Per questo sono in fase di studio delle modifiche che arriveranno nel corso della stagione, mirate specificatamente a migliorare la maneggevolezza della vettura.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

"Abbiamo pacchetti di aggiornamento in arrivo per la vettura, ma poi avremo anche componenti che speriamo possano correggere il problema di bilanciamento di fondo che ci mette in difficoltà", ha detto James Allison guardando al futuro, non solo al prossimo appuntamento di Miami.

Parole che arrivano dopo un weekend in Cina molto difficile, concluso sì con un podio da parte di Lewis Hamilton nella sprint, ma anche con la consapevolezza che in gara la Mercedes era la quinta forza, pure dietro all’Aston Martin, che ha pagato solo una strategia poco favorevole causa mancanza di gomme. Una scarsa competitività che, chiaramente, non fa piacere in Mercedes: “Per quanto sia doloroso parlare in questo modo dopo un fine settimana come quello della Cina, dobbiamo solo ricordare che ci saranno gare in futuro in cui saremo riusciti ad apportare quei miglioramenti, in cui saremo di nuovo in prima linea e in cui progrediremo, e parlare in quel momento sarà di nuovo un piacere".

Se si tornasse indietro di tre settimane, Ferrari, Mercedes e McLaren avevano idee piuttosto definite in merito a quali avrebbero potuto essere i ruoli a Shanghai. La squadra di Maranello e quella di Brackley guardavano al fine settimana cinese con maggior positività rispetto a quello di Suzuka, al contrario della McLaren, più negativa sulle possibilità della MCL38. Tuttavia, la pista ha raccontato una realtà diversa, con la W15 lontana dalle performance che si attendevano gli ingegneri, tanto da metterla anche alle spalle della Aston Martin.

A pesare su questa prestazione negativa ci sono diversi aspetti ed è interessante notare come l’asfalto, grande incognita dello scorso appuntamento che ha tratto in inganno diverse squadre, così come certe condizioni della pista, tra cui le basse temperature, hanno favorito determinate squadre penalizzando però altre. Non è un mistero che negli ultimi anni Mercedes abbia progettato vetture molto puntate sull’avantreno, tanto da spingere gli stessi piloti, soprattutto Hamilton, a lamentati della scarsa stabilità del posteriore.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15, Kevin Magnussen, Haas VF-24

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15, Kevin Magnussen, Haas VF-24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Si pensava che questo problema fosse stato risolto nel corso della stagione 2024 con interventi mirati, ma sin dai primi appuntamenti è emerso in maniera chiara come, nonostante i miglioramenti, i vecchi problemi al retrotreno fossero ancora presenti. L’aspetto interessante è come si sia sviluppato il duello a distanza con McLaren, che nelle curve molto lente spesso fatica con la precisione dell’anteriore, tanto che alla vigilia pensava che sarebbe andata più in difficoltà. Tuttavia, la squadra di Woking è riuscita a fare di altri tratti della pista il suo punto di forza, sopravanzando anche Ferrari.

"Per tutto l'anno abbiamo avuto una macchina front limited, soprattutto nelle curve a bassa velocità, e in Cina è stato davvero amplificato", ha spiegato Allison, cercando di illustrare il perché di un weekend così deludente per Mercedes.

"Una volta che le gomme anteriori fanno fatica a girare ciò significa che i piloti devono aspettare un'eternità per iniziare ad accelerare all'uscita della curva, si perde tanto tempo sul giro. Alla fine succede che per far girare la macchina in curva i piloti devono usare l’acceleratore per far muovere il retrotreno e questo uccide gli pneumatici posteriori, il che finisce per far surriscaldare il retrotreno”, ha aggiunto il direttore tecnico.

Il problema di fondo è che, se McLaren è riuscita a fare la differenza nei tratti veloci del secondo settore, tenendo anche testa alla Ferrari, Mercedes non è stata in grado di fare lo stesso. Non è mistero che alla W15 manchi carico nei tratti più rapidi, dove emergono anche in maniera più netta le differenze sul piano delle correlazioni pista-simulatore, motivo per cui determinati fattori si sono aggiunti uno sopra l’altro andando a compromettere ulteriormente la situazione.

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

"Non è per niente piacevole uscire da un fine settimana dove, anche se eseguito con competenza e in cui i piloti hanno guidato bene, la macchina non è dove dovrebbe essere in termini di competitività. Naturalmente, la sfida che dovremo affrontare nelle prossime gare è quella di cercare di migliorare sia l'assetto della vettura sia i pezzi che portiamo per migliorare la monoposto".

Se le basse temperature hanno aiutato McLaren nella gestione del posteriore, per Miami ci si attende una gara molto diversa, ben più calda, e un occhio va proprio alla Mercedes. Quando le temperature raggiungono vette così alte, la tappa statunitense generalmente tende a mettere molto sotto stress il posteriore: Miami presenta una grande varietà di curve, sia veloci che lente, motivo per il quale sarà interessante capire come la squadra di Brackley si adatterà a queste situazioni. Inoltre, precedentemente lo stesso Allison non aveva nascosto come la W15 faticasse con temperature piuttosto alte che mettono alla frusta le coperture.

“Passiamo dalla Cina a Miami, un tracciato rear limited e la nostra sfida sarà quella di assicurarci di fare qualcosa di diverso rispetto a Shanghai. E ci aspetta un altro weekend di gara sprint. Sicuramente abbiamo imparato qualcosa dalla Cina. Speriamo inoltre che gli aggiornamenti che porteremo a Miami ci serviranno il qualifica, con la griglia molto ravvicinata, perché qualche centesimo può fare la differenza”.

Infine, facendo proprio riferimento alla sprint, Mercedes è consapevole che non può ripetere gli stessi errori della Cina in termini di approccio, quando rivoltò il setup dopo la sprint per continuare gli esperimenti. "Abbiamo sicuramente imparato nel weekend in Cina che se si vuole essere ambiziosi, lo si deve essere nella gara sprint e poi mettere a punto il setup per la gara della domenica, piuttosto che il contrario".

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