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F1 | McLaren, Stella conferma: "Tra Miami e Canada arriverà una MCL40 tutta nuova"

Il team principal della McLaren non gioca a nascondino. Tra Miami e Montreal la MCL40 sarà profondamente rivista, soprattutto per ciò che riguarda l'aerodinamica. L'obiettivo è chiaro: ridurre il divario da Mercedes e Ferrari.

Oscar Piastri, McLaren, ai test F1 Pirelli al Nurburgring

Oscar Piastri, McLaren, ai test F1 Pirelli al Nurburgring

Foto di: Pirelli

“Tra Miami e Canada vedrete una MCL40 completamente nuova”. Non è un’indiscrezione in cerca di conferme, perché a dirlo è stato Andrea Stella. Il team principal della McLaren ha sottolineato come si aspetti novità anche negli altri box, ma nel caso dei ‘papaya’ c’è una curiosità particolare. Due anni fa, proprio a Miami, la McLaren portò in pista una versione profondamente rivisitata della MCL38, cogliendo la sua prima vittoria stagionale e dando il via alla rimonta verso il mondiale Costruttori, partita da un -99 nei confronti di Red Bull e -55 dalla Ferrari.

Tra i top-team, la McLaren è quello che finora ha modificato meno la monoposto in termini di aggiornamenti. Il potenziale di base della MCL40 si è visto chiaramente solo a Suzuka, anche a causa degli imprevisti che hanno pesato molto nelle prime due tappe della stagione, con una sola partenza tra Melbourne e Shanghai. In Giappone si è vista una McLaren solida, e se (come è lecito pensare) su quella base arriveranno sviluppi efficaci, le gerarchie tecniche di inizio stagione potrebbero subire uno scossone.

“Nel nostro intento c'è sempre stata l'idea di presentare una vettura completamente nuova a cavallo delle due gare americane – ha spiegato Stella - soprattutto dal punto di vista degli aggiornamenti aerodinamici. Siamo riusciti a rispettare questo piano, e la sosta forzata ci è venuta incontro. Tutte le squadre hanno potuto lavorare in modo più efficiente sugli aggiornamenti della propria monoposto invece di essere impegnata parallelamente nei weekend di gara. Tra Miami e il Canada ci sarà una MCL40 completamente nuova, ed è ciò che mi aspetto anche dalla maggior parte dei nostri avversari, quindi non sarà necessariamente una grande sorpresa”.

C’è grande aspettativa su ciò che presenterà la McLaren e, soprattutto, sui riscontri che emergeranno dalla pista. Ma Stella invita alla cautela: “Vedremo chi è stato in grado di aggiungere più prestazione nello stesso lasso di tempo – ha sottolineato – ma dobbiamo ricordare che abbiamo ancora del terreno da recuperare rispetto a Mercedes e, in parte, anche alla Ferrari. Posso però dire che siamo dello sviluppo che siamo riusciti a completare; quindi, speriamo di vedere una MCL40 leggermente più competitiva a Miami e poi in Canada. Considerando che nell'ultima gara in Giappone abbiamo mostrato una prestazione discreta e competitiva, non vediamo l'ora di avere riscontri dai prossimi weekend in pista”.

Andrea Stella, McLaren

Andrea Stella, McLaren

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

Power unit: problemi risolti, ma serve la conferma

A condizionare l’avvio di stagione della McLaren è stata la power unit. Un dato sorprendente, considerando che si tratta dello stesso motore utilizzato dalla Mercedes: tuttavia, sia sul fronte dell’affidabilità sia su quello dello sfruttamento, per gli uomini ‘papaya’ finora i problemi sono stati tutti localizzati nello spazio tra il serbatoio e il cambio…ovvero sul gruppo powertrain. Secondo Stella, le criticità dovrebbero ormai essere alle spalle, anche se sarà la pista a fornire la conferma definitiva.

“Grazie alle simulazioni credo che a Miami saremo in grado di prevedere il comportamento della power unit anche in relazione alle novità regolamentari. Tuttavia, la simulazione offline, così come il lavoro al simulatore, non garantisce la copertura di tutti i possibili scenari, quindi bisogna essere abbastanza lungimiranti nel considerare tutto ciò che può accadere e assicurarsi che il modo in cui si sfrutta la power unit sia il più ottimale. Sono comunque

fiducioso che potremo raggiungere questo obiettivo e posso confermare che, in collaborazione con HPP, abbiamo compiuto un significativo passo avanti rispetto a quanto visto in Australia, soprattutto nello sviluppo degli strumenti di simulazione”.

Il lavoro si è concentrato soprattutto sulla conoscenza e sul settaggio della power unit, un ambito nel quale Mercedes nell’avvio di stagione ha finora beneficiato del maggiore know-how. “Credo che, come team, ora siamo molto più preparati. Abbiamo pagato un deficit, ma credo sia una conseguenza naturale dell'essere un team cliente. Oggi la gestione della power unit è davvero complessa, ma ci siamo rimboccate le maniche lavorando in modo molto costruttivo insieme a HPP. Ritengo che questo divario sia stato colmato e dovremmo avere tutti gli strumenti necessari per sfruttare al massimo il potenziale del motore”.

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