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F1 | Haas: ecco perché a Hulkenberg si è rotta la MGU-K

Nico in Australia ha conquistato i primi punti con la squadra americana grazie al settimo posto, ma dopo la bandiera a scacchi ha dovuto accostare la VF-23 per il cedimento del motogeneratore elettrico. Pare che il danno sia stato causato dalle improvvise interruzioni della corsa con bandiera rossa. La power unit Ferrari è stata sottoposta a shock termici non programmati che hanno portato alla rottura di un particolare. I motori devono sottostare a procedure di accensione e di spegnimento molto specifiche.

I commissari circondano l'auto di Nico Hulkenberg, Haas VF-23, al termine della gara

Foto di: Lionel Ng / Motorsport Images

Nico Hulkenberg a Baku dovrà montare una nuova MGU-K sulla seconda power unit 066-7, smarcata in Australia. Il pilota tedesco, quindi, dovrà fare ricorso al terzo motogeneratore che ricarica l’energia cinetica in fase di rilascio, l’ultimo prima di pagare una penalità sulla griglia di partenza.

Come si ricorderà, nel GP d’Australia Hulkenberg ha concluso la gara al settimo posto con la Haas VF-23, conquistando i primi punti con la squadra diretta da Gunther Steiner, ma non è riuscito a rientrare in parco chiuso nel giro di rientro perché ha dovuto parcheggiare la sua monoposto al lato della pista a causa del cedimento della MGU-K.

Il cedimento ha creato un po’ di apprensione fra i motoristi della Ferrari, dal momento che l’unità del Cavallino dovrebbe essere al riparo dalle rotture dopo i quattro cedimenti che si erano registrati l’anno scorso sulle vetture di Kannapolis (e non solo).

I commissari circondano la Haas di Nico Hulkenberg dopo lo stop nel giro di rientra

I commissari circondano la Haas di Nico Hulkenberg dopo lo stop nel giro di rientra

Photo by: Lionel Ng / Motorsport Images

A Maranello è scattata un’indagine molto approfondita sulla causa che avrebbe determinato lo stop di Nico alla fine della gara di Melbourne, la prima con il nuovo componente. Roba da far scattare un vero allarme nell’area affidabilità dei motori: i risultati hanno fatto emergere un aspetto non marginale nella vita delle power unit, specie se i Gran Premi in futuro potranno avere una matrice simile a quella dell’Australia con possibili interruzioni dovute alla bandiera rossa.

Le unità che l’anno scorso sono state omologate dalla FIA e che saranno utilizzate fino alla fine del campionato 2025 sono molto delicate e per funzionare perfettamente hanno bisogno di seguire strategie precise, altrimenti si rischia di minarne la vita con improvvisi problemi di affidabilità.

La MGU-K di Hulkenberg si sarebbe rotta perché sarebbe andata al di fuori della corretta finestra di utilizzo nelle temperature di utilizzo. Ogni componente del sistema ibrido dispone di un suo impianto di raffreddamento che deve sottostare a specifici cicli di lavoro per garantire la prevista durata delle singole parti.

Il discorso può sembrare ostico, ma il tema è molto complicato: diciamo che ciascuna power unit è stata pensata per durare teoricamente sette weekend di gara. In ogni appuntamento sono previsti i turni di prove libere, le qualifiche e la gara, se il format non viene rivisto dall’introduzione della Sprint Race.

Ebbene ogni accensione e ogni spegnimento di motore deve sottostare a una serie di procedure che devono essere eseguite con cura maniacale nel rispetto dei tempi e delle temperature di utilizzo. La disputa di un GP pazzo come quello di Melbourne con tre bandiere rosse e altrettante ripartenze ha messo in seria difficoltà le power unit delle monoposto sottoposte a repentini raffreddamenti e riscaldamenti non previsti e, soprattutto, non programmabili.

I singoli componenti, alla ricerca delle massime prestazioni, sono tiratissimi, con tolleranze minime, ma basta non rispettare una delle procedure previste per mettere a rischio un elemento della power unit.

La gara australiana con interruzioni repentine e ripartenze dettate dalla direzione gara può aver contribuito a mandare in crisi la MGU-K di Hulkenberg se i meccanici e i tecnici della Haas non hanno avuto modo di ottemperare ai corretti passaggi. Insomma, la questione sembra complessa e chi gestisce il GP dovrà rendersi conto anche di questi aspetti che possono sembrare secondari, ma che potrebbero avere un peso importante nel budget cap…

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