F1 | Haas a punti da 5 gare: uno slancio nella lotta per il 6° posto
La lotta nel mondiale costruttori si fa sempre più avvincente, non solo ai vertici, ma anche a centro gruppo. Grazie alla doppia top 10 in Messico, Haas ha esteso la striscia di arrivi a punti a 5 gare di fila, incrementando anche il vantaggio sulla Racing Bulls per la lotta al 6° posto nel costruttori. Uno slancio che conferma i progressi.
Kevin Magnussen, Haas VF-24, Nico Hulkenberg, Haas VF-24
L’appuntamento di Città del Messico ha indubbiamente smosso la classifica costruttori, con un doppio podio Ferrari che le ha permesso di scavalcare la Red Bull e riportarsi a meno di trenta punti da McLaren. Tuttavia, la tappa messicana potrebbe risultare fondamentale anche nella lotta a centro gruppo, più in particolare nella rincorsa al sesto posto, con Haas e Racing Bulls protagoniste.
Nelle ultime cinque gare, inclusa la sprint di Austin, Haas è riuscita a conquistare quasi una ventina di punti, di cui otto sono giunti proprio nell’ultimo Gran Premio a Città del Messico, dove il team americano ha centrato una bellissima doppia top ten con Kevin Magnussen e Nico Hulkenberg. Il settimo posto del danese, aggiunto al nono del tedesco nonostante le difficoltà nel far funzionare le gomme, ha permesso di distanziare la Racing Bulls, ora distante di dieci lunghezze in classifica.
L’elemento più importante, al di là del puro punteggio, è però il trend che si è osservato negli ultimi GP. Haas è infatti andata a punti negli ultimi cinque appuntamenti, mentre Racing Bulls è riuscita a centrare la top ten solamente ad Austin con Liam Lawson, capace di portare la sua VCARB01 in nona posizione. Messa da parte la tappa statunitense, per ritrovare l’ultimo arrivo a punti per la squadra di Faenza si deve però ritornare a prima della sosta estiva, a quel decimo posto centrato da Daniel Ricciardo che seguiva altre tre top 10 nelle gare precedenti.
Kevin Magnussen, Haas VF-24
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Sulla rincorsa della Racing Bulls pensano anche le novità che non sempre hanno dato i riscontri sperati, come il fondo portato a Monza, su cui inizialmente Yuki Tsunoda aveva espresso dei dubbi sull’efficacia nelle curve ad alta velocità. Il problema principale è che, anche per episodi sfortunati, il team faentino non è riuscito a sfruttare quelle piste potenzialmente favorevoli alle caratteristiche della vettura, come Singapore e Messico, ricchi di curve lente dove generalmente la VCARB01 si è ben comportata durante la stagione.
Haas, che ad Austin ha portato il suo ultimo sostanzioso pacchetto di aggiornamenti, ne ha approfittato centrando un bottino di ben 13 punti nelle ultime due gare che, con soli quattro appuntamenti al termine della stagione, rappresentano indubbiamente uno slancio nella lotta per il sesto posto. Un target significativo, non solo perché conferma i progressi della scuderia americana dopo aver chiuso in ultima posizione lo scorso anno, ma anche perché garantirebbe un’ottima entrata economica con i premi FOM.
Dopo l’addio di Gunther Steiner, Haas ha rinnovato la sua struttura organizzativa tra gli ingegneri, con la squadra che ha dimostrato di lavorare molto bene sul fronte degli sviluppi, tema che negli anni passati aveva sempre rappresentato un punto critico, anche per la mancanza di fondi. Proprio per questo, le varie top 10 ottenute negli ultimi appuntamenti rappresentano un segnale di fiducia per la scuderia, che nel corso della stagione si è dimostrata tra le più concrete della zona di centro gruppo.
In Messico Magnussen è riuscito a trovare quella confidenza che gli era mancata in altre tappe, in parte anche proprio grazie agli aggiornamenti che sembrano aver leggermente alterato il bilanciamento della vettura nella sua direzione, in parte perché dietro le quinte il team ha apportato anche altri cambiamenti, intervenendo sui freni: “Nelle ultime due gare ho avuto molta fiducia nell'auto. È stato bello guidare ed è stato piacevole. Credo che questo sia dovuto ad alcune modifiche apportate ai freni, ad esempio. E credo che l'aggiornamento sia andato anche nella mia direzione. Abbiamo un posteriore più forte e un anteriore un po' più debole, quindi credo che non sia male per me”, ha raccontato il danese.
Kevin Magnussen, Haas VF-24
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
“Penso che in Messico abbiamo fatto del nostro meglio. Non avremmo potuto fare di meglio provando di nuovo. La macchina era in perfetta sintonia, molto confortevole, mi dava sicurezza. Non abbiamo commesso alcun errore per tutta la gara. Era così facile da guidare, potevo spingere le gomme e gestirle allo stesso tempo, e sono riuscito a farle entrare in quella piccola finestra in cui avviene la magia”, ha poi aggiunto Magnussen, che si è dimostrato consistente per tutto il weekend, inclusa la qualifica, dove generalmente ha incontrato qualche difficoltà in più rispetto al compagno di squadra durante l’anno.
Proprio i freni, però, sono uno degli elementi che nel fine settimana messicano ha pesato sul weekend di Hulkenberg, che sin dalle prime sessioni di libere ha riportato poca confidenza in fase di decelerazione, specie nell’ultima parte della frenata nelle staccate più impegnative. Inoltre, durante la gara, il tedesco ha anche sperimentato alcuni problemi di gestione gomma con la presenza di graining, anche se alla fine è riuscito a portare a casa un preziosissimo nono posto.
Riflettendo sui continui progressi della monoposto durante la stagione, Komatsu ha sottolineato quanto proprio il fatto di essere riusciti a migliorare costantemente la VF-24 abbia permesso di cambiare gli obiettivi, arrivando a sognare il sesto posto: “È fantastico vedere che abbiamo apportato diversi aggiornamenti nel corso dell'anno e ognuno di essi ha reso la macchina più veloce, cosa che non accadeva prima, quindi questo ci ha dato molta fiducia”.
“A Silverstone, il pacchetto di aggiornamenti è stato significativo e quello che abbiamo apportato alla vettura ad Austin ne è stata un'evoluzione, quindi è davvero un piacere vedere come l'intera squadra stia lavorando ora. Il sesto posto nel costruttori significherebbe tantissimo. All'inizio della stagione il nostro obiettivo era l’ottavo posto in campionato, non ci saremmo mai aspettati di poter lottare per la sesta posizione. Ma con tutti gli aggiornamenti che abbiamo apportato alla vettura, a cui si aggiungono le prestazioni dei nostri piloti, stiamo lottando per il sesto posto”, ha aggiunto il Team Principal giapponese.
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