F1 | Ferrari: sindrome della coperta corta anche a Zandvoort
La Ferrari ha faticato non poco nei primi 2 turni di prove libere del GP d'Olanda di F1, ma all'interno del team c'è fiducia. L'impressione è che domani le cose possano migliorare.
Prima notizia dal venerdì di Zandvoort: Verstappen non è leader di giornata, per 23 millesimi è stato Lando Norris a precedere l’idolo di casa. Questo, ovviamente, per quanto riguarda le simulazioni di qualifica, influenzate non poco anche dalla progressiva ‘gommatura’ della pista che a Zandvoort è sempre un parametro molto significativo.
Terminata l’attività sul giro-veloce, i piloti sono tornati in pista per le simulazioni di gara, e qui Verstappen ha messo le cose in chiaro, girando mediamente più di due decimi meglio del terzetto composto da Sergio Perez, Lewis Hamilton e lo stesso Norris.
Il resto del gruppo, per ora, segue a distanza, e tra gli attardati c’è la Ferrari. Per Leclerc e Sainz è stato un venerdì atipico, iniziato per Carlos con una sessione FP1 vissuta nell’inedito ruolo di spettatore ai box mentre in pista la sua monoposto era nelle mani di Robert Shwartzman. A fine giornata entrambe le ‘rosse’ si sono ritrovate fuori dalla top-10, con Leclerc undicesimo (a 0”585 da Norris) e Sainz sedicesimo, ad oltre sette decimi.
Ambedue hanno faticato non poco nel primo settore e secondo settore (la parte più guidata del tracciato di Zandvoort) per poi confermarsi con Leclerc la vettura più veloce nel settore finale. Il tutto dopo che Charles non è andato oltre la tredicesima posizione nei tempi del primo e secondo settore.
Non è una novità che la SF23 abbia la sindrome della coperta corta, e per gli ingegneri non è mai semplice trovare il giusto compromesso quando si tratta di mediare tra le performance in qualifica ed il rendimento in gara.
Carlos Sainz, Ferrari SF-23
Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images
Nella sessione FP1 è stato dedicato molto tempo al lavoro di correlazione con il simulatore (delegato a Shwartzman) mentre nel turno pomeridiano alcuni ‘run’ sono stati indirizzati alla gara di domenica a causa della minaccia di pioggia che incombe domani sul circuito di Zandvoort.
Resta però il problema di un assetto che non ha consentito a Leclerc e Sainz di poter completare un giro veloce da Q3, un problema non da poco su una pista dove la posizione di partenza è molto importante per puntare ad un buon risultato in gara.
Tuttavia, Frederic Vasseur non è sembrato così allarmato, lasciando intendere che la performance della monoposto non sia così lontana come sembra. “Oggi abbiamo provato diverse cose – ha confermato il team principal della Scuderia – avevamo diverse prove da fare e non essendoci test l’unica possibilità è farlo nelle prove libere. Abbiamo anche provato una configurazione a basso carico aerodinamico per avere un quadro completo dello scenario".
"I limiti evidenziati sono stati legati alle difficoltà nel mettere tutto insieme nel giro, abbiamo visto differenze importanti, come ad esempio i tre decimi che perdiamo rispetto ad Hamilton in una sola curva. Credo che abbiamo margini di miglioramento, ci manca qualche decimi in qualifica ma il passo gara non è stato male”.
Anche Leclerc è convinto che un paio di decimi possono cambiare le ambizioni del weekend: “Potremmo essere terzi o quarti, il feeling non era buono ma c'è un grande margine per migliorare, dobbiamo però capire cosa c'era di sbagliato, ma credo che sia una questione di fine tuning, perché tra la FP1 e la FP2 abbiamo fatto dei piccoli cambiamenti e ci siamo mossi nella direzione giusta”.
È vero che bastano pochi decimi, ma è ciò che proveranno a fare anche gli avversari diretti. Mercedes e McLaren sono partite decisamente meglio. “Oggi non abbiamo massimizzato il nostro pacchetto e non siamo neanche nella top 10 – ha concluso Leclerc - ma domani potremmo essere nella top 3 facendo un buon lavoro con il set-up. Sta a noi”.
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