F1 | Ferrari: nessun rimpianto, anche se il distacco è minimo
La Scuderia ho portato sul podio i due piloti con Sainz secondo a tampinare Norris e Leclerc autore di una rimonta fantastica dalle retrovie. Con Piastri messo fuori gioco da Verstappen la Ferrari ha pensato di poter giocare due contro uno, ma Norris è stato perfetto nel gestire i due decimi di vantaggio della MCL38.
Carlos Sainz, Scuderia Ferrari, 2° posizione, Charles Leclerc, Scuderia Ferrari
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Per la Ferrari il secondo posto nella classifica costruttori, ufficializzato dai 57 giri di Yas Marina, è un risultato senza rimpianti. I trentatré punti conquistati da Carlos Sainz e Charles Leclerc nel Gran Premio di Abu Dhabi hanno superato anche le più ottimiste previsioni della vigilia, ma alla fine sono serviti ad un bilancio finale di +7 sulla McLaren, confermatasi più veloce nell’arco dell’intero fine settimana.
La Scuderia ha vissuto due giorni difficili tra venerdì e sabato, con imprevisti tecnici e penalità che hanno fatto scendere Leclerc fino all’ultima fila della griglia di partenza, uno scenario decisamente difficile per poter nutrire reali speranze in chiave mondiale.
In gara lo scenario è però cambiato drasticamente, soprattutto per Charles. Una partenza perfetta, un primo giro da sogno e la sfortuna che ha preso di mira Oscar Piastri, colpito da Verstappen alla prima curva. A quel punto c’è stato chi ha preso carta e penna per iniziare a fare i calcoli nella classifica Costruttori, complice anche uno scatenato Leclerc che ha continuato a recuperare posizioni dopo essere transitato ottavo al termine del primo passaggio.
Charles Leclerc, Ferrari SF-24
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Charles prima del via aveva anche scommesso con Frederic Vasseur sulla posizione che avrebbe occupato al termine del primo giro, una puntata mancata da entrambi perché nessuno aveva osato prevedere l’ottava posizione. Calmatesi le acque è però riemersa quella che era la realtà vista fino in qualifica e nei long-run di venerdì, ovvero la McLaren poteva contare su un vantaggio di un paio di decimi al giro. Un margine che Norris ha scandito tornata dopo tornata, ribadendo che non ci sarebbe stata storia per il successo di tappa, e di conseguenza, nella classifica costruttori.
Non c’è nulla da recriminare. A fine gara, a sorpresa, un volto triste c’è stato, ma non quello di Sainz, alla sua gara d’addio dopo quattro anni in rosso. Il volto deluso è stato quello di Leclerc, a conferma di quanto Charles credesse nella possibilità di farcela. Lo scenario dei ‘due contro uno’, auspicato molto alla vigilia del weekend, ha effettivamente preso forma, ma anche contro il solo Norris è emerso in modo chiaro che non c’era nulla da fare, e nulla sarebbe cambiato anche se Leclerc fosse scattato al fianco di Sainz.
Frederic Vasseur, Team Principal della Ferrari
Foto di: Ferrari
Al muretto della Scuderia hanno cercato di tenere sempre a tiro la McLaren di Lando (“Se resti vicino non sai mai cosa può succedere, basta una foratura o un errore”, ha spiegato Vasseur) senza cambiare i piani strategici definiti prima della gara. Sainz ha anticipato la sosta rispetto a Norris, ritrovandosi a due secondi da Lando al termine della sosta della McLaren, ma subito dopo il margine visto nel primo stint con gomme medie si riconfermato anche con le hard.
Il doppio podio della Ferrari è da considerare un buon bottino di tappa, ma non sufficiente per l’impresa mondiale. La Scuderia ha chiuso la stagione a quattordici punti dalla McLaren, confermando un deciso passo avanti rispetto ai verdetti del 2023.
“Siamo migliorati su tanti fronti – ha confermato dopo la gara Vasseur – strategie, pit-stop, affidabilità e pura prestazione. È vero che alla fine mancano 14 punti, se fossero stati 80 o 100 punti probabilmente sentirei meno frustrazione. Ora mi vengono in mente un sacco di gare in mente dove abbiamo lasciato per strada 14 punti, ma alla fine tutti abbiamo avuto dei problemi durante la stagione, quindi dovremo fare un lavoro migliore l'anno prossimo. Allo stesso tempo, sono orgoglioso del passo che abbiamo fatto”.
La Ferrari chiude la stagione con cinque vittorie ed altri diciassette piazzamenti sul podio. Sul bilancio stagionale, al di là del gap aritmetico nella classifica generale, pesa il periodo buio iniziato con il doppio ritiro a Montreal e proseguito fino al Gran Premio d’Ungheria, cinque gare con un solo piazzamento nella top-3. Ma è anche vero che nessuna squadra è riuscita a disputare un campionato lineare, senza passi falsi e momenti difficili, anche sul fronte tecnico. L’asticella è stata alzata, i riscontri positivi ci sono stati e diventano la base da cui la Ferrari dovrà ripartire nel 2025. L’unica nota amara è quella di essersi confermata nuovamente seconda forza dietro leader che negli ultimi anni si sono alternati, da Mercedes a Red Bull ed ora McLaren.
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