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Analisi
Formula 1 GP di Las Vegas

F1 | Ferrari: il posto d'onore di Leclerc vale come una vittoria

La Scuderia ha rivaleggiato alla pari con la Red Bull: Charles, che era al comando della gara, ha patito la safety car entrata al giro 26, che a rimesso in lizza Max Verstappen. Il monegasco, partito dalla pole position, ha patito il pit stop gratuito di cui ha beneficiato l'olandese che è passato da avere un set di gomme cinque giri più usate rispetto a Leclerc, a cinque giri più fresco. E il soprasso all'ultimo giro del ferrarista ai danni di Perez la dice lunga sulla motivazione del Cavallino.

Charles Leclerc, Ferrari SF-23, George Russell, Mercedes F1 W14

Concludere in seconda posizione una corsa in cui si è partiti dalla pole position può far pensare che qualcosa non sia andato come previsto. Ma al termine dei 50 giri percorsi sul circuito di Las Vegas sia Charles Leclerc che la Ferrari non hanno nulla da rimproverarsi. Al via Max Verstappen ha usato le maniere dure per prendere il comando della corsa, una manovra sanzionata dai commissari sportivi con 5 secondi da scontare al primo pit-stop. Proprio in coincidenza della sosta (giro 16) la gara di Verstappen è sembrata essere in salita, visto che il box Red Bull aveva dovuto richiamarlo per un aumento improvviso di graining sull’asse anteriore. Una sorpresa, visto che Max si è trovato a lottare con le gomme mentre Leclerc procedeva a pieno ritmo.

Leclerc ha sfilato la Red Bull di Verstappen prima dell’ingresso ai box di Max, prendendo il comando della corsa e completando altri cinque giri prima di fermarsi a sua volta per il pit-stop. Tornato in pista Charles è sfilato con un vantaggio di 4 secondi su Verstappen, in quel momento quarto, e dopo quattro tornate il divario è rimasto invariato, nonostante Leclerc avesse iniziato lo stint senza forzare troppo le gomme. La gara a questo punto è sembrata andare decisamente nella direzione della Ferrari, poi è arrivata la safety car del giro 26 che ha stravolto lo scenario.

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari, secondo a Las Vegas

Photo by: Sam Bagnall / Motorsport Images

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari, secondo a Las Vegas

Leclerc è convinto che senza l’ingresso in pista della vettura di servizio sarebbe stato in grado di far suo il Gran Premio di Las Vegas, ed è un dubbio destinato a restare. Quando la corsa è ripresa (giro 28) Verstappen si è trovato in quinta posizione, preceduto anche da Gasly, Piastri e Perez, ma ha impresso alla sua gara un ritmo molto veloce, che gli ha permesso di superare tutti gli avversari, Leclerc incluso. Max, grazie al pit-stop ‘gratuito’ offerto dalla safety car, è passato da avere un set di gomme cinque giri più usate rispetto a Leclerc, a cinque giri più fresco. In Ferrari sono convinti che questa finestra di dieci giri sia stata cruciale per il verdetto finale. “Di sicuro non ci ha aiutato”, ha commentato abbozzando un sorriso Frederic Vasseur.

Charles ha comunque avuto modo di godersi la piazza d’onore, visto che a sette giri dal termine ha dovuto subire il sorpasso di Sergio Perez. Leclerc non ha mollato l’avversario, e quando tutto sembrava ormai pronto per la sesta doppietta stagionale della Red Bull è arrivato un sorpasso capolavoro, una staccata alla curva 14 che ha sorpreso Checo ed esaltato il controllo della monoposto di Charles.

A fine gara nel box Ferrari è prevalso decisamente il bicchiere mezzo pieno, la piazza d’onore di Leclerc, abbinata alla sesta posizione in rimonta di Sainz, ha permesso alla Scuderia di portarsi a -4 dalla Mercedes nella classifica Costruttori.

Carlos Sainz, Ferrari SF-23

Photo by: Sam Bagnall / Motorsport Images

Carlos Sainz, Ferrari SF-23

Ma ciò che più ha dato morale agli uomini della Scuderia è stato tornare a recitare un ruolo da protagonisti. La Ferrari ha preparato molto bene la trasferta di Las Vegas, trovandosi però subito costretta a fare gli straordinari per la disavventura in cui è incappato Sainz nella sessione FP1.

Forse con due vetture in prima fila il copione della corsa sarebbe stato diverso, ma al di là dell’esito finale è emersa una buona Ferrari. Battere Verstappen nel suo ‘2023’ è un’impresa davvero ardua, anche quando non sembra essere la sua giornata. Leclerc ci è andato vicino, e pur mancando l’obiettivo ha poco da rimproverarsi. Serviva un weekend così a Charles per dimenticare Interlagos, serviva un weekend così alla Ferrari per sperare nel soprasso in extremis alla Mercedes nella tappa finale di Yas Marina.

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