F1 | Audi, Binotto: "C'è una lunga lista di cose su cui dobbiamo lavorare, ma è un bene"
Audi ha vissuto un debutto complesso ma prezioso nei test di Barcellona: diversi problemi, tra cui una perdita idraulica, hanno limitato il programma, ma le prove pre-stagionali hanno proprio lo scopo di individuare le aree su cui lavorare. Binotto parla di una lunga di lista di cose su cui lavorare, ma lo vede anche come un segnale positivo.
Quando si avvia un progetto completamente nuovo e con pochissimi riferimenti pregressi, la portata della sfida può trasformarsi in una montagna da scalare. È esattamente la situazione in cui si trova Audi. Pur potendo contare sull’eredità strutturale della Sauber, sul fronte motoristico questo rappresenta il primo vero programma della casa dei quattro anelli, con i normali problemi di gioventù annessi.
Sebbene l’affidabilità delle nuove unità abbia stupito in positivo, soprattutto alla luce dei timori della vigilia, con Mercedes che, per esempio, ha superato quota 500 giri in tre giorni, andando oltre anche il chilometraggio dei test della scorsa stagione con un progetto ormai maturo, Audi non può contare sull'esperienza accumulata dagli altri costruttori nel precedente ciclo tecnico.
Proprio per questo non sorprende che la Casa tedesca abbia incontrato qualche intoppo lungo il cammino in questi primi test. Nel giorno d’esordio la R26 ha trascorso molto tempo ai box, complice anche lo stop in pista di Gabriel Bortoleto per ragioni precauzionali.
Audi R26
Foto di: Audi
Alcune noie tecniche si sono poi ripresentate nella seconda giornata, quando una perdita idraulica ha fermato la vettura mentre era al volante Nico Hulkenberg, ma i test sono un’opportunità proprio per individuare le aree su cui lavorare.
Così come era accaduto nel filming day, quando Audi era stata la prima a scendere in pista a Barcellona per anticipare la raccolta dati, anche i test spagnoli rappresentano un banco di prova per valutare l’affidabilità della nuova Power Unit, più che per lavorare sull’assetto della vettura. È chiaro che il team avrebbe preferito essere più avanti nel programma, come nel caso di Mercedes, ma l’obiettivo di questa fase era definito sin dall’inizio.
“Prima di tutto direi emozionante, perché si tratta del primissimo test ufficiale di Audi in Formula 1. Per noi è l’inizio, per così dire, della nostra esperienza come team e come costruttore di power unit. Direi che c’è moltissimo da imparare e stiamo imparando davvero tanto”, ha raccontato Mattia Binotto, colui a capo di questo ambizioso progetto.
Gabriel Bortoleto, Audi
Foto di: Audi
“Se si guarda al primo giorno, abbiamo avuto molti problemi che ci hanno fermato o rallentato il programma di lavoro. Lo stesso è accaduto nel secondo giorno, ma direi che da ieri pomeriggio siamo riusciti a girare di più. Anche stamattina, credo, abbiamo avuto di nuovo qualche problema: stiamo imparando, ma comunque abbiamo messo insieme un po’ di chilometri, qualche giro, e raccolto dati preziosi per il team. Più giri facciamo, più impariamo, e credo che siamo esattamente in quella fase”.
“Sappiamo anche che per noi c’è ancora tanto da costruire, tanto da far crescere. Detto questo, questi tre giorni di attività in pista sono stati davvero molto importanti. Considerando il punto in cui siamo nel nostro percorso, stiamo andando piuttosto bene. L’affidabilità è sempre un aspetto cruciale: abbiamo avuto diversi problemi, piccoli, niente di drammatico, e anche da questo punto di vista ci sono molti elementi positivi guardando avanti”.
Nella mattinata dell’ultimo giorno, Bortoleto ha completato 64 giri, quasi la distanza di un intero Gran Premio a Barcellona, offrendo così l’opportunità di raccogliere una mole significativa di dati, utili tanto ai tecnici quanto ai piloti. Conclusi i test, infatti, sia il brasiliano sia Hulkenberg rientreranno in fabbrica per lavorare al simulatore, confrontando le sensazioni avute in pista con quelle del mondo virtuale.
C’è infatti ancora molto da imparare sul funzionamento di queste vetture e sul comportamento della nuova Power Unit: quando entra in fase di ricarica, come gestire l’energia, dove intervenire sulla frenata senza compromettere troppo l’ingresso in curva.
Nico Hulkenberg, Audi F1 Team
Foto di: Audi
Non è un caso che, secondo quanto emerso a Barcellona, diversi piloti abbiano faticato proprio in frenata, arrivando al bloccaggio. Siamo ancora in una fase esplorativa del progetto, e ogni chilometro percorso in Spagna diventa prezioso per iniziare a lavorare sulle regolazioni.
“È un lavoro enorme, un lavoro enorme per tutta la squadra, un lavoro enorme per i piloti, per gli ingegneri a casa che devono sistemare tutti i problemi, dalla progettazione alle operazioni, tutto ciò che abbiamo riscontrato”, ha aggiunto Binotto.
Essendo all’alba di una rivoluzione tecnica è naturale che, soprattutto per un costruttore al suo primo vero progetto, esista una lunga lista di aspetti da affrontare e risolvere in vista del Bahrain. Lì alcune squadre inizieranno già a mettere in secondo piano il tema dell’affidabilità per concentrarsi sugli assetti, così da valutare il potenziale della vettura e capire come far lavorare al meglio aerodinamica e gomme.
"Per noi significa davvero non lasciare nulla di intentato: ogni dettaglio deve essere gestito e corretto. Abbiamo una lista molto lunga, davvero molto lunga, non ne ho mai vista una così lunga. Ma, ancora una volta, penso che sia positivo, perché la squadra è davvero coinvolta, desiderosa di migliorare e di arrivare in Bahrain in una forma migliore".
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